BERLUSCONEIDE

Forza Italia, #Pichettostaisereno

Tra Arcore e Strasburgo in settimana si decideranno le sorti dei vertici del partito. Duello Malan-Cirio, con l’europarlamentare in pole. Ma il Cav. ha in grande considerazione l’attuale coordinatore e potrebbe decidere di prorogare i tempi della successione

Si snoda tra Arcore e Strasburgo il percorso per rilanciare Forza Italia. Mentre appare sempre più certo che l’organizzazione del partito nazionale finirà nelle mani dell’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, finalmente disposto a rispondere con un sì all’offerta di Silvio Berlusconi, la strada verso il rinnovo dei vertici regionali appare sempre più all’ordine del giorno. Un’accelerazione che guarda a una data precisa, quel 13 febbraio quando si saprà se l’ex Cavaliere potrà fruire di uno sconto di pena e quindi tornare in campo con un programma e, giocoforza, con una squadra per molti versi rinnovata. Qui entra in gioco la città francese, che si appresta a ospitare la seduta plenaria del Parlamento Europeo. È, infatti, a Strasburgo che anche europarlamentari come il piemontese Alberto Cirio hanno l’occasione di sedere a fianco dei maggiorenti nazionali, da Giovanni Toti ad Alberto Tajani passando per il sempre più determinante Raffaele Fitto: condividere con loro l’albergo e, quindi, poter discutere del futuro imminente dell’organizzazione periferica del partito. Fonti azzurre qualificate spiegano che nulla si muoverà prima del fatidico 13 febbraio, ma questo significa che non ci saranno nomine, non certo che non si lavorerà al fine di prepararle.

 

Per quanto riguarda il Piemonte sembra ormai più che probabile un cambio della guardia. Non perché Gilberto Pichetto non abbia saputo governare al meglio di quanto gli sia stato consentito un partito in evidente difficoltà, anzi. Anche i più critici gli riconoscono equilibrio, volontà e spirito di servizio. Qualità quest’ultima che farebbe dell’ex omino coi baffi un fedelissimo di Silvio, con il quale i rapporti sono da sempre ottimi e stretti, pronto a passare la mano senza risentimenti e con il doveroso riconoscimento  per aver tenuto le redini in momenti nient’affatto facili. Altrettanto certo appare il duello che contrappone i due papabili alla successione, ovvero Lucio Malan e lo stesso Cirio. Assai critico il primo, che da tempo chiede un cambio di passo e indica nel metodo Salvini l’esempio da seguire anche in Forza Italia per recuperare tempo e consensi perduti. Reclama, da tempo, anche nomi nuovi, Malan. Il suo, pur non essendolo, continua a circolare come possibile successore di Pichetto. Ancora risuona la frase lapidaria pronunciata mesi fa dal senatore: “In Piemonte abbiamo tenuto solo perché non ci sono state le elezioni”. Un atteggiamento duro, a tratti provocatorio quello di Malan che deve fare i conti, nella corsa alla guida regionale del partito, con l’uomo che godrebbe di qualche chance in più nel gradimento di Arcore, corroborata da quella rete di contatti intessuta grazie al suo seggio all’Europarlamento.

 

Alberto Cirio non si sbottona: “In Piemonte c’è un ottimo coordinatore, un amico che stimo e che si chiama Pichetto” dice come risponde Matteo Renzi a chi gli chiede del successore di Napolitano. Ma come per il Quirinale, pur essendovi un Presidente, anche per il partito azzurro in Piemonte i tempi per il cambio sono imminenti. E, al di là, dei riconoscimenti all’attuale coordinatore, il lavoro per individuare chi gli succederà sono febbrili. Anche a Strasburgo nei prossimi tre giorni. Dove Cirio, già incassato più di un apprezzamento di Berlusconi anche per la giovane età e il suo dinamismo, non lascerà sfuggire l’occasione per fare sì che il Piemonte arrivi pronto già dal 14 di febbraio con il nome del nuovo coordinatore. E se questi contatti porteranno ad alzare lo spread tra le sue quotazioni e quelle di Malan, sarà per via di una buona stella, anzi delle dodici stelle europee.

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6 Commenti

  1. avatar-4
    14:10 Martedì 13 Gennaio 2015 ggiovani de che?!?? i Gggiovani tipo Michele Coppola, signor Campigli?!

    No, perché di ggiovani tipo Michelino Coppola, poi passato armi e bagagli nell'NCD di Alfano, Forza Italia davvero non ne ha bisogno! E sa come chiamavano Coppola e Cirio nella giunta Cota? I gemelli! Perchè sono UGUALI. E Cirio, ugualmente a Coppola, quando troverà di meglio da fare altrove, se ne andrà, come ha già fatto in passato. Berlusconi questo lo deve sapere. Ah, anche Cirio è uno che è in circolazione dal 1994, anzi da ben prima...credo dal 1992. Quindi politicamente non è mica tanto giovane, anzi.. Per la cronaca, anche io sapevo che il buon Alberto Cirio stava tradendo per andare nell'NCD per seguire il suo amico Costa ed il suo fratellino Coppolino....

  2. avatar-4
    13:17 Martedì 13 Gennaio 2015 Campigli Il Presidente Berlusconi saprà fare la scelta giusta!

    Il Presidente Berlusconi saprà fare la scelta giusta, certo è che il partito in Piemonte è allo sfascio e và riorganizzato e ripensato. Basta questi volti che da 20 anni svolgono la mansione di univochi rappresentanti. E' necessario un RINNOVAMENTO, nuovi volti, nuove idee piu innovative e proiettate al futuro del partito. Siamo stanchi di sentire "io sono qui dal 94" quasi fosse una etichetta da sfoggiare; io rispondo, io è dal 94 che voto Forza Italia e Voi osservate dove ci avete portati! RICOMINCIAMO, insieme anche con chi ha fatto la sua parte ma lasciando emergere i GIOVANI!.Alessandro Maria Campigli

  3. avatar-4
    20:50 Lunedì 12 Gennaio 2015 giovaneitalia stesso titolo di azzurro sincero!!!!

    Ebbene si, condivido ciò che è stato scritto: solo Malan può riprendere in mano F.I. in Piemonte, se no è la fine sparirermo definitamente, speriamo che Berlusconi faccia la scelta giusta!!!

  4. avatar-4
    18:45 Lunedì 12 Gennaio 2015 azzurrosincero Grande Usque Tandem!!! E Cirio sarebbe la scelta coerente per il disastro!

    Mi hai fatto piangere dalla risate! Grande! Se Forza Italia fosse un partito serio non v'è dubbio alcuno che la scelta dovrebbe ricadere su Malan, per mille e più motivi, ma i più forti sono nel suo antagonista, Cirio! Ad Alba quando doveva fare scelte (guardate la comunali), ha fatto disastri elettorali, è un transfuga che proviene dalla Lega (non dimentichiamolo..) ed è rimasto in Forza Italia per puro caso, poichè quando Costa emigrò lui rimase molto molto tentato insieme ad altri consiglieri regionali per diverse settimane... Poi il bieco calcolo e la pavidità lo fecero stare fermo, e la slealtà verso Toti gli regalò il seggio all'europarlamento. Qualunque cuneese sarebbe una scelta sbagliata: Crosetto, Costa, Cirio, sono tutti una unica pasta: rimangono in FI finchè gli fa comodo e non trovano di meglio altrove. Possibile che Berlusconi non l'abbia ancora capito? Malan potrebbe anche farcela, ma Berlusconi ultimamente non ne imbrocca una, e quindi sceglierà Cirio. Peccato, accellererà la dissoluzione del partito...

  5. avatar-4
    17:06 Lunedì 12 Gennaio 2015 l'osservatore sempre sereni

    in F.I. non vi è l'alibi dell' vocabolo "demokratia " ne nel nome del partito ne di fatto nelle questioni interne, al passaggio del testimone il nuovo coordinatore troverà semplicemente il nulla, si auspica che il poco elettorato rimasto dal niente attuale possa trovare almeno la serenità

  6. avatar-4
    14:20 Lunedì 12 Gennaio 2015 usque tandem Scelta opportuna

    Pare opportuna la nomina di Bertolaso, è un esperto di disastri.... :-)

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