POLITICA & SANITA'

Tempo di esami per i dg della sanità

Procede la selezione dei futuri direttori generali delle aziende sanitarie. Sono arrivate le convocazioni per i colloqui individuali. Ma è polemica: "Con quale criterio è stata ammessa agli orali solo una parte dei candidati?". E c'è già chi minaccia ricorsi

E adesso, per gli aspiranti direttori generali delle aziende sanitarie è arrivato il momento degli orali. Senza aver dato gli scritti, a meno che non si considerino tali la compilazione dei curricula inviati in Regione. Venerdì un primo gruppo si presenterà davanti alla commissione che è partita dalla lettera “O” del cognome per il tanto atteso colloquio, martedì toccherà ad altri. Ma non ci saranno tutti quelli compresi nella lista. Nella lettera di convocazione, infatti, si legge che “La S.V. in seguito al superamento della prima fase della selezione (…) è ammessa al colloquio individuale”. In un linguaggio mutuato da quello di un vero e proprio concorso, si chiarisce come un primo vaglio ci sia già stato: chi lo ha passato va al colloquio, per gli altri l’avventura è terminata. Anche se a sentire più di un rumors e qualche soffocata (per ora) protesta la vicenda potrebbe anche non finire così. Tra coloro che non hanno ricevuto la lettera di invito ci sarebbe chi sta già pensando a come far valere le proprie ragioni, prima tra tutte quelle di essere valutato con gli stessi criteri degli altri. Perché, si fa notare, un conto è non possedere i requisiti fissati dal bando (uno dei tanti, non essere in pensione), altro è essere stato escluso in base a valutazioni i cui parametri non sono stati resi noti. Lo spettro dei ricorsi al Tar non è così lontano dall’ipotizzabile, se si considera che ci si rivolge alla giustizia amministrativa anche per bocciature all’esame di maturità, figuriamoci quando ci sono in ballo poltrone, potere e corposi stipendi  assicurati per qualche anno.

 

Quel “superamento della prima fase della selezione”, scritto nella convocazione, sembra difficile da interpretare come una semplice verifica dei titoli richiesti nel bando e se così non è, ovvio che si è già entrati nelle valutazioni vere e proprie dei candidati. I quali, se esclusi dalla seconda fase, potrebbero almeno in alcuni casi sollevare obiezioni con l’inevitabile conseguenza di rallentare, se non inceppare, una macchina che nelle volontà dell’assessore alla Sanità Antonio Saitta deve fornire i risultati del suo lavoro entro la metà di aprile, in modo da consentire nella primavera le nomine dei nuovi manager. Tra le voci di cui si diceva ha preso a circolare anche quella che vedrebbe la commissione aver deciso uno stop alle convocazioni ai colloqui, proprio per evitare possibili reclami da parte degli esclusi. Saitta ribadisce la sua linea di condotta: “Si è deciso di cambiare sistema, lasciando fuori la politica dalle valutazioni degli aspiranti direttori generali e così facciamo”, spiega allo Spiffero, aggiungendo che nulla egli sa né vuole sapere su come stia operando la commissione “che agisce su indicazione di una delibera, ma in piena autonomia di giudizio, com’è giusto che sia”.

 

I colloqui, così come gli eventuali test (di cui non si è ancora parlato) sono in effetti citati nella delibera del 13 ottobre scorso in cui si legge che la commissione “procederà preliminarmente  alla disamina della documentazione trasmessa ed alla valutazione della coerenza dei profili  curriculari presentati e delle esperienze professionali dichiarate rispetto alle funzioni da esercitare”. Quindi non solo un vaglio dei requisiti fissati dal bando per l’ammissione, ma già una valutazione di altri parametri come le esperienze professionali. Quali? E con quale metro di valutazione? Domande che potrebbero essere poste da qualcuno degli esclusi.

 

Solo “all’esito positivo della valutazione in parola – si legge ancora nella delibera - farà seguito l’utilizzo di ulteriori strumenti di selezione, quali test attitudinali e/o colloqui individuali, finalizzati ad accertare le attitudini e le specifiche competenze dei candidati rispetto all’incarico da ricoprire (…)”. Mentre ancora non è chiaro se oltre ai colloqui potrebbero esserci anche i test (difficile visto i tempi ristretti), non resta che attendere per vedere quanti alla fine supereranno anche lo scoglio degli orali e finiranno in quella lista, non si sa quanto short,  degli idonei - “Non abbiamo dato alcuna indicazione circa un numero” precisa Saitta - da cui la giunta regionale sceglierà i nuovi direttori generali che dovranno governare le aziende a partire da maggio. Sempreché qualche ricorso da parte di chi è stato escluso dall’ormai agognato “esame orale” non si metta di traverso.

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