FIANCO SINISTR

Civati fuori dal Pd, i civatiani restano

Il deputato monzese lascia il partito. “Non ho più fiducia nel Governo”. Ma dei suoi seguaci nessuno o quasi intende seguirlo in quello che molti considerano un salto nel buio. L'eurodeputato Viotti: "Lavorerò per un Pd in cui torni a sentirsi a casa”

Pippo, che cazzo fai? Se lo chiedono in tanti nel Partito democratico, dopo l’addio (a questo punto definitivo) di Civati. Magari senza intonare la celebre canzone di Zucchero, giacché di dolce non c’è niente in un addio al fiele che lascerà dietro di sé tante polemiche e un salto nel buio, cui pochi sembrano intenzionati a cimentarsi. I suoi stessi seguaci sono spiazzati, i detrattori ironizzano sul web: che sia #lavoltabuona? Una cosa pare certa: almeno per quanto riguarda il Piemonte, il giovane deputato monzese resterà molto probabilmente solo, nonostante la regione fosse considerata una sua piccola roccaforte.   

 

Qui era riuscito a far eleggere a sorpresa un europarlamentare, Daniele Viotti, con il quale si era incontrato una decina di giorni fa in occasione di un dibattito pubblico con il vendoliano Nicola Fratoianni: «Mi aveva detto che il clima ormai era irrespirabile, ma non mi aspettavo questa accelerazione». Successivamente, attraverso una breve nota Viotti parla di «grande sconfitta per il Pd» e di un partito che senza Civati «è più povero». Perché «quando il più grande partito italiano perde uno dei suoi fondatori, uno dei suoi esponenti di spicco, che nell’ultimo congresso ha corso per la segreteria nazionale, ha comunque perso». Detto tutto questo, però, nessuna intenzione di seguirlo nel suo esilio: «Lavorarò per un Pd in cui anche Civati torni a sentirsi a casa» conclude Viotti. Insomma, good luck my friend.

 

La decisione era nell’aria, certo, i penultimatum dell’ex sfidante di Matteo Renzi e Gianni Cuperlo alle primarie, si susseguivano da mesi; ma dopo il voto dell’Italicum la sua insofferenza è progressivamente aumentata in modo esponenziale. Ieri, in un’intervista al Fatto aveva detto “non sono mai stato così vicino dal lasciare il Pd”, sperando di portarsi dietro almeno un pezzo della sinistra dem, di quel gruppo di parlamentari che con con lui non ha votato la fiducia sulla legge elettorale. Ma niente, tutti allineati e coperti, così oggi è arrivato lo strappo definitivo: “Non ho più fiducia, non sosterrò il governo e per questo lascio il gruppo del Pd”. Da solo. Perché anche in Piemonte nessuno, o quasi, sembra disposto a seguirlo.

 

Della variegata area-Civati fanno (o forse facevano) parte anche il consigliere regionale di Novara, Domenico Rossi, l’assessora al Comune di Torino Ilda Curti e quello di Alessandria Mauro Cattaneo, il vicesindaco di Condove, in Valsusa, Jacopo Suppo, il consigliere comunale di Cossato (Biella) Marco Barbierato, il sindaco di Quaranti (Asti) Alessandro Gabutto e la consigliera comunale di Alpette (Torino) Elena Ceretto. Collocazioni da prendere comunque col beneficio d'inventario, vieppiù in una fase come quella attuale, ma che servono per designare una geografia più o meno attendibile del partito, per quanto in continua evoluzione. In rappresentanza della sua componente era entrato in segreteria regionale Fabio Malagnino, mentre a presidiare il partito di Verbania c’era il segretario Riccardo Brezza. Amministratori e dirigenti sparsi da Domodossola a Novi Ligure, alcuni simpatizzanti, come il sindaco di Biella  Marco Cavicchioli e il capogruppo dem a Palazzo Civico Sergio Leone, o il consigliere regionale alessandrino Valter Ottria, ormai sempre più su sponde fassiniane. Nessuno di loro alzerà i tacchi e lascerà il Pd. Nessuno o quasi. Forse da Asti potrebbero esserci alcune defezioni: si parla di Luca Bortot, dell’assemblea nazionale del partito, o il consigliere comunale  Clemente Elis Aceto.

 

Tra le tante reazioni c’è anche quella del senatore alessandrino Federico Fornaro, tra i leader dei bersaniani, che su facebook scrive: “Non sono d’accordo con la tua scelta, ma comunque: buona fortuna Pippo!”. Ecco più o meno il senso di quello che si è sentito dire da tutti coloro che ha interpellato in queste ore. Te ne vai? Ma no. Peccato. Buona fortuna.