Emergenza carceri, sit in radicale

Anche a Ferragosto è proseguita la battaglia di denuncia sullo stato degli istituti di pena, allo stremo per il sovraffollamento. Manifestazione davanti a Palazzo Lascaris per sollecitare la nomina del garante regionale dei detenuti

Nemmeno ferragosto ferma i Radicali e interrompe la loro iniziativa di denuncia della grave situazione in cui versano le carceri italiane, ormai vicine al collasso per il cronico sovraffollamento. Ieri, a Torino, davanti al portone sbarrato per ferie di Palazzo Lascaris, una ventina di radicali ha manifestato per l’amnistia e ha chiesto al Consiglio Regionale del Piemonte di nominare con urgenza, alla ripresa dei lavori, il Garante Regionale per le Carceri. Silvio Viale, presidente di Radicali Italiani e consigliere in Sala Rossa, Giulio Manfredi, presidente dell’Associazione Adelaide Aglietta, e Bruno Mellano, membro della direzione Nazionale, hanno illustrato la situazione piemontese, evidenziando come i dati piemontesi costituiscano «una continua emergenza che non può essere cronicamente accettata».

 

A fronte di 3.634 posti, nei 13 carceri piemontesi vi sono 5.212 detenuti, il 43% in più rispetto alla capienza prevista. Inoltre, occorre sottolineare la situazione drammatica che vivono tutti i giorni gli agenti di polizia penitenziaria, senza mezzi, con personale sottodimensionato e con un elevato tasso di suicidi. I radicali hanno salutato con favore la telefonata del Presidente Giorgio Napolitano a Marco Pannella per ringraziarlo dell’impegno con cui conduce questa battaglia e per sottolineare l’urgenza di una discussione parlamentare. Com’è noto, i radicali propongono l’amnistia come primo e necessario passo per affrontare la grande questione della giustizia e ritengono che tutte le proposte che si limitano depenalizzare alcuni reati minori siano destinate solo a procrastinare lo status quo, non affrontano i nodi delle droghe e dell'immigrazione.

 

Viale ha incalzato il governo regionale a svolgere la propria parte: «È da più di un anno che il bando è scaduto e che attendiamo la designazione del Garante Regionale per le carceri. Sono consapevole che i problemi del sovraffollamento si risolvano a Roma, principalmente con l’amnistia e la riforma della giustizia, ma questo non può essere una scusa per non fare il proprio dovere in Piemonte. Sono senza dubbio importanti le visite e le ispezioni di un giorno, ma serve una figura istituzionale che a livello regionale si occupi della situazione delle 13 carceri piemontesi, per cui chiedo che la designazione sia posta all’ordine del giorni del prossimo Consiglio dopo la pausa estiva».

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