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PROFONDO ROSSO

Ambrosini alla Maugeri (da commissario)

Nelle mani dell'avvocato torinese il concordato del colosso della sanità lombarda. Oltre 300 milioni di debiti di cui 80 con i fornitori. Tremano i lavoratori delle due sedi piemontesi. Chiusa l'indagine su una presunta mazzetta all'ex consulente della giunta Bresso

Nuovo importante dossier per il professor Stefano Ambrosini, ormai stabilmente collocato fra i consulenti più “gettonati” dal Governo e dai tribunali di mezza Italia. Il tribunale di Pavia lo ha nominato commissario della Fondazione Salvatore Maugeri, che con i suoi 3.500 dipendenti e i 21 centri operativi (la clinica Major e l'istituto scientifico di Veruno, in provincia di Novara) è tra i maggiori istituti di ricovero e cura privati in Italia. Il colosso della sanità lombarda a fine ottobre aveva chiesto di essere ammesso al concordato preventivo a causa dello stato di crisi finanziaria in cui è sprofondato sotto una montagna di debiti, oltre 300 milioni, di cui 80 con i fornitori.

Nell’occhio del ciclone il presidente della Fondazione Gualtiero Brugger, noto aziendalista milanese (già consulente di Romano Prodi ai tempi dell'Iri). Al fianco di Ambrosini, che in Piemonte (e non solo) segue molte fra le crisi aziendali più importanti del momento, ci saranno Rolando Brambilla, già commissario del San Raffaele, professionista di grande esperienza, e Mauro Zampollo di Vigevano, commissario della Casa di Cura Beato Matteo. A loro il tribunale ha affidato il compito di dipanare l’intricata matassa, non priva di aspetti di rilevanza penale come dimostra l’indagine da tempo avviata sulla corruzione nella sanità lombarda. Un filone di quell’indagine riguarda proprio il Piemonte e la gestione della sanità ai tempi della giunta di Mercedes Bresso. Di recente i pm Giancarlo Avenati Bassi ed Enrica Gabetta hanno, infatti, chiuso l'indagine su Umberto Maugeri, Costantino Passerino e Giorgio Grando per una presunta mazzetta di 150 mila euro versata proprio dai vertici della Fondazione Maugeri all’allora consulente al settore Sanità della Regione Piemonte, Grando appunto.

Mazzetta scoperta grazie a una rogatoria internazionale, che ha messo in luce un bonifico da certa Ramsete llc di New York alla banca svizzera PNB fino a un conto presso il Credit Suisse di Bellinzona intestato allo stesso Grando. In verità, l’accreditamento ottenuto a tempi di record dalla clinica Major e i sei milioni di euro di rimborsi regionali destinati alla Fondazione Maugeri erano stati denunciati già nel 2012 da un’interrogazione del consigliere regionale Pd (ora senatore) Stefano Lepri, ma le sue domande su destinazione di fondi pubblici e contratti di consulenza erano rimaste senza risposta. Interpellata dal Fatto Quotidiano, l’allora assessore regionale Eleonora Artesio, ha commentato: “Grando era ritenuto un garante dell'autonomia della sanità pubblica dalle pretese della sanità privata”. Alla faccia del garante.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    20:28 Giovedì 06 Novembre 2014 l'osservatore Grando , il lupo perde il pelo ma .....

    chissà se è rimasto arrogante e dispotico come quando disamministrava la ASL 13 di Novara, l'Artesio e la Bresso siino solidali con i piemontesi nel chiedere scusa delle loro scelte

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