Gettati al vento 19 milioni. Per il mancato taglio dei piccoli Comuni

I dati smentiscono la propaganda dei sindaci contro la manovra. L’accorpamento avrebbe ridotto le spese e incrementato le efficienze. E gli amministratori ci avrebbero pure guadagnato

CORPORATIVI la protesta dei sindaci

Si è detto che il taglio dei piccoli Comuni, in un primo tempo previsto nella manovra governativa, avrebbe apportato un modestissimo beneficio alle esangui casse dello Stato. Nulla di più falso. Solo in Piemonte il risparmio derivante dall’ipotizzato accorpamento dei 596 municipi sotto i mille abitanti sarebbe stato di oltre 12 milioni di euro, per la precisione 12.308.576. Se a questi si fossero aggiunti i 367 Comuni con popolazione tra i mille e 3000 residenti si sarebbero accantonati altri 5.065.249. E se, puta caso, le misure draconiane avessero coinvolto anche le amministrazioni tra i 3mila e i 5mila il “tesoretto” si sarebbe incrementato di un altro milione (1.438.868). Tirando le somme, il potenziale risparmio avrebbe potuto essere – in Piemonte - di quasi 19 milioni l’anno. Non proprio bruscolini, come hanno lasciato intendere in questi giorni i rappresentanti della corporazione delle fasce tricolori (Anci e affini).

 

Insomma, l’argomento più forte utilizzato dagli oppositori dei tagli ai campanili, ovvero che sindaci e consiglieri non costano praticamente nulla alla collettività, è una grossa panzana, frutto di manipolazione, demagogia e, non ultimo, dell’inveterata discalculia che ammorba la classe politica nostrana. A rivelarlo è uno studio realizzato dalla sezione astigiana del MoVimento 5 stelle (www.movimento.asti.it) che, in maniera certosina, ha calcolato costi/benefici dell’eventuale riduzione dei piccoli municipi della zona. Il risultato è incontestabile: dieci piccoli comuni che si uniscono possono diventare "ricchi". Da qui la proiezione su tutto il territorio piemontese (bojafauss) .

 

I 108 comuni piemontesi con 3001-5000 abitanti “producono” 108 sindaci (€.2.811.179), 108 vicesindaci (€.562.230), 648 assessori (€.2.530.077), 1.728 consiglieri comunali x 10 sedute all’anno (€.312.422) per un costo totale annuale di €.6.215.908. Se si unissero potrebbero creare 83 comuni da 5.000 abitanti con 83 sindaci (€.2.160.443), 83 vicesindaci (€.432.084), 498 assessori (€.1.944.411), 1.328 consiglieri comunali x 10 sedute all’anno (€.240.102) per un costo di €.4.777.040 con un risparmio di €.1.438.868 all’anno.

 

367 comuni da 1001 a 3000 ab.: 367 sindaci (€.6.368.536), 367 vicesindaci (€.1.273.724), 1.468 assessori (€.3.821.086), 4.404 consiglieri comunali x 10 sedute all’anno (€.796.243) = €.12.259.589. Potrebbero creare 125 comuni da 5.000 ab.: 125 sindaci (€.3.253.680), 125 vicesindaci (€.650.730), 750 assessori (€.2.928.330), 2.000 consiglieri comunali x 10 sedute all’anno (€.361.600) = €.7.194.340 con un risparmio di €.5.065.249 all’anno.

 

596 comuni con meno di 1000 ab.: 596 sindaci (€.9.234.233), 596 vicesindaci (€.1.385.127), 2.384 assessori (€.3.693.578), 7.152 consiglieri comunali x 10 sedute all’anno (€.1.218.700) = €.15.531.638 . Potrebbero dar vita a 56 comuni da 5.000 ab.: 56 sindaci (€.1.457.648), 56 vicesindaci (€.291.527), 336 assessori (€.1.311.891), 896 consiglieri comunali x 10 sedute all’anno (€.161.996) = €.3.223.062 con un risparmio di €.12.308.576 all’anno.

 

RISPARMIO TOTALE: €.18.812.693

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