“Ora si dimetta anche Zacchera”

Archiviata la querelle Fassino-Camera, il radicale Viale accende i riflettori sul primo cittadino di Verbania, del Pdl, eletto nel 2009 a capo della città ossolana, ma sempre ben saldo al suo scranno di Montecitorio. Gli altri casi a Brescia e Afragola

ANTI CASTA Silvio Viale

Piero Fassino si è dimesso e i sindaci-parlamentari del Pdl?”. Se lo chiede Silvio Viale, consigliere comunale e presidente di Radicali Italiani. «Il giorno dopo le dimissioni del sindaco di Torino da deputato – dice Viale - ci rivolgiamo a quegli esponenti del centrodestra che per un mese intero si sono stracciati le vesti al grido “Fassino dimettiti. Ci auguriamo che rivolgano ora la loro indignazione verso il primo cittadino di Verbania, onorevole Marco Zacchera del Pdl, che sebbene eletto sindaco l’8 giugno 2009, quando era già deputato (siede in Parlamento interrottamente dal 1994, proprio come Fassino), si è ben guardato dal dimettersi dalla Camera». Il leader radicale invoca, inoltre, altri esempi di sindaci che dividono la propria attività politica tra una città da amministrare e Roma: Adriano Paroli (Pdl), deputato e primo cittadino a Brescia, e Vincenzo Nespoli, a capo di Afragola in provincia di Napoli, oltre che senatore della Repubblica.

 

«Ricordiamo – conclude Viale, assieme al presidente dell’associazione radicale Adelaide Aglietta, Giulio Mafredi - che esiste un’incompatibilità non solamente politica ma anche giuridica fra la carica di sindaco di comuni sopra i 20 mila abitanti e quella di parlamentare; grazie al lavoro dell’avvocato radicale Antonio Polito, siamo in grado di mettere a disposizione dei cittadini di Verbania, Brescia e Afragola un ricorso (cosiddetta “azione popolare”) per far dichiarare in tribunale tale incompatibilità. Sarebbe un’ottima occasione per trasformare il mugugno e la protesta qualunquista contro la “casta” in iniziativa propositiva di denuncia civile».

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