ALFANOIDI

Nuovo Centrodestra, uniti alla metà

Costa e Bonsignore si spartiscono il partito di Alfano in Piemonte. Con le nuove cariche emerge plasticamente la suddivisione di uomini e territori. Novara, Cuneo e Vco al viceministro, l'ex europarlamentare si pappa Torino, Vercelli, Asti e Alessandria

Il partito è spartito. Nel Nuovo Centrodestra vanno tutti d’amore e d’accordo, ma ognuno a casa sua. E così l’assegnazione delle cariche a livello regionale coincide con la ripartizione di province e organi direttivi tra i due maggiorenti della formazione di Angelino Alfano, il coordinatore piemontese Enrico Costa e l’ex europarlamentare Vito Bonsignore.

 

La cabina di regia, una sorta di direttivo regionale, è formata da sei persone: il viceministro cuneese si porta con sé Valerio Cattaneo, già numero uno a Palazzo Lascaris durante la scorsa legislatura, e Ludovico Seppilli, candidato a presidente della Circoscrizione VIII con Alberto Musy e oggi capogruppo di Ncd, non prima di una capatina in Scelta Civica dov’è stato assistente parlamentare di Paolo Vitelli. Con Bonsignore ci sono invece Rosalba La Fauci, consigliera comunale di Beinasco e candidata alle ultime elezioni regionali e Daniele Cantore, già consigliere regionale e capogruppo di Forza Italia in Sala Rossa. Invitati permanenti il ciellino Giampiero Leo, Sebastiano Gallina e Roberto Rosso, in quanto membri della Direzione nazionale, oltre ai rappresentanti del movimento giovanile: Enrico Reghini di Pontremoli e Gabriele Carriere.

 

Anche sul territorio, come da bravi fratelli, Costa e Bonsignore si sono divisi le province a seconda delle rispettive zone d’influenza, così se Torino, Alessandria, Asti e Vercelli finiscono all’ex luogotenente andreottiano della Dc, il viceministro strappa la sua Cuneo, Novara e il Vco. Con Biella per il momento nelle mani di un commissariamento congiunto formato da Cattaneo e Rosso.

 

Ma se nelle varie province tutti o quasi i tasselli del mosaico hanno trovato quasi naturalmente una loro collocazione, è nel capoluogo che si è consumata una faida finita addirittura sui tavoli nazionali. Ha spuntarla è stato il consigliere comunale Paolo Greco Lucchina, ma il vero sconfitto è il vicepresidente della Sala Rossa Silvio Magliano, ciellino doc, considerato tra le figure emergenti del panorama politico torinese, sul quale ha pesato l’ostracismo di Bonsignore, trasformatosi ben presto in veto. Neanche il coordinatore nazionale Gaetano Quagliariello e lo stesso Alfano sono riusciti in un’opera di mediazione che rimettesse insieme i pezzi e così a spuntarla è stato proprio Bonsignore. Nella provincia mandrogna redini in mano a Fabrizio Priano, eletto in passato nelle fila di Forza Italia e del Pdl, oggi membro del cda della Fondazione Cassa di Risparmio. Asti e Vercelli vanno rispettivamente ad Antonio Di Santo, ex direttore dell’Asl 19, e Carla Camoriano, sindaco di Crova, vicina a Rosso. A Cuneo Costa piazza Silvano Dovetta, ex assessore provinciale oggi sindaco di Venasca, Federico Binatti a Novara, primo eletto nelle elezioni provinciali di secondo livello, e infine l’avvocato Claudio Rapetti Lombardo nel Vco. 

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