COMUNE DI TORINO
Decentramento, Fassino accelera
16:46 Giovedì 14 Maggio 2015 0Depositata la bozza di nuovo statuto con la riduzione da 10 a 6 Circoscrizioni, ma a oggi l'unica mediazione possibile è a 7. Entro l'estate l'accordo politico e approvazione della delibera in autunno. Via alle consultazioni con i presidenti
Qualcosa si muove. Lentamente, sottotraccia, ma intanto nei corridoi di Palazzo Civico, dopo due mesi di silenzio, si torna a discutere di decentramento. La riforma delle circoscrizioni non può più attendere e Piero Fassino non intende in nessun modo rinunciarvi perché sa che in un mandato, il suo, caratterizzato da tagli e sacrifici, una riforma organica, peraltro fallita dal suo predecessore, potrebbe rappresentare il colpo di coda su cui far leva in campagna elettorale. Ma il tempo stringe. La settimana scorsa i consiglieri democratici che avevano partecipato all’apposita commissione, Laura Onofri, Guido Alunno e Giusi La Ganga, hanno deposito la nuova bozza di statuto che prevede il passaggio da dieci a sei circoscrizioni sul territorio di Torino.
Una mediazione con le altre forze della maggioranza – in particolare i Moderati – potrebbe portare il numero a sette. Ma molto dipende dall’atteggiamento che adotteranno i presidenti dei quartieri nelle prossime settimane, ovvero quelle in cui la riforma verrà presentata e loro saranno chiamati a redigere un parere favorevole o contrario. Nei prossimi giorni l’assessore al Decentramento Gianguido Passoni presenterà il regolamento e a quel punto si potrà dare il via alle consultazioni, che occuperanno i mesi di maggio e giugno. La giunta vuole avere l’accordo politico in tasca entro l’estate per approvare il riordino al massimo entro il 31 ottobre. È questa la deadline stabilita da Passoni, per due ordini di motivi. Il primo è politico e volto a evitare di finire troppo in prossimità delle elezioni per dare il via libera a una norma che giocoforza scontenterà una quota importante di quel personale politico inserito dai partiti nei consigli circoscrizionali. Il secondo è tecnico, poiché quando si modificano i confini dei distretti interni alla città e una serie di competenze gli uffici devono avere il tempo di recepire la riforma.
«Ora tutto dipenderà dall’atteggiamento delle circoscrizioni – afferma La Ganga – è evidente che se il loro parere sarà negativo nonostante tutti gli elementi condivisi con loro contenuti nella bozza di riforma, allora andremo allo scontro». Sarà un caso, ma proprio in queste ore un’altra consigliera Pd, Lucia Centillo, sta predisponendo un emendamento che chiede di ridurre le circoscrizioni addirittura a cinque, uniformandole con la suddivisione dei servizi sanitari territoriali. Per qualcuno un elemento di pressione sui presidenti, come dire “attenti che se tirate troppo la corda…”. Ed è significativo che sulla questione intervenga su facebook anche un altro assessore, non certo fassiniano doc, come Enzo Lavolta, che rimbrotta chi si limita a «riportare il malessere dei cittadini e a chiarire (spesso in modo confuso) che “la colpa” è del centro».«Comprendo la frustrazione di amministrare con meno risorse del passato ( siamo tutti in questa condizione) ma se non si ha la voglia di assumersi responsabilità, la politica non serve soprattutto nelle istituzioni. Oggi mi sono convinto che il percorso di riforma intrapreso dal consiglio comunale di Torino sia orientato nella giusta direzione». A oggi la riduzione a sette sembra essere l’unica via, ma sullo sfondo resta il rischio di una impasse che fa gioco a molti e che alla fine potrebbe far naufragare l’operazione.

