CAMBIA VERSO

Alessandria, duello per la segreteria dem

Con l'elezione in Regione di Ravetti nel Pd mandrogno è scattata la corsa per la successione al vertice provinciale del partito. Due candidati: Coloris (gradito ai morandiani) e Scaglia (sostenuto dall'asse Rossa-Fassino). Entro Natale la nomina

Una poltrona per due nel Pd mandrogno. È intorno a un paio di nomi che, almeno per ora, si stanno muovendo i giochi per individuare il successore di Domenico Ravetti alla guida del partito a livello provinciale. Daniele Coloris o Claudio Scaglia? Chi dei due prenderà il posto dell’attuale segretario, eletto consigliere regionale e poi presidente dell’impegnativa commissione Sanità di Palazzo Lascaris?

 

Il primo, 55 anni, consigliere comunale del capoluogo, già sindacalista della Filt Cgil, membro delle direzione regionale del Pd, godrebbe del via libera anche da parte della componente renziana della prima ora e di quella parte del Pd che in provincia ha come riferimento nazionale l’attuale viceministro dell’Economia  Enrico Morando, pur potendo contare sul consenso dell’area riformista, ovvero bersaniana. Ma sia nel capoluogo sia nei vari centri della provincia negli ultimi tempi (e in particolare dalla campagna elettorale per le regionali) è aumentata la forza dell’asse Rita Rossa-Piero Fassino, portando l’Area Dem a rafforzarsi sempre più sulla rive del Tanaro. Una componente che più di un rumors indica come propensa ad appoggiare il secondo uomo in lizza, ovvero Claudio Scaglia.

 

Tortonese, 52 anni, imprenditore nel settore della pubblicità, presidente del consiglio comunale di Tortona dove alle ultime amministrative  è stato eletto con il maggior numero di voti, già consigliere provinciale, Scaglia sarebbe l’uomo su cui sarebbero pronti a puntare i fassiniani alessandrini, o meglio coloro che hanno avuto come riferimento alle recenti regionali non solo la Rossa, ma anche l’ex presidente della Provincia Paolo Filippi che con Scaglia avrebbe da sempre uno stretto rapporto.

 

Quella del rinnovo della guida provinciale del Pd è una questione da tempo sul tappeto, ancor prima dell’elezione di Ravetti nel parlamentino di via Alfieri. Quando si era trattato di affrontare la spinosa questione delle candidature c’era stato chi, e tra questi proprio Filippi e Rossa, aveva criticato il doppio ruolo giocato dalla stesso Ravetti, chiamato a mediare varie istanze per comporre la lista per la corsa a Palazzo Lascaris come segretario, ma al contempo anch’egli candidato.

 

In questo ultime settimane il presidente della commissione Sanità ha ufficialmente annunciato le sue dimissioni, peraltro dovute in base al regolamento e già poste sul tavolo l’estate scorsa,  con un messaggio agli iscritti.  “Per primo, a giugno, in Segreteria e in Assemblea, ho chiesto al gruppo dirigente del Partito di farsi carico della mia sostituzione perché le regole in una comunità rappresentano un’essenza irrinunciabile per una civile convivenza e non intendevo, e non intendo, venir meno a questo principio. Dopo la mia elezione in consiglio Regionale – scrive Ravetti -  mi è stato chiesto di affrontare il delicato appuntamento delle elezioni provinciali e per senso di responsabilità, per come ho potuto, conoscendone i rischi, così ho fatto. Ma ora ho deciso di non andare oltre perché considero un errore politico attendere ancora”. Spiegando che resterà fino a Natale per il disbrigo degli affari correnti, il segretario uscente indica quindi in meno di un mese il tempo “che ci resta e che basterà a definire il percorso adatto per eleggere il nuovo Segretario e rinnovare i ruoli di vertice con la speranza di vivere in una nuova stagione di condivisioni, non di conflitti”. Per ora resta solo una speranza.

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento