DAI PALAZZI

Renzi-Chiamparino, il gioco delle parti

Il premier mostra il pugno di ferro all’incontro con le Regioni: “I miliardi restano 4, ma pronto a esaminare le vostre proposte”. Il governatore: “Resto un suo sostenitore, normale dialettica istituzionale”. Una commedia che fa comodo a entrambi - VIDEO

“Non c'è spazio per una mediazione, i miliardi sono quattro. Da qui due strade: o lo scontro o ci sono proposte alternative su cui si lavora in queste ore”, ha esordito Matteo Renzi nell’aprire l’incontro nella Sala Verde di Palazzo Chigi davanti a un Sergio Chiamparino ancor più sornione del solito. Il clima è diplomatico, nonostante gli scontri degli ultimi giorni, e il premier e il presidente delle Regioni si danno del tu. D’altra parte, ha dichiarato qualche ora fa il governatore piemontese, “i rapporti con Renzi sono quelli di sempre: da una parte c’è il sostegno politico al Governo, dall’altra c’è un rapporto istituzionale che tiene conto delle differenze. E comunque mi considero sempre un suo sostenitore”. E va bene, non sarà alla Leopolda questo weekend perché “ho diversi impegni sul territorio”, ma l’appoggio al giovane rottamatore non è in discussione. Uno scambio di ruoli, insomma, che fa gioco a entrambi: Renzi può contare su un “sindacalista” delle Regioni più che amico, Chiamparino su un trattamento “di favore” da parte dell’esecutivo per tentare di mettere una pezza alla disastrata situazione dei conti di piazza Castello.

 

Oltre a Renzi per il governo erano seduti al tavolo il ministro degli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, quello agli Affari regionali Gianclaudio Bressa; sul lato delle Regioni ci sono tutti i governatori, a parte la Lombardia per cui è presente Massimo Garavaglia, coordinatore degli assessori regionali. “Sui costi standard, se voi ci siete, io ci sono – ha attaccato Renzi -. Noi interveniamo solo ex post se le cose non vanno. Se avete una risposta seria, rigorosa, noi ci siamo”. Per poi aggiungere: “Per me la strada è la trasparenza totale di tutte le spese online, dal governo alle Regioni”. Una sfida accolta di buon grado dal presidente del Piemonte che, al termine del vertice ha spiegato che “la lettera e lo spirito” del cosiddetto “lodo Chiamparino” “è quello di rendere sostenibile la manovra evitando ricadute sia di tagli che aumenti della fiscalità. Rispettare i saldi non vuol dire che questi siano fatti solo di tagli”. È stato incontro “simpatico nei toni che è sempre un aspetto non irrilevante della politica” ha tenuto a precisare il governatore. “Alcuni scambi schietti di battute non hanno intaccato il clima e il rispetto politico. L'incontro è stato approfondito con una presenza impegnata del primo ministro, che ringrazio. Il punto di convergenza per ora è stato quello che Renzi ha definito il Lodo Chiamparino, ovvero una proposta che in una settimana punti a un lavoro congiunto per una manovra sostenibile”.

 

Fuori dall'ufficialità, in conferenza stampa Chiamparino e Delrio hanno dato vita a un siparietto non proprio ortodosso. Nel fuorionda, prima di iniziare, il braccio destro di Renzi si è rivolto a Chiamparino con uno stupefacente: "Comincio io con delle banalità, dopo però se vuoi continuare tu a me non me ne frega un cazzo".

 

 

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