CHE STORIE

Quando Berlusconi era un piccolo Renzi

Non fatevi ingannare dai recenti contrasti, i due si piacciono e continuano a cercarsi. Perché sono fatti della stessa pasta, come racconta nel suo ultimo libro Gigi Moncalvo che nel ripercorrere gli esordi del Cav prende a emblema il suo primo matrimonio

«Dopo aver tentato inutilmente di farmi sequestrate il mio libro Berlusconi in Concert – contestando non la veridicità del contenuto ma rivendicando il... 50% dei diritti d’autore, sostenendo di avermi fornito la materia prima per scriverlo – e dopo averlo reso introvabile qualche anno fa, alla vigilia delle prime elezioni cui si candidò, questa volta l’ex Cavaliere si troverà di fronte, grazie alle sue stesse parole e agli episodi raccontati in quel libro e paragonati con quanto accade oggi, alle “prove” che Renzi è una sua “creatura». Quando Berlusconi era Berlusconi è il nuovo libro di Gigi Moncalvo in cui si dimostra che Matteo Renzi  è davvero una “invenzione” di Silvio Berlusconi, un suo “clone”, il prodotto più perfetto che sia mai stata progettato, studiato, costruito e messo a punto nella villa di Arcore. Nel volume (in vendita su Amazon e su www.gigimoncalvo.com) si dimostra che le uniche differenze tra Berlusconi e Renzi sono solo due: l’età e  il fatto che il primo è meno ricco del secondo. Almeno per il momento…

 

A dimostrare le mille analogie, e il fatto che Renzi sia il “figliuol prodigo” dell’ex Cavaliere non ci sono solo i fatti più evidenti, come l’appoggio incondizionato e adulatorio e la messa a disposizione del premier delle Tv e dei giornali di famiglia, con in testa Barbara d’Urso e Maria Costanzo nata De Filippi.  L’atteggiamento entusiastico che i Tg e i media dell’impero berlusconiano hanno avuto nei confronti di Renzi fin da quando è comparso in scena – e il finto “raffreddamento” attuale -  è l’aspetto più evidente della perfetta simbiosi tra i due. Ma come è potuto accadere che proprio il segretario del Pd abbia rimesso in gioco il Caimano, e ne abbia accettato i  voti determinanti per tenere in piedi il proprio governo, proprio mentre l’anziano leader di Forza Italia si era già incamminato lungo il viale del tramonto con Dudù al guinzaglio e Francesca Pascale al suo fianco, in attesa dell’arrivo ad Arcore di Vladimir Luxuria al desco del Cavaliere?  Moncalvo spiega le ragioni per cui Renzi piaccia tanto, non solo a Berlusconi, ma a molti settori della destra italiana, e dei suoi “intellettuali”. Con l’unica evidente eccezione di Pietrangelo Buttafuoco che ha accostato con ironia il renzismo “al fascismo dove lo smartphone è il manganello, Twitter è l’olio di ricino, la camicia bianca va in luogo della camicia nera”.

 

Il libro di Moncalvo – autore di due fortunati e  introvabili volumi sulla saga della Famiglia Agnelli (I Lupi e gli Agnelli e Agnelli Segreti) – che la ex “Royal Family” ha fatto scomparire dalle librerie - spiega anche perché il presidente del consiglio definisce la “fuga” della Fiat a Detroit come un “grande esempio”, e va a stringere le mani agli operai americani della Fca. Una delle parti più curiose del libro è rappresentata dalle fotografie del primo matrimonio di Berlusconi con Carla Dall’Oglio, la mamma di Marina e di Pier Silvio, detto “Dudi”, quando ancora non si profilava all’orizzonte il quasi omonimo “Dudù”, il cagnolino più noto d’Italia. «Le  fotografie – dice Moncalvo – sono state pubblicate dal settimanale Oggi nell’agosto del 1995. Ma, in questi vent’anni non sono state stranamente mai più pubblicate, nemmeno, ad esempio, quando si parlava di imminenti nozze con la Pascale (ad esempio, col titolo “Il sogno di Francesca”). Ho voluto pubblicarle – prosegue Moncalvo – poiché temo che quelle foto non si trovino più nell’archivio della Rcs e possano essere scomparse magari su intervento o consiglio di Mity Simonetto, l’incaricata di “ritirare” nelle varie redazioni e nelle agenzie le foto sgradite all’ex Cavaliere (come ad esempio quelle del periodo lontano in cui veniva ritratto, in ciabatte di gomma, calzoncini corti e maglietta di cotone traforato, nei giorni delle finali di Miss Italia per eseguire un personalissimo casting delle finaliste delle varie categorie….). Comunque sia quelle foto vanno riproposte poiché inducono a molte riflessioni, la più importante delle quali è la seguente: come è possibile, vista la modestia e la “normalità” di quella festa di matrimonio celebratasi nel marzo del 1965 (c’è perfino la foto con la coppa vinta in un torneo di calcio dalla sua squadretta…),  che solo pochissimi anni dopo Berlusconi fosse già uno degli uomini più ricchi d’Italia?». 

 

«Nel libro – aggiunge Moncalvo – si spiega anche, calcoli alla mano, come, grazie alla politica, si possano azzerare duemila miliardi di lire di debiti, e aumentare di 18 volte il proprio patrimonio arrivando a oltre 6,5 miliardi di euro. Dal punto di vista patrimoniale (e matrimoniale) il libro spiega anche come Berlusconi avesse tentato di “fregare” Veronica Lario, privilegiando Marina e Pier Silvio e creando problemi – a detta della moglie separata – ai tre figli minori (Barbara, Eleonora e Luigino) nella determinazione delle quote del patrimonio famigliare e della  futura eredità». Tra le molte curiosità del libro c’è anche un articolo del 1985 di Giorgio Bocca - che in quel periodo collaborava con un programma alle Tv dell’allora Fininvest – in cui spiegava e anticipava che ad Arcore c’era il “bunga bunga”. E, inoltre, un inedito episodio raccontato da Gigi Moncalvo di quella volta in cui, inviata all’estero con Giorgio Medail per il programma “TeleMike”, l’allora aspirante giornalista Michela Brambilla comprò una capretta in Indonesia da dare in pasto a un varano filmando con la troupe di Canale 5 tutta la scena. Anche questo filmato, già segnalato da Moncalvo a Striscia la Notizia e le Iene, è scomparso dagli archivi?

 

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