TRAVAGLI DEMOCRATICI

Fassino prepara l’Opa sul Pd

Con la sua nuova corrente, “Futuro Democratico”, il sindaco vuole diventare l’azionista di maggioranza del partito, allargando i confini del renzismo. A Novara seconda tappa del tour in Piemonte. Sullo sfondo la situazione in Regione e le Comunali del 2016

Il viaggio nel futuro di Piero Fassino, incominciato nel capoluogo mandrogno governato (insieme alla Provincia) dalla sua fedelissima Rita Rossa, prosegue e fa tappa domani nel Novarese dove a fare gli onori di casa sarà un’altra donna di stretta osservanza fassiniana, Franca Biondelli, deputato e sottosegretario al Lavoro. Sarà un caso, o forse no, ma la convention non si terrà nella Novara di Andrea Ballarè, ma nella più piccola Briga Novarese che, però, è a un tiro di schioppo da Borgomanero, feudo della Biondelli. “La situazione politica attuale vive un momento di forte cambiamento, dovuto soprattutto alle molte riforme messe in campo dal Governo di Matteo Renzi”, questo il preambolo della parlamentare per spiegare le ragioni, ufficiali, dell’incontro organizzato per costituire e ampliare quel “laboratorio di idee che insieme a Fassino abbiamo pensato di costituire in seno al Partito democratico piemontese e che ha una connotazione territoriale, volta a coinvolgere amministratori, iscritti ed elettori”.

 

Rispetto a qualche ritrosia di maniera nel presentare la calata di Fassino nella piana alessandrina poco meno di un mese fa come quel che in effetti è, ovvero una chiamata alle armi di corrente, l’appuntamento novarese, almeno nelle parole della Biondelli, è ancora più definito. Non che non lo fosse stato quello in riva al Tanaro, dove il Lungo era arrivato con tanto di seguito di suoi fedelissimi, dall’eminenza grigiastra Giancarlo Quagliotti al segretario subalpino Fabrizio Morri, al predessore di quest'ultimo Gioacchino Cuntrò, e accolto dalle truppe lealiste capeggiate dalla Rossa e da altri notabili dem alessandrini. Sembra, insomma, che tappa dopo tappa – e siamo solo alla seconda – i veli di cui si ammanta la costituzione di una componente che supera l’ormai archiviata Area Dem, cadano rapidamente lasciando vedere con sempre maggior nitidezza l’obiettivo del sindaco di Torino. Una corrente tutta sua, ma non solo.

 

Se Futuro Democratico è l’erede di quel ramo diessino di Area Dem e Fassino intende esserne il fondatore e il riferimento principe, il tour delle province piemontesi che culminerà dopo la pausa estiva con una grande convention a Torino ha in sé anche un altro scopo: scalare il partito e porsi come “azionista” di maggioranza del Pd, allargando il perimetro del renzismo. E, non ultimo, tenersi pronti per le elezioni regionali, nel caso queste arrivino in virtù della scadenza imposta dall’ultimatum di Sergio Chiamparino e non di quella naturale.

 

Un Futuro Democratico tutto piemontese, insomma, quello di Fassino che sarebbe pronto all’eventualità di porre sul tavolo la sua disponibilità a passare da Palazzo di Città a Piazza Castello, magari passando per una opportuna discussione interna al partito e pure per le primarie che lo vedrebbero avvantaggiato sull’amico Sergio. Il quale, non appena il Lungo è partito con il suo giro, ha benedetto (e forse anche qualcosa di più) l’iniziativa di Mario Giaccone per formare una rete delle liste civiche, prodromica a quella lista con la quale il governatore prenderebbe parte – magari per interposta persona – alla competizione elettorale del 2016 al Comune, provocando un bel pandemonio nel partito e lasciando sul campo anche qualche vittima illustre. Negli ambienti fassiniani si va ripetendo che questa iniziativa di Piero, portato su e giù per il Piemonte come la Madonna Pellegrina, è stata concordata ai massimi livelli, da Luca Lotti fino allo stesso Matteo Renzi. Nessuno sgambetto e soprattutto, come confermano ambienti romani, nessuna ambizione di proiettarla sul piano nazionale da parte del presidente dell’Anci che, al netto di questa carica, ha rimediato solo porte chiuse ad ogni bussata per un ruolo oltre i confini sabaudi. Il “Futuro” di Fassino sarà dunque tutto in Piemonte. Il che, per certi aspetti e per certe parti del Pd, è persino più allarmante. 

print_icon

4 Commenti

  1. avatar-4
    10:43 Lunedì 25 Maggio 2015 unliberista i consiglieri no

    ma Fassino ed il suo staff che si è portato dietro, viaggia su cifre a 5 digit

  2. avatar-4
    00:14 Lunedì 25 Maggio 2015 FB87 Demagogia spiccia

    basta andare sul sito del comune per vedere che i consiglieri prendevano a inizio legislatura 2000 euro lordi (ovviamente essendo gettoni di presenza ilTotale era legato alla partecipazione), ora ridotti a 1500 lordi. Credo che nemmeno Fassino arrivi a 15000 lordi, figuriamoci netti. Piuttosto se Fassino pensa di fare le scarpe a Chiamparino è un illuso.

  3. avatar-4
    20:31 Domenica 24 Maggio 2015 l'osservatore basta con le scemate gratuite

    ma sei forse un poco grillino ??? 15.000 € non esiste per nessuno degli eletti figurati esentasse .In Italia di farse ce ne sono già a sufficienza vedi di non incrementarle e fomentare invidie sociali ingiustificate -

  4. avatar-4
    17:06 Domenica 24 Maggio 2015 Renée Vergognosa ipocrisia

    A dispetto della povera gente con un reddito 400 Euro al mese! Nella mia scuola elementare marito e moglie si sentono fortunati di portare a casa 800 Euro al mese, contro i 15000 Euro esentasse dei consiglieri comunali. Una farsa tutta italiana che ha ormai superato qualsiasi indecenza. Parlare poi di ripresa e, peggio ancora, di coesione sociale in assenza di un minimo spirito di devozione alla collettività è la massima espressione dell'immoralità politica.

Inserisci un commento