GRANA PADANA

Cota rallenta la marcia di Salvini

Il leader vola nei sondaggi quasi ovunque, persino al Sud, solo in Piemonte arranca, fermo all'8% delle Europee. L'ex governatore sbandiera il traguardo appena ottenuto dei 5 mila iscritti, ma è una pesante zavorra per il nuovo corso della Lega Nord

Scricchiola e non tiene il passo delle altre una delle storiche ruote del Carroccio. Sarà il peso della ingloriosa e anticipata fine della legislatura regionale, saranno le mutande verdi, saranno gli spasmodici proclami del governatore decaduto tra rivendicazioni di quanto fatto e difese di quanto gli si contesta, fatto sta che il Piemonte non può gioire dei sondaggi che continuano a delineare una Lega Nord in crescita costante e decisa a livello nazionale e un notevole interesse per la proposta di Matteo Salvini pure in quello che fino a poco tempo fa era il dimenticato e ostracizzato Sud. L’ultima rilevazione Ixè, per il programma Rai Agorà, dà la Lega all’11,2% a livello nazionale, ovvero quasi il doppio rispetto al 6,2% delle elezioni europee e superiore dell’1,1 % rispetto al sondaggio del 5 dicembre scorso. E se, un tempo, le roccaforti lumbard erano sempre parecchio al di sopra delle media nazionale, così come accade ancora oggi in Veneto e in Lombardia, già alcuni mesi fa il Piemonte registrava percentuali in linea con quell’indice nazionale che certo non è un obiettivo, bensì un livello di guardia. Oggi, seppur Roberto Cota sventoli – creduto poco da molti militanti dello stesso movimento – le cinquemila tessere, la tensione e gli interrogativi sul futuro del partito di Salvini in Piemonte sono difficilmente nascondibili. Come evidente appare sempre di più l’imbarazzo con il quale una buona parte dei militanti e degli stessi dirigenti guarda all’iperattività dello stesso Cota, onnipresente come non mai a gazebo e appuntamenti, puntuale ogni giorno su twitter e facebook, prodigo di dichiarazioni.

 

Una strategia quella dell’ex presidente della Regione, che all’interno stesso del Carroccio viene da molti intravista come estremo tentativo di difendere il suo ruolo di guida politica del partito in Piemonte - che dura ormai da 14 anni - e un altrettanto disperato disegno teso a farsi riconfermare al prossimo congresso, che ancora non è stato fissato. Fonti qualificate della Lega indicano come improbabile una convocazione disgiunta dalle assise di Veneto e Lombardia ed è evidente come il rinnovo o la riconferma della dirigenza della regione guidata da Luca Zaia non possa avvenire che dopo le elezioni amministrative in cui lo stesso Zaia si gioca il secondo mandato. Un lasso di tempo piuttosto ampio che Cota potrebbe, come lascia intendere il suo atteggiamento, utilizzare nel tentativo di rinserrare per quanto possibile le fila e uscire dall’imbarazzante immagine delle mutande verdi, nonché dalla fine anticipata di una legislatura che, in fatto di provvedimenti, ha lasciato l’amaro in bocca a buona parte della stessa militanza leghista.

 

Una prova di questo sfaldamento tra dirigenza cotiana e la base è apparsa, tra le altre, evidente come riportato tempo fa dallo Spiffero in quel di Cuneo dove si è registrata una disaffezione profonda, concretizzatasi nella chiusura di non poche sezioni e dal calo vertiginoso degli iscritti. Anche in questo caso, Cota ha cercato di tirare dritto, applaudendo all’elezione (170 voti contro quei circa 300 iscritti che la Granda contava fino a un paio di anni fa) del candidato unico, Giorgio Bergesio, sostenuto oltre che dall’ex governatore da quella Gianna Gancia che Cota pare aver ormai individuato nel suo alleato più stretto. Un asse, quello con l’ex presidente della Provincia che, sempre stando ai rumors interni, potrebbe rivelarsi tutt’altro che di ferro. Tra gli scenari possibili, infatti, ci sta pure quello che vedrebbe l’attuale consigliera regionale pronta a cercare di occupare lo spazio lasciato vuoto dall’attuale segretario nazionale, ovvero del Piemonte, per prendere la guida del Carroccio subalpino, cercando magari un timido avvicinamento a Matteo Salvini. Avvicinamento che è, peraltro, precluso a Cota.

 

Pur avendolo difeso nel momento della bufera giudiziaria, l’attuale leader leghista non ha mai goduto di una sincera e non sospetta vicinanza dell’ex governatore. Un aspetto, questo , che se unito al malcontento di una buona parte della base, gioca a sfavore di una permanenza alla segreteria nazionale e che potrebbe indurre i vertici di via Bellerio ad accelerare i tempi per un ricambio. A frenare c’è una situazione di oggettiva confusione e la necessità di un assestamento, ritenuti ancor più pregiudiziali rispetto alla concomitanza dell’appuntamento congressuale con Veneto e Lombardia. Ma a pesare, come un macigno, ci sono soprattutto quei dati che arrivano dai sondaggi. Di fronte a un interesse pari al 14% degli intervistati nel Sud Italia sulla proposta di Matteo Salvini, il Piemonte leghista deve incassare cifre decisamente più basse: attorno all’8%, ovvero in linea con i dati delle ultime Europee. Un quadro che in via Bellerio nessuno ha voglia di appendere, ma neppure più nascondere  in cantina facendo finta di niente.

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8 Commenti

  1. avatar-4
    20:52 Lunedì 29 Dicembre 2014 Bandito Libero Basta con le falsità piuttosto!

    Appunto: i dati piemontesi vanno letti paragonandoli allo stesso tipo di elezioni ed alle altre regioni del Nord! Se raffronti il risultato elettorale delle elezioni REGIONALI, che artatamente (poi se vuoi ti spiego cosa significa..) hai omesso, capisce anche un bambino che il risultato di Cota del 2010 è il picco più alto di tutte le altre elezioni regionali piemontesi. E se paragoni il Piemonte alle altre regioni del Nord, anche tu puoi capire che STORICAMENTE il Piemonte è stato sempre una cenerentola per le percentuali della Lega rispetto a Veneto, Lombardia,etc etc, Cota o non Cota! Così è anche se non ti pare!!!

  2. avatar-4
    22:38 Mercoledì 17 Dicembre 2014 moschettiere Basta con le cretinate!

    Così è se vi pare? Benedetta ignoranza! C'è gente che parla solo perché ha la lingua. Questi sono i dati elettorali della Lega in Piemonte e poi ognuno tragga le conclusioni.Elezioni politiche 1992 17.06% 1996 18.22% 2008 12.60%Regionali 2010 16.73%Politiche 2013 6.47%Europee 2014 7.64%Per la cronaca la Liguria ha superato in termini di percentuale il Piemonte solo alle Regionali del 1990 con un 6.13% contro il 5.09% La smettiamo di dire cretinate?

  3. avatar-4
    22:14 Martedì 16 Dicembre 2014 Bandito Libero Zero memoria storica. E Sacchetto meglio perderlo che trovarlo!

    Partiamo dal fondo: ma secondo voi un leghista che si vende ad ALFANO per salvare la poltrona, merita che ancora ne parliamo?! Ritorni a raccogliere le pesche, che è meglio! I dati elettorali della Lega in Piemonte, poi, per amor del vero sono DA SEMPRE stati inferiori rispetto alla media delle altre regioni forti; è stata spesso superata anche dalla Liguria. La stratificazione sociale è quella che è, qua son comunisti dentro peggio che altrove! Non v'è dubbio che appena prenderà piede, al sud raccoglierà percentuali che in piemonte non potrà mai avere. Anzi, a voler essere onesti, credo che il periodo di maggior "tiraggio" elettorale sia stato proprio dal 2008 al 2010, sotto Cota. Così è se vi pare.

  4. avatar-4
    20:38 Martedì 16 Dicembre 2014 Militante Lega. Ripuliamo La Granda

    Davvero troppe mele marce che fanno sembrare tutta la struttura Lega da buttare e Cuneo ormai è diventato il fulcro del problema. Commissario esterno che poi è diventato interno e congresso flash a parte la Lega in provincia è ferma dal dopo Bossi o meglio dal dopo Isaia (come tutti anche Isaia aveva i suoi difetti ma per lo meno organizzava incontri e feste...si vede che con la Gancia presidente della Provincia si è trovato con le mani legate e se n'è andato)...per non parlare del caso Sacchetto che è stato un altro caso decisivo per il crollo della Lega

  5. avatar-4
    20:00 Martedì 16 Dicembre 2014 abogado II ahahha

    e chi volete mettere, Molinari? l'abogadone, decaduto!

  6. avatar-4
    12:20 Martedì 16 Dicembre 2014 moschettiere Matteo, colpisci senza pietà

    Cerchiamo di capirci. Kotak è quasi commissariato, la Lega in Piemonte cola a picco e in particolar modo nella Granda. Salvini farà la sua parte, siamo certi, ma è necessaria una mobilitazione per estromettere la casta Gancia-Bergesio che hanno demolito tutto. La Lega non potrà certo riprendersi con questi incapaci. E speriamo che Salvini applichi tutta la sua autorevolezza e usi la scure!

  7. avatar-4
    10:32 Martedì 16 Dicembre 2014 usque tandem Pretese

    Cota ha fatto solo guai, come dissero di Richelieu, fece bene il male e male il bene. Inoltre non c'è nulla di peggio di deludere le aspettative, che dopo Bresso erano tante. Che cosa pretende? I piemontesi hanno buona memoria, torni a fare l'avvocato, che è meglio........

  8. avatar-4
    10:02 Martedì 16 Dicembre 2014 moschettiere Pulizia pulizia

    Salvini è prudente ma ha capito come stanno le cose. Ha una sua strategia e prepara il campo. Per Kotak non può esserci un futuro. È un generale che ha perso con ignominia. Fuori lui e i suoi baciapile. Bergesio rappresenta solo se stesso e il gruppo sparuto dei suoi amici. Pulizia anche nella Granda. Amche qui è tutto da ricostruire. Ma Salvini ce la farà.

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