VENTO DEL NORD

Lega choc, Novara e Vco in Lombardia

Il Carroccio vuole riscrivere la geografia. "I nostri territori sono completamente abbandonati dalla Regione che è Torino-centrica. Per questo è venuto il momento di chiedere alla gente cosa vuole". A novembre il lancio dei comitati per indire un referendum

Volevan fare la secessione, ma, visti i tempi si accontenterebbero di disfarsi del Piemonte. Novara e il Verbano-Cusio-Ossola si sentono sempre più lumbard e allora tanto vale cambiar regione e passare armi e pagagli con la vicina Lomabardia. Segno dei tempi che passano e di un'ambizione che, evidentemente, va via via ridimensionandosi, una sorta di secessione in chiave domestica. È l'ultima trovata di una parte del Carroccio piemontese. “La nostra Regione si conferma sempre più Torino-centrica  - spiega il commissario del Carroccio novarese, Luca Bona -. Non viene considerata la vicinanza della Lombardia dalla quale dipendiamo per trasporti, viabilità, infrastrutture. Vedi il ruolo di Malpensa anche per il Novarese, della ferrovia Milano Domodossola, dell’Autostrada A/8. La nostra proposta è quella di informare la popolazione sulla possibilità, prevista dalla Costituzione Italiana, di chiedere l’annessione alla regione confinante”. Per la Lega è giunto il momento di riscrivere la geografia del Nord: “Ritengo sia il fiume Sesia il confine naturale del Piemonte. Torino ha una centralità che non potrà mai essere sciolta, indipendentemente dal colore politico che governa in Regione”.

 

Posizione condivisa da Alberto Preioni, vicepresidente del Vco: “Il nostro intento è quello di incominciare ad informare la popolazione, di indire un convegno entro il mese di novembre, un incontro che non avrà colorazione partitica, ma sarà aperto a tutte le forze politiche. Dopo di che si potrà passare alla formazione di comitati demandati a proseguire questo progetto e infine indire un referendum per il quale non sarà necessaria la maggioranza più uno degli aventi diritto al voto”. I due esponenti leghisti sottolineano il ruolo che la Lombardia ha per il territorio tra lago Maggiore e Ticino in tema di scuola, lavoro, turismo, cultura e storia. Dagli Sforza ai Visconti, sono sempre stati casati lombardi che hanno dominato nel Novarese e Verbano. “Il Vco è la provincia del Piemonte che vanta la maggior attrattiva turistica con 4 milioni e mezzo di presenze annue. Torino questo non lo considera”, puntualizza Preioni. “Sarà necessario formare almeno due comitati, uno per provincia, per passare poi alla fase successiva del referendum”, aggiunge Bona.

 

Interpellano la presidente del partito Gianna Gancia, neo consigliera regionale, i radicali piemontesi che, per bocca di Giulio Manfredi, bocciano la proposta: “Nella loro follia, i leghisti sono coerenti e lucidi. Fino a pochi mesi fa, Roberto Cota era ancora alla guida del Piemonte ed era sufficiente che si spostasse oltre Ticino per prendere ordini dai dirigenti leghisti lombardi, prima Bossi, poi Maroni, poi Salvini. Ricordiamo tutti la foto cult di Cota che regge il portacenere a Bossi. Ora che Cota non è più governatore, occorre fare il contrario: fare in modo che Maroni governi direttamente almeno una parte del Piemonte. Sarebbe politicamente interessante sapere se Gianna Gancia condivide la lucida follia dei suoi due compagni di partito di Novara e Verbania”.

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