TRAVAGLI DEMOCRATICI

Civati trasformista, ma con profilo

Il parlamentare fuoriuscito dal Pd al Salone del libro di Torino rivela: “Sto discutendo con molti senatori e deputati del gruppo misto, ma non faccio raccolta di persone, prima viene il progetto politico”. Intanto nessuno pare al momento intenzionato a seguirlo

C’è gabbana e gabbana. Quella di Pippo Civati, ad esempio, ha un taglio di alta sartoria politica e per nulla al mondo va confusa con quelle dozzinali casacche prêt-à-porter dei vari Scilipoti, Razzi, De Gregorio, Liotta o il torinese Turigliatto. Il parlamentare dissidente, fuoriuscito nei giorni scorsi dal Pd, dal Salone internazionale del libro di Torino si è soffermato, seppur brevemente, a illustrare le ragioni che l’hanno indotto a rompere con il governo e il partito di Matteo Renzi e intraprendere una nuova strada. Quale migliore occasione di quella offerta dalla presentazione del suo ultimo libro – intitolato, guarda i casi della vita, Il trasformista (Indiana editrice) – per contestare certe ricostruzioni, diffuse non solo tra i suoi nemici, che rubricano a un colpo di testa la sua decisione? «Nonostante quello che ha detto Renzi la mia non è un’iniziativa personale, perché personalmente non si va da nessuna parte. Ma quella di Renzi non è una critica a me, è autobiografica, ma lui non se ne rende conto», ha affermato puntando il dito sull’ex sodale della prima Leopolda.

 

Sarà, ma pure la sua, quand’anche animata da nobilissime intenzioni, è l’ennesima operazione parlamentare, di Palazzo, anche perché né in Piemonte né nel resto dello Stivale non si scorgono masse pronte a seguirlo: «Il gruppo misto alla Camera è molto misto - ha spiegato - al Senato c’è un pezzo di gruppo misto con cui sto discutendo, non è un segreto. Però preferisco avere prima il profilo politico, sennò faccio il trasformista anch’io. I tempi sono molto ravvicinati comunque, ma non voglio fare la raccolta delle persone, altrimenti sarei uguale agli altri». Quale sia la differenza è, francamente, difficile da capire.

 

Infine, ha riservato qualche stoccata alle competizioni elettorali in corso. «Non sono mancate polemiche anche dopo il mio passaggio a Genova di oggi, hanno detto che secondo loro noi facciamo vincere la destra. Secondo me la destra ci governa. Loro la fanno vincere ogni volta che possono, ci spieghino perché bisogna votare la Paita, non parlino di voto utile, se hanno degli argomenti ce lo spiegheranno». Civati, quasi fiero di «stare loro antipatico e non è difficile capire perché», ha confermato di volersi impegnare nelle Regionali, a fianco di Luca Pastorino, l’ex Pd che potrebbe risultare ferale per l’esito del centrosinistra (e della candidata presidente Raffaella Paita): «In questi giorni starò un po’ in Liguria, spiegherò insieme a Pastorino perché bisogna votare per lui. Lo slogan sarà “Come si fa a non votarlo”».