NEBBIA IN VALPADANA

Lega, un vice per congedare Cota

Molinari numero due del Carroccio piemontese ma con pieni poteri. Salvini detta i tempi per il ricambio dei vertici del partito e l'apertura del processo per Rimborsopoli fa il resto. La base è demoralizzata e i quadri storici disertano gli appuntamenti

“Rischiamo di morire d’inedia”. C’è più amarezza che rancore nelle parole che il nostro anonimo interlocutore pronuncia per descrivere lo “stato comatoso” della Lega Nord in Piemonte. Il partito è tramortito, la base pressoché assente, il gruppo dirigente falcidiato da inchieste o relegato ai margini a seguito di faide e camarille di potere. Un quadro desolante per chi, come lui che vanta un inappuntabile pedigree e ha scalato tutta la gerarchia fino ad arrivare in parlamento, assiste impotente a quella che definisce “un’autodistruzione”. Perché più ancora delle liti e delle spaccature interne è la disaffezione di militanti e quadri a risultare fatale. Emblematico è il caso del congresso del Vco, a cui ha preso parte neppure un terzo degli iscritti e dove con una manciata di voti è stata riconfermata la segretaria uscente, a suo tempo sfiduciata e “dimissionata”. Disertato da quasi tutta la prima linea - non si sono visti gli ex consiglieri regionali Michele Marinello e Roberto De Magistris, l’ex senatore Enrico Montani, il numero uno di Finpiemonte partecipazioni Paolo Marchioni – più che un congresso “è sembrata una riunione di condominio”. Ed è proprio l’amministratore del condominio – Roberto Cota – a essere indicato, dopo 12 anni ininterrotti al vertice della Lega piemontese, quale principale responsabile.

 

Al segretario “nazionale” rimproverano una gestione “autoritaria e familistica” del partito, la pessima prova fornita al governo della Regione e, in ultimo, quello di non essere stato in grado di capitalizzare al meglio l’onda di consenso proveniente dal ciclone Salvini. “Paradossalmente molti di quelli che sono galvanizzati dalla linea politica imposta dal segretario federale preferiscono astenersi dalla vita locale del movimento”, racconta il nostro insider. C’è quindi l’esigenza di “cambiare il manovratore”. Un primo passo potrebbe arrivare già lunedì dal consiglio federale con la nomina di Riccardo Molinari al ruolo di vicesegretario nazionale vicario. Una soluzione fortemente caldeggiata da via Bellerio e sulla quale avrebbero trovato un accordo anche le componenti anti-cotiane (quelle che ancora sono rimaste nel Carroccio e non sono state espulse). Un primo passo che potrebbe presto aprire le porte del vertice federale, a fianco del leader nazionale. L’ex assessore regionale, legatissimo a Matteo Salvini, avrebbe pieni poteri, soprattutto nel compito di riorganizzare la presenza sul territorio e quella di selezionare una nuova classe dirigente. A Cota verrebbe lasciata, ancora per poco, la rappresentanza, anche se non è escluso che l’avvicinarsi del processo per Rimborsopoli consigli a Salvini di accelerare i tempi, imponendo a Cota un passo indietro. La vendetta delle mutande verdi.