SANITA'

Disgelo sull’ospedale Valle Belbo

Incontro tra il sindaco di Nizza Monferrato e l'assessore Saitta. "Trovare le risorse per concludere l'opera". Servono ancora almeno 10 milioni. Una parte potrebbero arrivare dall'alienazione del patrimonio dell'Azienda sanitaria

Sul destino dell’ospedale della Valle Belbo il sindaco di Nizza Flavio Pesce porta a casa un primo, parziale, risultato e la Regione sembra indirizzarsi a rivedere le sue posizioni aprendo a quelle che fino a ieri sembravano richieste irricevibili. “L’intenzione è quella di andare avanti e cercare le soluzioni, ma soprattutto i soldi necessari per completare l’opera”  dice il primo cittadino di Nizza  al termine dell’incontro di stamane con l’assessore regionale alla sanità Antonio Saitta, il vice del direttore generale Fulvio Moirano (assente) Claudio Baccon e l’assessore regionale astigiano Giorgio Ferrero. “Una cosa è certa: la struttura dovrà mantenere un suo ruolo nel sistema dell’emergenza, così come posti letto” aggiunge Pesce che fin dall’inizio ha sempre messo come condizione irrinunciabile la presenza di un punto di primo soccorso nella struttura i cui lavori sono fermi e il contratto con l’azienda costruttrice rescisso dall’Asl astigiana a fine aprile.

 

“Non parliamo di casa della salute, ma di una struttura che se non opererà nell’ambito delle acuzie, altrettanto non sarà limitata a sede di ambulatori” spiega ancora il sindaco che all’assessore a alla neodirettrice generale dell’Asl astigiana Ida Grossi, anche lei presente all’incontro, ha ribadito la necessità da parte della Regione di “trovare le soluzioni opportune per completare la struttura e utilizzarla al meglio per i servizi sanitari sul territorio”. Il nodo principale resta quello della risorse finanziare. Per completare l’ospedale della Valle Belbo occorrono non meno di 10 milioni. Nell’incontro in corso Regina si è valutata la possibilità di trovare almeno parte del denaro grazie all’alienazione delle proprietà immobiliari dell’Asl. Se i tentativi di vendita, ad oggi, non hanno dato esito “la strada potrebbe essere quella di cederli alla Cassa Depositi e Prestiti in cambio dei finanziamenti necessari” aggiunge il sindaco che di fatto ha chiesto alla Regione di dipanare la matassa e trovare la strada giusta per riprendere i lavori e concludere l’opera attesa da ormai troppi anni. Tra quindici giorni cui sarà un nuovo incontro. Due settimane per incominciare a uscire da un impasse e chiarire una vicenda su una struttura a proposito della quale, ancora nei giorni scorsi la Regione aveva detto che “non potrà essere un ospedale”, ma che il sindaco di Nizza ha ribadito “non sarà mai una casa della salute senza un punto per l’emergenza”.

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