IMMIGRAZIONE

Arrivano i profughi ma mancano i soldi

I primi cento migranti sono giunti nel centro di Settimo Torinese. Se ne attendono altri 600. Fassino chiede "maggiori risorse per gestire l'emergenza". L'appello di mons. Nosiglia: "Le persone vanno sempre accolte e sostenute"

Sono un centinaio i profughi arrivati oggi a Settimo Torinese al centro Fenoglio, gestito dalla Croce Rossa Italiana. I due pullman, provenienti da Siracusa sono arrivati nel primo pomeriggio alla struttura per lo screening previsto dal protocollo sanitario e la registrazione anagrafica. Dopo la visita medica i migranti sono stati dirottati verso le destinazioni in provincia di Torino, in Canavese, a Carignano per un totale di 68 persone. Mentre 10 di loro andranno a Biella e 22 a Vercelli. Sono la prima ondata del contingente di 700 migranti che nei prossimi giorni verrà dirottato sul Piemonte. Un esercito che va accolto in centri specializzati e poi reindirizzato per la prima accoglienza. Difficilissimo per le amministrazioni pubbliche gestire una situazione di questo tipo. Il presidente dell’Anci e sindaco di Torino Piero Fassino  chiede maggiori risorse per superare l’emergenza: “L’anno che abbiamo alle spalle - ha detto - è stato un anno record per il flusso di profughi e di immigrati arrivati da terre sconvolte da crisi e i comuni si sono messi a disposizione con grande generosità per concorrere all'assistenza e al soccorso. Non ci sottraiamo alla responsabilità di continuare a farlo a due condizioni: la prima è che siano garantite le risorse per gestire questo problema, che non possono essere trovate nei bilanci dei comuni”. “In secondo luogo - ha poi affermato - c'è un problema di capienza praticabile. Ovviamente occorre che la distribuzione di questa popolazione sia equa e investa tutti i territori. Se la si carica in modo squilibrato diventa più difficile da gestire”.

 

Per il presidente della Regione Sergio Chiamparino al problema che ha ormai i connotati di “vera e propria emergenza umanitaria” occorre dare “una risposta corale”, attraverso “una reale collaborazione tra Stato, Regioni ed enti locali”. Un impegno assunto dopo l’incontro con il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Per quanto riguarda il Piemonte, spiega il governatore, “stiamo già collaborando con tutte le Prefetture  per dare in tempi rapidi una risposta che è prima di tutta umanitaria, ci auguriamo che anche le altre autorità dello Stato collaborino attivamente per trovare soluzioni efficaci. Dobbiamo comunque tenere presente che il problema profughi ha un’ampiezza tale da imporre un’urgente presa in carico a livello europeo, sia nella fase del contrasto al traffico di esseri umani, sia per quanto riguarda l’accoglienza e l’inserimento di queste persone”.

 

Sulla questione interviene anche l’arcivescovo di Torino Cesare Nosglia: “Noi su questo fronte siamo più che impegnati e continuiamo ad esserlo. A noi interessano le persone non le questioni politiche ha detto, interpellato a margine di una conferenza stampa sulla questione degli immigrati attesi anche in Piemonte. “Le persone - ha aggiunto Nosiglia - vanno sempre accolte e sostenute. Modi e forme vanno concordati”.

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