FIANCO DESTR

Forza Italia, buio Fitto pure in Piemonte

Il burrascoso divorzio tra il parlamentare pugliese e Berlusconi avrà inevitabili ripercussioni locali. Zanetta e Puglisi al gabinetto di guerra dei "ribelli" a Roma. "Si è chiuso un capitolo ora occorre ricostruire un nuovo centrodestra"

“Forza Italia è un capitolo chiuso” ha detto ieri Raffaele Fitto. E già domani, in un incontro a Roma con i fedelissimi convocati, insieme ai parlamentari, dalle varie regioni se ne incomincerà a scrivere un altro di capitolo della tormentata storia del centrodestra. Nelle note finali non ce ne sarà neppure una dedicata a Silvio Berlusconi, né a quel suo entourage che per l’ex governatore della Puglia, ma soprattutto ex amico e figlioccio dell’ex sultano di Arcore, sta tra i responsabili principali della disfatta azzurra. L’uscita dal Ppe e l’adesione al gruppo europeo dei Conservatori al grido di “né con la Merkel né con la Le Pen”, è stato  il primo segnale tangibile che Fitto ha voluto dare nell’attesa del gran botto, ovvero della (probabile) imminente costituzione di nuovi gruppi parlamentari e, ovviamente, di quell’uscita dal partito che ormai va soltanto formalizzata.

 

Oltre ad essere un capitolo chiuso, Forza Italia non offre più le pur minime “condizioni per restare. Stiamo lavorando per una prospettiva diversa” ha aggiunto il nemico giurato del Patto del Nazareno che per non morire renziani, ai suoi, dirà ancora una volta che occorre evitare di restare berlusconiani. E farlo in fretta. Tant’è che l’accelerazione ha lasciato un po’ stupito pure chi non solo è vicino a Fitto, ma per questa vicinanza è stato tra primi a pagare le conseguenze. Uno come l’ex coordinatore torinese di Forza Italia Ettore Puglisi (ex in quanto destituito proprio per la sua adesione al ribelle di Maglie) fino a pochi giorni fa avrebbe scommesso che il redde rationem ci sarebbe stato appena dopo le elezioni regionali. Questo non significa che i fittiani piemontesi, epurati da un editto partito dalle stanze di Palazzo Grazioli ed eseguito da Gilberto Pichetto, stessero tra due guanciali aspettando gli eventi. Le telefonate pressoché quotidiane con Daniele Capezzone, gli incontri discreti con uomini di Forza Italia in posizioni di rilievo, sono cronaca, ammantata di riservatezza ma reale, delle ultime settimane.

 

“L’interesse c’è” ammette lo stesso Puglisi lasciando intendere che tra qualche caffè e qualche cena la rete è andata tessendosi anche sotto la Mole. Il colpo d’acceleratore, forse favorito dalle esternazioni dell’ex Cavaliere non certo benevole per quello che neppure due anni fa poteva essere il delfino, è arrivato ben  prima del responso delle urne di fine maggio. La riunione per quelle che si annunciano le prime decisioni importanti èdomani. “Quella che abbiamo davanti è una sfida non facile, ma siamo pronti. Soprattutto siamo con Raffaele” dice Valter Zanetta, accomunato a Puglisi, dallo stesso destino fittiano e dall’uguale purga che lo ha spodestato dall’incarico di coordinatore provinciale di Forza Italia per il Verbano-Cusio-Ossola. “Quello che da tempo sosteniamo essere indispensabile fare lo faremo. Se non più in Forza Italia, lo si farà in un altro soggetto politico”.

 

Se si chiamerà “Oltre”, come il pensatoio battezzato da Fitto o con un altro nome, a questo punto è poco rilevante. “Ormai la strada mi pare tracciata. La stessa decisione di uscire dal Ppe, che non è più quello degli ideali delle origini, e l’adesione al gruppo Conservatore è un gesto importante”. Sull’uscita dal partito, che potrebbe essere decisa anche già tra meno di ventiquattr’ore, Zanetta non rinuncia a togliersi qualche sassolino dalle scarpe: “Ci hanno tolto l’incarico di coordinatori, ma non possono certo cacciarci. Diciamo che siamo nella felice condizione che se usciremo da Forza Italia sarà perché lo avremo deciso noi”. Una decisione che pare ormai presa. Sempre e solo questione di tempo.

 

Le primarie, il dialogo con Fratelli d’Italia, ma anche con la Lega e poi il tentativo di superare gli ostacoli, più grossi, con Alfano, “ma se davvero si vuole lavorare per costituire un centrodestra credibile e capace di riconquistare i cittadini e suscitare in loro l’entusiasmo perduto per idee e valori, dobbiamo lavorare a tutto questo”. Spazzare via il partito leaderistico, rifiuto “del populismo che muove le folle, ma riduce lo spazio alle idee che animano la militanza”, così per Zanetta, l’ex Dc che della vecchia scuola fa tesoro, si recupera quel rapporto che “deve portare il partito a aprire sedi nel territorio a parlare con la gente, a fare politica”. L’ex parlamentare, domani con Puglisi a Roma da Fitto, ha già pronta pure la “location” (dice così, con un residuo di slang berlusconiano) per quelli che potrebbero essere i primi Stati Generali del nuovo soggetto politico in Piemonte. “Mi piacerebbe farla a Stresa, proprio vicino a Belgirate dove nel ’53 nacque la sinistra di Base della Dc”. Mentre ex delfini e squali un po’ imbolsiti girano nel mare agitato del centrodestra, nelle acque tranquille del Lago Maggiore è pronta a (ri)emergere la Balena Bianca.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    00:50 Martedì 19 Maggio 2015 siamodicentrodestra Anche se è' chiaro che sarà' un fallimento almeno questi ci provano...

    In bocca al lupo

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