TOGHE ROTTE

A Torino il pm “amico” della Lega

Trasferito al Tribunale subalpino, con mansioni di giudice, il magistrato milanese Robledo. Per il Csm avrebbe passato informazioni all'avvocato Aiello, legale del Carroccio. Lo stesso che difende Cota in Rimborsopoli. Si rincontreranno?

Sarà giudice a Torino Alfredo Robledo, il procuratore aggiunto di Milano, protagonista dello scontro con il numero uno della Procura meneghina Edmondo Bruti Liberati e al centro dell’indagine disciplinare per  il presunto “scambio di favori” che avrebbe avuto con l’avvocato della Lega Nord, Domenico Aiello. E proprio nelle aule del Tribunale subalpino potrebbe imbattersi nuovamente nel legale del Carroccio, impegnato nella difesa di Roberto Cota nella cosiddetta Rimborsopoli piemontese. Il trasferimento è stato deciso oggi dalla sezione disciplinare del Csm. Il “tribunale delle toghe” ha accolto la richiesta di misura cautelare nei confronti del magistrato avanzata dal procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani e disposto che Robledo sia spostato a Torino, con funzioni di giudice.

 

Secondo l’ipotesi del pg di Cassazione, Aiello avrebbe appreso dal magistrato notizie riservate sull’inchiesta relativa ai rimborsi alla Regione Lombardia e, in cambio, gli avrebbe girato informazioni contro Gabriele Albertini, controparte di Robledo in un procedimento ai suoi danni per calunnia aggravata. “Domani sera mi daranno altri nominativi di consiglieri indagati: hanno intercettazioni gravi contro Pdl mentre su di noi pare sia impiegata gola profonda” si legge in uno degli sms incriminati scritti da Aiello sulla base di informazioni ricevute da Robledo. E ancora: “Entro il 15 gennaio escono il Pd e l’Italia dei Valori e Movimento pensionati e purtroppo domani altri 7-8 dei nostri”, scrive Aiello citando una “persona che ha con me un rapporto di fiducia”. La riprova sull’identità della “persona” arriverebbe il 29 gennaio 2013, alle 18 e 24, subito dopo aver saputo la notizia degli indagati Pd, Idv e Sel, Aiello scrive a Robledo: “Uomo di parola! Poi grande magistrato”. Lo stesso giorno, alle 22 e 22, Robledo replica: “Caro avvocato, promissio boni viri est obbligatio”.

 

La decisione della disciplinare del Csm è giunta stasera, mentre l’udienza a porte chiuse a palazzo dei Marescialli, in cui Robledo è stato difeso dal pm della Dna, Antonio Patrono, si era svolta la scorsa settimana. Difesa che si dice “delusa per il provvedimento” e annuncia ricorso. In un primo tempo, infatti, si era parlato del trasferimento per un anno di Robledo alla Procura generale di Venezia, e il suo rientro a Milano dopo la pensione di Bruti Liberati. Un’ipotesi però subito tramontata, perché la settima commissione del Csm decretò che ne mancavano i presupposti normativi.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    11:45 Sabato 14 Febbraio 2015 Perdincibacco In altre parole pezo el tacon che el buso

    La misura cautelare per evitare che un PM faccia comunella con un avvocato è spostarlo a fare il giudice di cause seguite da quell'avvocato. Grandioso.

  2. avatar-4
    18:34 Martedì 10 Febbraio 2015 messerlancillotto ehil

    Ci sar

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