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Iren “privatizza” l’Amiat

La multiutility pubblica compra un altro 31% dell’azienda rifiuti del Comune di Torino che incassa quasi 22 milioni e mantiene la presidenza "di campanello". Solita operazione "all’italiana" condotta dal presidente Profumo, supporter del sindaco Fassino

Amiat viene privatizzata da una società pubblica. Per quanto paradossale possa sembrare è questo il tratto dell’operazione annunciata oggi attraverso la quale Iren compra un altro 31% e sale all’80% dell’azienda che gestisce i servizi ambientali (raccolta rifiuti e pulizia) per il Comune di Torino. Lo stesso Comune che, a sua volta, è tra i soci di riferimento della multiutility dell’energia di cui detiene un consistente pacchetto, attraverso due finanziarie Fsu (detenuta alla pari con Genova) e la propria Fct.

 

Un comunicato specifica che il cda di Iren ha deliberato oggi di esercitare, tramite una controllata da Iren Ambiente, il diritto di prelazione per l’acquisto del 31% del capitale sociale di Amiat offerto da Fct Holding (finanziaria del Comune di Torino) L’acquisizione dell’ulteriore 31% di Amiat, a fronte di un corrispettivo di 21,66 milioni, consentirà al gruppo Iren di acquisire il controllo della società che gestisce i servizi ambientali per Palazzo Civico. Spiega il presidente di Iren, Francesco Profumo, supporter del sindaco Piero Fassino, cui ha ceduto il passo dopo essere stato a lungo candidato in pectore per la poltrona di primo cittadino: “In linea con gli obiettivi che il nostro gruppo ha definito, puntiamo a cogliere le opportunità coerenti per il potenziamento della nostra presenza nel settore ambiente. Salire nella partecipazione in Amiat significa consolidare il lavoro che abbiamo avviato negli ultimi anni che ci consente, anche in ambito Piemontese, di gestire in modo integrato tutta la catena industriale: dalla raccolta, al recupero fino allo smaltimento dei rifiuti urbani e industriali del territorio”. 

 

La governance finisce nelle mani di Iren, mente il Comune continuerà ad esprimere il presidente – attualmente l’ex manager Fiat Maurizio Magnabosco – quale funzione di “garanzia” per l’ente pubblico: una sorta di presidente di campanello.

 

 

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