CARROCCIO

Nemmeno un cane per Salvini

Missione del leader della Lega Nord in Piemonte, ma a Torino si limita a una fugace visita di cortesia al canile (chiuso). Niente Venaria e Moncalieri dopo uno scazzo con Cota. Corsa a Valenza per sostenere il candidato sindaco Oddone e poi in Liguria

Oggi #Torino #Valenza #Savona #Genova, cinguetta di buon mattino MatteoSalvini annunciando il suo tour elettorale ligure-piemontese. Ma Torino, alla fine, sarà soltanto inteso come Caselle, ovvero l’aeroporto dove atterrare, salire in macchina e correre diretto nella città dell’oro dove si va alle urne per il Comune e dove ad aspettare il leader del Carroccio per poi accompagnarlo pure oltre Appennino c’è il suo vice, l’alessandrino Riccardo Molinari. Anche la visita al canile di via Germagnano oggetto di una devastazione di cui si sospettano alcuni Rom del vicino campo nomadi si è limitata, a quanto riferisce una volontaria dell'Enpa, la direttrice Tiziana Berno, a una fugace apparizione: poche parole di solidarietà, un paio di scatti a uso social e poi via per i successivi impegni elettorali. Un blitz che per qualche ora è stato avvolto dal mistero, proprio per il suo carattere "privato", tra quanti giuravano che non vi avesse messo piede e altri che invece confermavano la presenza.  A parte questo, nemmeno un dirigente locale si è premurato di accogliere il proprio segretario, anzi, fino alla fine sono stati tenuti all'oscuro dei suoi programmi. 

 

«Benvenuti nel campo rom “regolare” di via Germagnano, villette gentilmente costruite (e poi distrutte, e poi ricostruite...) dal Comune a spese dei cittadini». E poi «A pochi metri, il canile dell'Enpa distrutto pochi giorni fa (chissà da chi)  che ha dovuto allontanare 100 cani e 30 gatti». Foto di repertorio e slogan d’ordinanza per una visita preceduta da uno scazzo con Roberto Cota. Da Torino è solo passato. Non è stato neanche a Moncalieri o a Venaria, i due principali centri che andranno al voto nella provincia subalpina.

 

 
E dire che l’ex governatore avrebbe mosso mari e monti per farsi immortalare al suo fianco, provando a spazzar via quello stormo di gufi che van dicendo del suo declino e del suo peso sempre minore in via Bellerio.  Salvini pare avesse anche accettato, mettendo in agenda un passaggio in uno dei due centri chiamati alle urne, ma al suo definitivo ok, il Carroccio torinese sarebbe piombato nel caos, ammettendo di non riuscire a mobilitare attivisti e militanti con così poco preavviso. “Non facciamo in tempo” sarebbe stata la laconica comunicazione con cui il vertice del partito subalpino, guidato da Alessandro Benvenuto, ha alzato bandiera bianca. Il modo migliore per irritare Salvini che ha fatto rotta diretto su Valenza, dove c’è da rintuzzare lo strappo del vicesindaco Paolo Soban, passato con Flavio Tosi

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2 Commenti

  1. avatar-4
    16:14 Martedì 26 Maggio 2015 Veritas2015 Cota siamo nel 2015 !

    E guarda come siamo messi su Torino e provincia. Ti viene un dubbio un pensiero, una domanda ......toc toc c'è qualcuno ???! Fatti un'analisi guarda di chi ti sei circondato fino a ieri !

  2. avatar-4
    16:01 Martedì 26 Maggio 2015 giannaclelia POVERA LEGA

    LA LEGA A TORINO E PROVINCIA SI TIRA FUORI DALLA LEGA STESSA, NELLE ISTITUZIONI SONO INESISTENTI.. OCCORRE UN COLPO DI RUSPA PER POTER FAR RIFIORIRE LA LEGA CON LA L MAIUSCOLA. I GIOVANI NON MANCANO MA OCCORRE RIDARE CORPO ED ORGANIZZAZIONE AL MOVIMENTO..DOPO LE REGIONALI IL CAPITANO DOVRA' DECIDERE CHE FARE

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