EFFICIENZA SABAUDA

Lavori lumaca al Museo di Scienze

Sconcertati i consiglieri della commissione Cultura della Regione di fronte ai danni di modesta entità provocati dall’esplosione di una bombola di gas un anno e mezzo fa. Tre anni prima di riaprire i battenti al pubblico. "Mesi solo per le perizie dei vigili"

“Tre anni per sistemare un buco che avrà un diametro di tre metri?”. Non credevano ai loro occhi e ancor meno alle loro orecchie, i consiglieri regionali della commissione Cultura presieduta da Daniele Valle che oggi hanno effettuato un sopralluogo al Museo di Scienze Naturali di Torino. Molti si aspettavano di trovare se non proprio un cratere, di sicuro una struttura visibilmente danneggiata dall'esplosione di una bombola di gas che dal 3 agosto 2013 ha costretto la Regione a chiudere i battenti della prestigiosa collezione di reperti di via Giolitti. Da allora è passato un anno e mezzo, una parte dell'esposizione è stata trasferita al Basic Village di corso Verona, e solo lo scorso dicembre sono iniziati i lavori per rimettere a norma la vecchia sede.

 

Basiti nello scoprire che «solo per ottenere una perizia dai Vigili del fuoco ci sono voluti mesi» come affermato “off the records” dall’assessora alla Cultura Antonella Parigi. Praticamente finora si è provveduto esclusivamente a mettere in sicurezza l’esposizione, vista la presenza di materiali che per non logorarsi avevano bisogno di temperature e trattamenti particolari. Per il resto, il vuoto. «Anche su questo si misurerà l’efficienza della Regione» ha proseguito la Parigi. Il termine fissato per riaprire le porte del museo è la primavera 2016, quasi tre anni dallo scoppio dell’estate 2013. Non proprio un esempio di rapidità ed efficienza, piuttosto l’emblema di come intoppi burocratici e sciatteria incidano sulle opere pubbliche. «Tutte le verifiche sinora effettuate hanno evidenziato numerose criticità sulla sicurezza, che verranno tutte affrontate» afferma Parigi, secondo la quale «andrà comunque ripensato il compito di questo soggetto museale e il suo ruolo, aprendo anche eventualmente un dialogo con i privati». Magari proprio con Marco Boglione, patron di Basic.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    11:28 Giovedì 22 Gennaio 2015 versionedibarney Chi c'era al comando in regione nel 2013?

    la nostra cara Virginia ( Tiraboschi, difficile dimenticarla)e l'altrettanto cara Ferreri ( idem come sopra)...Per la modica somma di 7.000 euro al mese le signore che hanno fatto? Se c'è qualcuno che non è responsabile è di sicuro la Parigi, arrivata 6 mesi fa...Per una volta, una sola, cerchiamo i responsabili e facciamoli pagare un danno enorme fatto alla Città e alla cultura !

  2. avatar-4
    20:31 Mercoledì 21 Gennaio 2015 facceditolla Baci PARIGIna

    Ma oltre ad andare in tv e sui giornali per autopromozione, la bionda parigina dovrebbe smettere di scaricare le responsabilità sugli uffici inefficienti.Se guardasse anche a casa sua...

  3. avatar-4
    18:53 Mercoledì 21 Gennaio 2015 clandestino assessorata

    alla cultura che di competenza ne ha pochina sui lavori visto che sulla struttura la competenza e' del patrimonio che ha latitato (per mille motivi) fino a ieri...

  4. avatar-4
    18:47 Mercoledì 21 Gennaio 2015 usque tandem Consiglio

    Ma la Parigi ha controllato un attimo cosa fa chi lavora negli uffici dell'assessorato alla cultura?

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