Pd-Pdl, match tra lady di ferro

Battibecco a distanza tra Bonino e Bragantini su Tav e amministratori valsusini. I democratici richiamano all’ordine gli iscritti e li vincolano al rispetto della posizione ufficiale. L’esponente pidiellino accusa: “Siete alla frutta”

Duello a distanza tra le due lady di ferro della politica torinese. Oggetto del contendere ancora una volta la Tav: non tanto la realizzazione dell’opera – su cui viaggiano in piena sintonia – quanto i difficili e spesso ambigui rapporti tra il Partito democratico e gli amministratori della Valsusa. In mattinata, infatti, durante i lavori dell’assemblea provinciale Pd, la segretaria Paola Bragantini, aveva proposto la stesura di un documento per «vincolare gli amministratori iscritti al Pd a una serie di punti fermi», riconoscendo implicitamente che il tema dei rapporti con i sindaci e i Comuni della zona è una questione irrisolta. Al pari della presa di distanza dagli episodi di violenza e dalle aggressioni alle forze dell’ordine susseguitesi nelle scorse settimane attorno al cantiere di Chiomonte. Per la Bragantini occorre chiedere agli amministratori valsusini «una netta e ferma condanna di ogni violenza verso le forze dell’ordine, il riconoscimento che la decisione di realizzare la Torino-Lione è stata assunta con processo democratico».

 

Barbara Bonino, nella duplice veste di assessore regionale ai Trasporti e di coordinatrice provinciale del Pdl, non si è fatta certo sfuggire l’opportunità per controbattere, colpendo duro proprio sul nervo scoperto con una stilettata velenosa. «Un partito che deve chiedere ai propri amministratori di condannare la violenza contro le forze dell'ordine è arrivato alla frutta – ha replicato nel pomeriggio -. Inoltre dal punto di vista politico è una soluzione ininfluente, che non toglie né aggiunge nulla al quadro politico. La verità è che il Pd ha perso l’occasione per fare chiarezza e per sostenere gli amministratori che in valle hanno paura». Per l’esponente pidiellino il documento uscito dal cilindro dell’omologa piddina è pura ipocrisia. «Se il Pd avesse avuto più coraggio avrebbe aiutato anche alcuni amministratori che, lo sanno tutti, vorrebbero sganciarsi dalla deriva violenta No Tav ma hanno paura. Cosi, con questa posizione pilatesca che non aggiunge e non toglie nulla al quadro politico del territorio, li lasciano soli a trattare con un contesto sempre più pericoloso e minaccioso. In questo momento le contraddizioni del Pd sono una debolezza per tutto il Piemonte: avremmo bisogno di una sinistra matura e forte, in grado di arginare con forza e credibilità certe derive».

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