MOVIMENTI SINISTRI

Nichi addio, transumanza “migliorista”

Un altro pezzo di Sel aderisce al Pd, sulla scia di Migliore. A fare da apripista il deputato Lavagno e il vicesindaco di Novara Fonzo. Già avviati i contatti con il segretario dem Gariglio. Nei prossimi mesi possibili nuovi ingressi soprattutto dal Piemonte Orientale

Era nata per costituire una grande aggregazione di sensibilità e sigle a sinistra del Pd, ma oggi, dopo l'ennesima scissione, Sel rischia di vedersi ridimensionata al ruolo di satellite del grande partito renziano nei centri dove amministrano insieme, e sempre più marginale nei processi politici nazionali. Così, mentre il Partito della nazione o big tent targato Matteo Renzi continua a fare proseliti, i vendoliani superstiti restano nel loro cantuccio ad aspettare l'evoluzione degli eventi. Intanto già nei prossimi giorni un pezzo di amministratori e militanti che furono vendoliani annunceranno il loro trasferimento ufficiale nel Pd. È l’ultimo atto di quello strappo avvenuto a giugno sul voto al decreto degli 80 euro, che vide protagonisti, a livello nazionale, Gennaro Migliore e Claudio Fava, assieme a un significativo gruppo di deputati e senatori pronti a votare il provvedimento del governo ponendosi, di fatto, fuori dal partito di Nichi Vendola e fondando Led (Libertà e diritti), la zattera che ora li ha condotti sui lidi democratici.

 

Lo ha fatto sapere ieri, durante la segreteria regionale, il numero uno di via Masserano Davide Gariglio, nel giorno della sua definitiva uscita dal processo Rimborsopoli. In Piemonte i primi abboccamenti sono stati in autunno, in particolare tra Gariglio e il deputato casalese Fabio Lavagno, ex numero uno di Sel in Piemonte, poi migrato assieme agli altri “miglioristi”. Con lui approdano nel Pd anche il forte vicesindaco di Novara Nicola Fonzo - che aveva lasciato già a luglio assieme a un centinaio di militanti "delusi" dal Sel - e Piergiorgio Scoffone, consigliere d’amministrazione di Finpiemonte Partecipazioni, già membro del board di Eurofidi e numero uno di Casartigiani, candidato nelle liste di Sel al Senato nelle Politiche del 2013. Nei prossimi giorni è prevista anche una conferenza stampa per annunciare la decisione. È il primo passo, seguiranno altri amministratori di piccoli centri, soprattutto dall’Alessandrino e dal Novarese, dove Lavagno e Fonzo hanno già da tempo attivato i contatti, a partire dal verbanese, dove l'ex coordinatore del Vco Emanuele Vitale ha già annunciato in estate le sue dimissioni da ogni incarico in Sel.

 

Si tratta della seconda profonda scissione interna al partito di Vendola, dopo quella che ha visto protagonista l’attuale consigliere regionale democratico Antonio Ferrentino, anche lui segretario prima di lasciare, nel luglio 2012, per le posizioni contro la Tav espresse dal partito a livello nazionale. Per ora da Torino non si muove nessun altro, fatta eccezione per Luca Robotti, ex consigliere regionale, che autonomamente ha intrapreso un perscorso di avvicinamento al Pd, dopo aver definito i suoi ex compagni di partito "una setta di invasati".

 

Caustico il segretario regionale di Sel Nicola De Ruggiero, che i compagni in questione li aveva già dati per persi da tempo. « È un gioco di figurine che si spostano da una squadra all’altra: prima erano in Sel, poi in Led, adesso vanno nel Pd, ma mi pare che sia tardi per salire sul carro ranziano». Il numero uno del partito piemontese respinge l’immagine di un partito in disarmo, anzi «da Biella (dove però c’era già stata la defezione del consigliere comunale Roberto Pietrobon ndr) a Vercelli stiamo ricostituendo una rete di militanti si incontrano e si organizzano. Sel non è morta ma sarà protagonista di qualcosa di nuovo che verrà».

 

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