GLORIE NOSTRANE

Quella politica indigesta alla Fornero

L'ex ministro tecnico si sfoga contro quei banchetti della politica in cui i leader pensavano esclusivamente al proprio tornaconto elettorale. Delusa anche da Monti: "Candidandosi non ha difeso il suo esecutivo. In campagna elettorale eravamo dei bersagli"

Quelle cene a Palazzo Chigi le sono rimaste sullo stomaco, almeno quanto la sua riforma pensionistica è andata di traverso agli esodati. E se i politici di professione, si sa, le grandi decisioni sono abituati a prenderle a tavola, per l’ex ministro dalla lacrima facile quei banchetti, in cui tutti mangiavano a quattro palmenti, mentre lei sobriamente piluccava) erano un autentico patimento. “Gli incontri con Alfano, Bersani e Casini erano deludenti. In quelle cene a Palazzo Chigi, oltre a rimanermi il panino sullo stomaco, rimanevo delusa perché a nessuno di loro interessava il merito dei problemi”, parola di Elsa Fornero, ex ministro del Lavoro del governo Monti, durante la registrazione della trasmissione televisiva “Roma InConTra”, in onda il mercoledì in seconda serata su 17 emittenti regionali e il 518 di Sky. “Io parlavo a loro del merito dei problemi – ha detto – ma questo a loro non interessava, perché poi non potevano dire nulla al loro elettorato. Mi intristiva che in un momento così difficile pensassero solo all’audience politica”. 

 

Alla domanda se Mario Monti l’abbia delusa, Fornero ha risposto: “con il senso di poi, direi di si. Un sentimento – ha spiegato – che è cominciato quando lui decise di candidarsi. Il giorno prima dissi che secondo me non si sarebbe candidato, così da proteggere il governo tecnico. Invece – ha proseguito – i mesi successivi sono stati difficili perché nella competizione elettorale da tecnici eravamo solo dei bersagli e nemmeno Monti ci poteva difendere, perché anche lui era in competizione elettorale”. E, infine, su Matteo Renzi ha concluso: “Attualmente posso dargli un voto di fiducia, perché ha l’obbiettivo di cambiare il Paese contro i conservatori”.