L’ultima grandeur di Lorenzo il Magnifico

Repetto, presidente dell’Amag e uomo di fiducia del sindaco Fabbio, è il vero dominus del centrodestra alessandrino. Ma proprio mentre inaugura la fontana, “donata” alla città, c’è chi giura che il suo impero stia scricchiolando. E con lui un sistema di potere tentacolare

Una festa in grande stile, con tutto il centrodestra alessandrino al gran completo e in tenuta di gala, incurante delle indagini in corso sul fronte bilancio comunale e teatro, e di un consigliere comunale - il dimissionario Giuseppe Caridi - in carcere per ‘ndrangheta. L’occasione del simpatico raduno, benedetto dalla presenza del sorridente monsignor Giuseppe Versaldi, destinato pare ad una coatta permanenza cittadina, dopo la fallita rincorsa alla Diocesi torinese come successore del cardinal Poletto, è stata l’inaugurazione della fontana che l’Amag, ex municipalizzata dell’acqua e del gas di Alessandria e di mezza provincia, ha “donato” alla cittadinanza in occasione del 35esimo anniversario della società. Costo intorno ai 100 mila euro, pare: nulla rispetto ai 500 mila euro “investiti” in 100 mila rose moldave per le aree pubbliche cittadine (cimiteri in primis) non più di qualche mese fa. Protagonista della serata, naturalmente, Lorenzo Repetto, padre padrone dell’Amag (che è la “cassaforte” del Comune di Alessandria, e uno dei pochi motori economici del territorio), vero dominus del centrodestra alessandrino: dal 2008 ad oggi presente in maniera crescente in tutte le vicende politiche, economiche e sportive cittadine, sempre al fianco del sindaco Piercarlo Fabbio tanto da rubargli, poco a poco, il centro della scena e la luce dei riflettori. 

 

Oggi peraltro negli ambienti che contano i bene informati sono pronti a giurare che i rapporti tra i due non sono più così idilliaci, e c’è sempre il consigliere comunale di opposizione pronto a dare di gomito al giornalista di turno, preannunciandogli “novità importanti” su Repetto. Certamente l’uomo, pragmatico geometra quasi settantenne dai modi spicci e con le idee chiare, è di quelli che, magari senza aver letto Machiavelli, preferiscono per istinto essere temuti che amati.  Ha alle spalle una lunga militanza nella Democrazia Cristiana durante la prima repubblica (anni in cui nacque il sodalizio con Fabbio), e un’esperienza come amministratore e primo cittadino nel suo paese natìo, Castelletto d’Orba, conclusasi a colpi di accuse con il suo successore (Federico Fornaro, Pd) in merito alle scelte in ambito di riscossione tributi comunali, affidati ad una società privata poi fallita. Ma non è certo questo l’unico “inconveniente” nella carriera del geometra Repetto, che pure ha sempre gestito gli incidenti di percorso con grande determinazione, senza lasciarsi abbattere e anzi traendone sempre nuova forza. Come quando fu coinvolto, negli anni Novanta, in una curiosa vicenda di tentativo di “avvicinamento” dell’arbitro Farina (da Novi Ligure, a pochi chilometri da Castelletto d’Orba) in occasione di un Empoli-Sampdoria che ormai si perde nei meandri della memoria. Oppure, più di recente, per la vicenda della fallita bonifica da amianto che ha causato, lo scorso ottobre, la chiusura del Teatro Comunale di Alessandria. Anche lì c’è un’inchiesta in corso, e Repetto è tra gli indagati, nella sua veste di consigliere di amministrazione, e pare di vero deus ex machina, del Teatro Regionale Alessandrino. Ma si potrebbe citare anche la complessa questione del depuratore al quartiere Orti, o altri piccoli e grandi “inciampi” legati al suo impegno di pubblico amministratore in contesti sicuramente delicati come quelli della distribuzione dell’energia, e dello smaltimento dei rifiuti.

 

 

Alle spade di Damocle però Lorenzo il Magnifico pare averci fatto l’abitudine, e nei giorni scorsi ha ricordato sui principali media alessandrini (a cui Amag garantisce una dignitosa sopravvivenza in questi anni difficili, grazie ad una capillare presenza pubblicitaria) i successi dell’azienda  da lui presieduta: una rete gas di 780 chilometri di tubazioni, 45 mila utenti e 117 milioni su gas distribuiti; ma anche cinquanta pozzi idrici, con 1250 chilometri di rete, 38 mila allacciamenti e circa 150 mila utenti. Le bollette in compenso non sono particolarmente “leggere”, e questo fa sì che le casse siano floride, a beneficio soprattutto del socio principale, il disastrato Comune di Alessandria. In realtà, a ben guardare, anche dentro Amag qualche motivo di malcontento comincia ad affiorare, come testimonia un documento con il quale a fine giugno 35 sindaci che siedono nell’assemblea dei soci hanno contestato la scarsa trasparenza di molti atti e decisioni, arrivando a minacciare l’uscita dei loro Comuni dalla società stessa. Viene criticata, in particolare, una crescita significativa dei costi del personale (e voci di corridoio parlano di alcune assunzioni non proprio cristalline), ma anche la piantumazione delle già citate rose moldave nei cimiteri e aree pubbliche, e in generale una serie di rapporti contabili con il Comune di Alessandria.

 

 

Ma dove davvero Repetto ha rischiato grosso, e Fabbio con lui, è nell’abbraccio “mortale” con la squadra di calcio. I due sono stati “sponsor”, nell’estate 2010, del toscano Giorgio Veltroni, personaggio improbabile da commedia popolare, presentatosi in città con grandi propositi imprenditoriali (voleva costruire il nuovo stadio) e “scappato” dopo pochi mesi, lasciando però uno “strascico” di non poco conto (tentativo di “compravendita” di una partita di campionato, e conseguente probabile retrocessione della squadra in Seconda Divisione: il definitivo verdetto è atteso nelle prossime ore, ma in pochi ormai ad Alessandria si fanno illusioni). Dopo cotanto personaggio, il tandem Repetto Fabbio ha avuto l’ardire, nei mesi scorsi, di proporre per la presidenza dei Grigi un’altra autentica sòla: la meteora torinese Alessandro Mongarli, presentato come “inventore” e poi scomparso al momento di metter mano al portafogli, per poi alzare bandiera bianca e “lasciare il passo” al centrosinistra. Eh sì, perché ad Alessandria il filo rosso tra calcio e politica appare davvero più evidente e “sfacciato” che altrove.

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