POLITICA & SANITA'

Caporetto Pd, anche Vercelli al Tar

Colpo di scena in consiglio comunale: la minoranza di centrodestra, Lega e M5s mette sotto sindaco e partito di maggioranza e riesce a far passare la mozione di costituzione in giudizio contro la delibera regionale di riorganizzazione della rete ospedaliera

Sembrava  che, dopo l’incontro con l’assessore regionale alla sanità Antonio Saitta e le rassicurazioni date da questi circa il mantenimento di alcuni reparti all’ospedale S. Andrea e il rinvio al 2016 della decisione sull’emodinamica,  Vercelli avesse abbandonato il proposito di presentare ricorso davanti al Tar contro al delibera sulla riorganizzazione della rete ospedaliera.

 

Invece, oggi pomeriggio, colpo di scena in Consiglio comunale: cinque esponenti di maggioranza votano a favore del ricorso, ribaltando la linea del sindaco dem Maura Forte. Vani i suoi tentativi di rinserrare i ranghi quando ha capito che un pezzo della sua maggioranza stava prendendo la via opposta.  Il suo appello  “al senso di responsabilità che dobbiamo avere per il bene della città” così come le promesse ricevute da Torino sul futuro dell’emodinamica, anche dopo il 31 dicembre 2016 “se saremo compatti” non hanno smosso di un centimetro il fronte che chiede un totale dietrofront sulla riorganizzazione ospedaliera, ormai allargato anche ai consiglieri di centrosinistra Mario Cometti, Andrea Coppo, Donatella Capra, Emanuele Caradonna e Badji Aissatou, tutti del gruppo Cambia Vercelli.

 

“Verba volant” dice Enrico De Maria di Vercelli Amica, formazione di centrodestra che annovera anche l’ex olimpionico di scherma, oggi avvocato, Maurizio Randazzo. Lo ha ripetuto anche in aula: “Contano gli atti scritti e l’unico che abbiamo è la delibera Regionale” ha affermato, dicendo poi chiaramente: “Io non mi fido di Saitta e Moirano che hanno trattato l’emodinamica come Totò e Peppino. La verità è che l’emodinamica è già deciso che andrà a Biella a riempire una struttura moderna e all’avanguardia, ma senza numeri”. E se l’attacco delle minoranze era scontato, non era certo prevedibile la dissociazione dalla maggioranza con il voltafaccia di Cambia Vercelli, alleata del Pd, anzi una sua costola formatasi solo recentemente con la costituzione di un gruppo autonomo dov’è confluita gran parte dei candidati socialisti eletti con il Pd. 

 

“Il sindaco, dopo quanto accaduto oggi ritengo debba fare una profonda riflessione” aggiunge De Maria. Altrettanto duro il giudizio della Lega Nord con Alessandro Stecco: “Questa giunta è figlia di troppi padri e lo si è visto anche oggi”. Nel merito della questione, l’esponente leghista ricalca di fatto la linea che ha unito in un inusuale rasseblement il centrodestra, Sel, la Lega e il M5S, tutti a chiedere la revisione della delibera e “non fidandoci delle promesse” garantendosi con il ricorso al Tar. “Se entro la fine del mese la delibera verrà modificata, il ricorso non avrà più senso. Ma non possiamo correre il rischio di non agire solo in base ad alcune rassicurazioni verbali” aggiunge il consigliere leghista. Maura Forte dopo la sconfitta, non è più rientrata in aula. Il consiglio è terminato senza di lei, rimasta fuori a parlare con il capogruppo Pd Giordano Tosi, il segretario cittadino Daniele Peila. Se si considera che la Forte è il segretario provinciale, oltre che sindaco, è chiaro come in casa dem si annunciano tempeste in arrivo.