TARTASSATI

Quel Sistri che tutti “rifiutano”

Il sistema di tracciabilità dei rifiuti costa caro e non funziona. Ma è un vero e proprio salasso per le aziende. Solo quelle associate a Confindustria Cuneo hanno già versato oltre 2,2 milioni di euro. Biraghi: "Va cancellato subito"

Gli industriali cuneesi sul piede di guerra contro il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti nazionale che a fronte di costi elevati non ha mai funzionato. E i primi a salire sulle barricate sono gli industriale di Cuneo. Il balzello, fino ad oggi, agli imprenditori della Granda è costato oltre due milioni di euro. Per il pagamento della quota 2015, scaduta ieri, dalle aziende sono usciti altri 200mila euro che si aggiungono all’uguale cifra versata a marzo per il contributo 2014. Dal 2010, anno di nascita, ad oggi le 660 aziende associate a Confindustria Cuneo obbligate ad aderire al sistema hanno versato 2.200.000 euro.“Il Sistri è completamente inutile. Attivo solo sulla carta, questo sistema si risolve con un ulteriore aggravio di costi sulle aziende, ormai non più sopportabili” accusa il presidente degli industriali di Cuneo, Franco Biraghi che in una lettera inviata a Giorgio Squinzi ha ribadito a viale dell’Astronomia la necessità di “cancellare un sistema che mai ha funzionato e mai funzionerà”.

 

Una tesi quella sostenuta da Biraghi che trova ampie conferme nelle proteste arrivate da più parti in questi quasi cinque anni di funzionamento (si fa per dire) del Sistri. Chiavette usb, documenti, formazioni di personale e molto altro ancora per un progetto tanto ambizioso quanto pieno di pecche alla prova dei fatti. Non solo, dietro questo business milionario si sono accavallate, negli anni, voci di interessi non sempre limpidi. Proprio il presidente degli industriali cuneese fu tra i primi a contestarlo, arrivando già nel 2013 a fare ricorso al Tar per chiederne l’abolizione. Una soluzione quella avanzata da Biraghi che, un paio di anni più tardi, sembra essere condivisa dallo stesso governo in vista dell’entrata in vigore, il prossimo primo giugno, della nuova normativa europea sul ciclo dei rifiuti e il conseguente cambio di gestore previsto alla fine dello stesso mese. Per questo al ministero è stato predisposto un tavolo che dovrebbe portare a una semplificazione delle procedure e a superare tutti i problemi generati fino ad oggi dal sistema tanto costoso quanto alla prova dei fatti inutile. Lo stesso vicepresidente nazionale di Confindustria con delega all’Ambiente, Gaetano Maccaferri  ha affermato come sia “probabile che Sistri non sarà di fatto più utilizzabile, sia pure nelle sue altalenanti prestazioni, a causa dell’entrata in vigore del nuovo regime di classificazione dei rifiuti, che metterà fuori gioco le modalità dell’attuale sistema”. Contro il quale la battaglia, da Cuneo, era partita con largo anticipo già più di tre anni fa.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    19:00 Venerdì 01 Maggio 2015 sandro.aa Hanno mangiato fino ad oggi

    ed a partire da domani mangieranno nuovamente alla grande con un nuovo sistema "Più grande e più bello che pria". Fra altri cinque anni scopriremo che il sistema perfetto sulla carta non avrà funzionato, butteremo via tutto e ne progetteremo un altro ancora, questo bellissimo e perfettissimo invidiato dall'universo intero ... nel frattempo la Cina ci avrà comprato e userà i ruderi delle nostre ex-industrie per scaricare i suoi rifiuti tossici.

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