DAI PALAZZI

Renzi: “Né tagli né aumenti di tasse”

Il premier spiega le linee guida del Def, rassicura gli enti locali e definisce “stravaganti” le prese di posizione allarmistiche di Fassino: “La Provincia di Torino lo scorso anno ha sforato il patto di Stabilità e ora ne paga le conseguenze”

“Non ci sono alla vista né aumenti di tassazione né tagli alle prestazioni che i cittadini ricevono. C’è bisogno di dimagrire un po’ per la macchina pubblica ma se i sacrifici li fa la politica non è un problema. Se salteranno poltrone nelle partecipate io lo considero un beneficio per i cittadini, non un sacrificio”. Così Matteo Renzi, al termine del Consiglio dei ministri, ha presentato le linee guida del Documento di economia e finanza. Garantendo che “le clausole di salvaguardia saranno superate. Abbiamo disattivato quelle da 3 miliardi che avevano previsto i governi precedenti (l’esecutivo Letta, ndr) e disinneschiamo anche quelle della legge di Stabilità per il 2015. Nel 2015 le tasse diminuiscono di 18 miliardi con gli 80 euro e la decontribuzione del lavoro. Poi possiamo fare di più, diminuirle, ma nessuno dica che aumentano”.

 

Il presidente del Consiglio ha ribadito che il bonus Irpef è considerato a livello contabile una maggiore spesa e non un taglio delle tasse, il che “dà fiato alle trombe di chi dice che c’è un aumento delle tasse”, “ma chi sta a casa sa che non è così, i cittadini sanno che non cosi”. Dire il contrario, ha aggiunto, “è un controsenso per i cittadini”.

 

Renzi ha definito poi “stravaganti” le prese di posizione dell’Anci sui tagli, interpretate da Piero Fassino a cui ha indirettamente riservato una stoccata: “Incontriamo prima di venerdì i Comuni e se c’è bisogno anche le Regioni, ma ribadisco: non ci sono tagli per il 2015. Punto. Che poi nel 2016, 2017 e 2018 la revisione della spesa debba continuare è un dato di fatto. In ogni caso la discussione con i sindaci è su 600 milioni contro 18 miliardi di tagli di tasse”. Quanto alle province, ha detto Renzi, “noi le rimetteremo semplicemente in pari con le loro nuove competenze”. E poi occorre distinguere, ha attaccato il premier: “Per esempio lo scorso anno la Provincia di Torino ha violato il patto di Stabilità e ora ne paga le conseguenze. Non si racconti che ci sono dei tagli chissà dove, chissà come e chissà perché”. Un riferimento che, ovviamente, non è affatto piaciuto al sindaco il quale si è immediatamente precipitato a puntualizzare: “La violazione del patto di stabilità, a cui si è riferito il presidente del consiglio nel corso della sua odierna conferenza stampa, è stata una scelta non della città metropolitana ma dell'amministrazione provinciale precedente. Semmai la città metropolitana di Torino ne eredita oggi le negative conseguenze, senza peraltro alcuna responsabilità”.

 

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha spiegato che “il governo ha stimato prudenzialmente la crescita del Pil di quest’anno allo 0,7%, all’1,4% nel 2016 e 1,5 nel 2017. Per il 2015 indebitamento è previsto al 2,6, all’1,8% nel 2016 e all’1,6% nel 2017. Permette di rispettare la regola del debito“. Padoan ha poi spiegato che le clausole di salvaguardia saranno disinnescate “con la spending review e con i benefici dalla crescita: se la crescita sarà migliore di quello che ci aspettiamo le clausole di salvaguardia saranno disinnescate automaticamente”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    18:27 Mercoledì 08 Aprile 2015 usque tandem Verrà l'estate.....

    E finalmente potrà trebbiare il grano a torso nudo come il suo illustre predecessore cacciaballe..... Però non potrà spezzare le reni alla Grecia perchè come l'altra volta ha già provveduto la Germania.

  2. avatar-4
    14:15 Mercoledì 08 Aprile 2015 lancillotto Curiosità e spigolature

    La statistica moderna serve a ragionare con i numeri sulle cose che riguardano il governo. In sintonia con questa definizione l’ISTAT registra l’aumento della pressione fiscale e l’aumento della disoccupazione, una scomoda verità per i bollettini trionfali della sinistra.Rattrista constatare che la scienza statistica deputata a raccogliere dati utili a governare meglio, serve oggi solo a ripristinare la verità.

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