POLITICA & AFFARI

Sitaf, le azioni pubbliche prendono quota

La perizia sulle azioni della società autostradale in mano di Comune e Provincia di Torino fa lievitare il valore a 75 milioni. Pressapoco quanto offerto dai Gavio ma molto di più dei 50 iniziali. Udienza al Tar: si può cedere senza gara pubblica?

Le quote Sitaf attualmente in mano di Comune e Provincia di Torino, circa il 19%, valgono 75 milioni. Lo ha stabilito la perizia redatta dal Collegio peritale dei tre esperti incaricati di assegnare il valore di mercato alle quote che gli enti locali hanno deciso di cedere all’Anas. Una cifra assai superiore alla vecchia stima che aveva valutato l’insieme delle partecipazioni di Palazzo Civico e Palazzo Cisterna una cinquantina di milioni, ma assai prossima all’offerta formulata dai soci privati, gruppo Gavio e famiglia Mattioda, con l’evidente obiettivo di contrastare l’operazione. Dopo le iniziali schermaglie la querelle è giunta al Tar che proprio domani sarà chiamato a esprimersi sul ricorso presentato dai privati. Alla luce della perizia odierna, va riconosciuto che senza l’azione dei Gavio le quote di Comune e Provincia difficilmente avrebbero avuto l’adeguata valorizzazione. Quindi, per quanto paradossale possa sembrare proprio alla vigilia del pronunciamento dei giudici, al di là dell’esito dell’udienza, grazie ai privati il “pubblico” non ci ha rimesso. Insomma, come sempre la concorrenza fa bene.

 

In verità, la stima effettuata dal Collegio peritale non cambia molto sul piano del contenzioso legale, giacché al centro del ricorso c’è non tanto il valore delle azioni quanto le procedure di vendita che, secondo il professor Vittorio Barosio, legale dei soci privati, deve avvenire attraverso una gara di evidenza pubblica. Ed anche il vincolo della natura pubblica della maggioranza sarebbe decaduto, “non sussistendo più le ragioni” (ovvero i debiti a suo tempo contratti con lo Stato, ora saldati) che ne avevano imposto l’introduzione (come argomentato dallo studio Chiomenti). Il responso del Tar aprirà nuove strade per la società che gestisce l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia e il traforo del Frejus. I giudici costringeranno Comune e Provincia a un bando pubblico, dal quale non potranno essere esclusi gli attuali soci di minoranza? Per diverse alchimie, sempre possibili nel Paese del diritto (e del suo rovescio) la maggioranza finirà in mano all’Anas, restandovi il tempo strettamente necessario (??) per privatizzare la quota del 51%? Vi sono all’orizzonte fondi stranieri che guardano con crescente interesse alla partita? Domani il primo round di un match che si annuncia ancora lungo.

print_icon