DANZE & BALDANZE

Sinistra Pd, ora Renzi balli il sirtaki

La minoranza dem rompe la tregua "mattarelliana" e sollecita il premier ad affrontare "i problemi sistemici posti dal governo greco". Tra i firmatari della lettera il senatore piemontese Fornaro, sempre più barricadero: "Tagliare le unghie ai burocrati europei"

Non basta una cravatta. Renzi  apra una discussione nel governo e, prima ancora nella direzione del partito, sulla questione greca. A chiederlo è la minoranza interna al Pd in un documento inviato al segretario premier e al presidente Matteo Orfini, ma anche ai presidenti dei gruppi a Montecitorio e a Palazzo Madama, Roberto Speranza e Luigi Zanda per la convocazione congiunta dei gruppi parlamentari democratici. La richiesta è sottoscritta dai membri della direzione nazionale che appartengono all’ala sinistra del partito e da alcuni parlamentari che pur non essendo in direzione condividono questa istanza. Tra questi ultimi il senatore Federico Fornaro, area riformista, già tra i 26 che non votarono l’Italicum.

 

Convinto, come gli altri firmatari della lettera che “un compromesso con la linea Tsipras è possibile”, il senatore alessandrino rimarca quella che a suo avviso è “una necessità ineludibile per l’esecutivo, ma prima ancora per un partito di sinistra che è al governo  affrontare e discutere un tema come quello delle proposte che arrivano dal nuovo governo greco”. Nessun risveglio nervoso della sinistra dem dopo la concordia mattarelliana. Piuttosto “il diritto dovere della minoranza di sollecitare il partito a un dibattito su una questione di estremo rilievo e che non può essere lasciata nelle mani dei burocrati di Bruxelles”. Il rischio paventato da Fornaro, anzi uno dei rischi, è proprio quello di un mancato primato della politica nello scenario che si apre con la vittoria di Syriza, ad incominciare dal Pse all’interno del quale il Pd esercita un ruolo determinante, ma anche a livello di governo.

 

“Su alcune proposte di Tsipras io stesso non nego di avere più di una perplessità, mentre su altre no. Ma non è questo il punto – ragiona il parlamentare dem –. Il punto è affrontare la discussione non delegandola ai burocrati o, comunque, stando alla finestra”. Un atteggiamento questo che aprirebbe, nel ragionamento della minoranza interna al Pd, le porte a situazioni estremamente rischiose nel caso l’esperienza di Tsipras, pur con i correttivi del caso, fallisse. Lo spettro, innominato, ma ben delineato, è quello di un ritorno con ben altro peso della formazione neonazista Alba Dorata. “Lo scenario è globale e per questo non possiamo non affrontare la questione greca” ribadisce Fornaro che sulle tesi del leader ellenico, pur ridimensionate oggi stesso con alcune dichiarazioni in cui si è detto certo che il negoziato sul debito di concluderà “con un compromesso vantaggioso per tutti” , ha un’idea chiara: “E’ giusto che i debiti vengano pagati, ma se si riduce il debitore in una situazione in cui non gli è più possibile onorarli, allora forse è peggio che non trovare una soluzione che a prima vista può apparire arrendevole o inaccettabile”.

 

La questione per la sinistra dem non è abbracciare o non abbracciare la linea Tsipras, bensì “discutere all’interno del partito per definire la posizione che intende assumere il Pd sulla crisi economica anche alla lice del caso Grecia. “L’eurogruppo dell’11 e la riunione informale del Consiglio dei capi di Stato e di governo il giorno successivo – scrivono gli esponenti della minoranza Pd - sono passaggi cruciali non soltanto per Atene, ma per il nostro Paese e per il futuro del progetto europeo”.

 

C’è poi a breve da affrontare il Piano Juncker . “In questo scenario il Pd , la principale forza della famiglia socialista europea, può dare un contributo rilevante sia nel Pse sia nelle istituzioni europee affinché maturino le condizioni per un compromesso di svolta democratica e economica nella soluzione dei problemi sistemici posti dal governo greco”. E poi, all’orizzonte, avverte ancora Fornaro “ci sono le prossime elezioni in Spagna e un possibile successo di Podemos. Vogliamo arrivare impreparati, o non pronti come occorre, anche in quella situazione?”. Il Pd mica può cavarsela con una  cravatta regalata da Matteo Renzi a Tsipras, sembrano dire quelli nel partito da lui più lontani.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    11:59 Martedì 10 Febbraio 2015 Alberto Nigra Banalmente.

    Il PIL greco cresce al 2,5% e questo è il frutto delle politiche del rigore e della riduzione della esorbitante spesa pubblica effettuate dal Governo Samaras, sostenuto da Nuova Democrazia e Pasok (socialisti), usciti sconfitti dalle recenti elezioni.Vedremo se Tsipras riuscirà a fare di meglio, ma ci sono buoni motivi per dubitare del fatto che le promesse elettorali, assai demagogiche, potranno giovare all'economia greca. Forse possono essere efficaci per convocare qualche manifestazione di piazza nella quale cantare slogan contro la Toika e inneggiare ad un orgoglio nazionale fondato sul debito pubblico.Purtroppo in Italia e in particolare in una parte della sinistra c'è ancora chi pensa che con 'pizza e fichi' si possa comunque trovare il modo di cavarsela. Purtroppo non è così.

  2. avatar-4
    23:01 Lunedì 09 Febbraio 2015 silvioviale RINUNCIARE AL CREDITO

    Cominci l'Italia a dare l'esempio, rinunciando al credito greco. O no?

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