ALTA TENSIONE

Mezzo milione per i danni dei No Tav

La Regione sblocca i fondi per le aziende vessate dall'ala violenta del movimento contro l'alta velocità. Le risorse arrivano tramite Finpiemonte, serviranno per offrire alle banche le garanzie necessarie per l'accesso al credito. In attesa degli indennizzi statali

Oltre al danno la beffa: non poche aziende impegnate nei lavori per la Tav, hanno subito ingenti danni nel corso delle manifestazioni e in seguito ad attentati, ma nell’attesa di ricevere gli indennizzi dallo Stato si sono viste negare anche parziali anticipi dalle banche. Niente garanzie, niente finanziamenti: solita storia. Risultato: il rischio concreto di dover alzare bandiera bianca e chiudere bottega con le conseguenze, soprattutto occupazionali, facilmente immaginabili. Per questo motivo, oggi la Regione Piemonte su proposta dell’assessore Giuseppina De Santis ha stanziato mezzo milione di euro che servirà per sottoscrivere garanzie e fidejussioni, tramite Finpiemonte, a favore di queste aziende e sbloccare finalmente le erogazioni fino ad oggi negate dagli istituti di credito.

 

Lo stanziamento di 550mla euro è stato inserito nel programma 2011-2015 delle attività produttive quale garanzia per ottenere finanziamenti dalla banche come anticipazione degli indennizzi che deve erogare lo Stato, sostegno per investimenti, anticipi o sconto di ordini e fatture, operazioni finalizzate alla prosecuzione dell’attività aziendale. Lo stanziamento – come ha spiegato l’assessore De Santis al termine della giunta - deriva dal recupero delle somme acquisite dalle transazioni conseguenti ai procedimenti di revoca avviati nei confronti dei soggetti che hanno indebitamente percepito contributi su alcune misure dei fondi europei 2000-2006.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    20:28 Martedì 21 Ottobre 2014 moschettiere Non ci siamo

    E dovrebbero pagare i contribuenti? E no!!! Andiamo a prenderli i no-Tav: conosciamo nomi e cognomi e molti siedono nelle file di M1s in Regione e in Parlamento. Andiamo a prenderli e che paghino loro, in denaro o in lavori forzati! Sciopero fiscale, sciopero fiscale, sciopero fiscale!

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