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Utile e ricavi in calo per Iren

L'inverno mite fiacca i conti della multiutility dell'energia, che conferma il dividendo per i suoi soci. Alla finanziaria di Torino e Genova vanno 22 milioni. Profumo: "Risultati gestionali stabili". Tutti i numeri del bilancio 2014

Calano i ricavi ma Iren garantisce anche quest’anno la cedola ai suoi soci, che per il Comune di Torino si traduce - sotto forma di dividendo (0,0523 euro per azione) - in 11,1 milioni, la metà dei 22,2 che spettano a Fsu, la Finanziaria detenuta paritariamente assieme a Genova. Risorse che verranno utilizzate per pagare le rate dei mutui accesi dalla società. Un’operazione varata sebbene l’annata non sia stata delle migliori (per chi si dedica al riscaldamento l’inverno mite è una iattura) e la situazione finanziaria manifesti più d’una sofferenza, a partire dall’indebitamento netto che raggiunge i 2,3 miliardi di euro. 

 

I ricavi si attestano a 2.901,8 milioni di euro (erano 3.372,7 milioni di euro al 31 dicembre dello scorso anno), il margine operativo lordo (Ebitda) a 622,7 milioni di euro che, il risultato operativo (Ebit) è pari a 325,4 milioni di euro (331,0 milioni di euro al 31 dicembre 2013). L’utile netto è pari a 68,9 milioni di euro che, depurato degli elementi straordinari, si attesta a 99,7 milioni (erano 88,6 milioni nello scorso bilancio).

 

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Il presidente Francesco Profumo parla di «risultati gestionali sostanzialmente stabili pur in presenza di uno scenario macroeconomico e climatico fortemente negativo nel corso dell'anno». «Con le opportunità offerte dalla Legge di Stabilità e l’implementazione del piano di turnover generazionale che consentirà l'ingresso in azienda di giovani risorse, Iren svilupperà ulteriormente il proprio ruolo di player di riferimento nel contesto socioeconomico».

 

«Le operazioni industriali e finanziarie chiuse durante l’anno – afferma il nuovo ad Massimiliano Bianco - hanno consentito all’azienda di consolidare la propria presenza all’interno dei territori di riferimento e di rafforzare la propria struttura finanziaria affacciandosi sul mercato obbligazionario. Tali elementi, insieme alla già avviata revisione organizzativa focalizzata sull’efficienza e l’integrazione, ci permettono di guardare alle sfide dei prossimi anni con fiducia e ottimismo».



In presenza di un anno particolare, influenzato da elementi climatici straordinari (il 2014 è stato uno degli anni più caldi degli ultimi 100) che impattano significativamente sui produttori di energia come Iren, il Gruppo ha saputo reagire: mantenendo risultati gestionali (Ebitda ed Ebit) sostanzialmente invariati; rafforzandosi industrialmente in due settori strategici e regolati (e non soggetti alla variabile climatica) come l’Ambiente e l’Acqua nei territori di riferimento. Nel primo settore si sono registrate le acquisizioni di un ulteriore 31% di Amiat (raccolta e smaltimento rifiuti), di cui ora Iren detiene l’80%; l’acquisizione di un ulteriore 25% di Trm (termovalorizzatore Torino) di cui ora Iren ha il 49%; l’acquisizione del 49% di Tecnoborgo (Termovalorizzatore Piacenza, di cui il 51% era già detenuto da Iren); l’acquisizione della proprietà diretta della rete di teleriscaldamento nei Comuni di Torino, Moncalieri e Nichelino, in seguito alla scissione di Aes Torino.