PALAZZO ALFIERI

M5s assedia il sindaco “acchiappa-poltrone”

Ad Asti i grillini contro il primo cittadino Brignolo sul doppio incarico di banchiere e amministratore. Interrogazione del deputato Romano ed esposto su un ennesimo caso di potenziale incompatibilità. A patrocinare i ricorsi il suo ex assessore Pasta

Non c’è pace per il sindaco di Asti Fabrizio Brignolo: tra ricorsi giudiziari e interrogazioni parlamentari la sua poltronite acuta torna periodicamente a creargli dei problemi. Al centro di ogni querelle la tignosità dei grillini locali, supportati da qualche suo ex alleato, ora acerrimo nemico, come l'avvocato Alberto Pasta.

 

L'ultima vicenda riguarda un impianto sportivo affidato in concessione a una società di calcio. E' proprio Pasta - un tempo suo assessore e ora legale dei Cinque stelle - che ripercorre la storia dall'inizio: «Nei primi anni 2000 il Comune concedeva la gestione di un campo alla sociatà Asti Sport, impegnandosi a contribuire nella gestione stessa. Qualche anno più tardi, sotto l’amministrazione Galvagno (2007-2012), la società chiedeva di compiere alcuni lavori di adeguamento della struttura per un importo totale di 180 mila euro (realizzazione servizi igienici, posizionamento panchine ecc. ecc.) accendendo a tal fine un mutuo presso la Cassa di Risparmio di Asti, mutuo che peraltro risulterebbe attualmente estinto per il 50% del suo valore. Quest’atto, all’epoca, vedeva come fideiussore proprio il Comune di Asti. Circa due mesi la società sportiva si presenta alla Cassa di Risparmio dichiarando di non riuscire più a pagare le rate del mutuo aggiungendo però di fare riferimento al fideiussore, e cioè il Comune. Quindi il Brignolo banchiere, membro del Consiglio di Amministrazione della Banca, andrebbe ora ad escutere il Brignolo sindaco, rappresentante legale del Comune. È un palese conflitto d’interessi a livello giuridico (art. 63 Testo Unico Enti Locali) e in tutto ciò vediamo pure un’inopportunità politica. Per queste ragioni il Movimento Cinque Stelle chiede al sindaco di operare una scelta tra le due poltrone: o resta in Banca o amministra il Comune. Vedremo cosa risponderà Brignolo, ed eventualmente attueremo le opportune azioni legali». Tanto basta per chiedere nuovamente l'incompatibilità, come avvenuto già quando era presidente della Provincia, poi decaduto per via di una sentenza giudiziaria in seguito a un ricorso dei grilini patrocinato dall'avvocato Pasta. 

 

A marzo il Tribunale civile aveva sancito la decadenza da Presidente della Provincia per incompatibilità con il ruolo di componente del cda della Cassa di Risparmio di Asti (la Banca è affidataria del servizio di tesoreria della stessa Provincia), e l’Ente si trova tuttora in una situazione di incertezza, con lo spettro di nuove elezioni. Una vicenda che ha portato il parlamentare pentastellato Paolo Romano a depositare lo scorso lunedì un’interrogazione urgente al Ministro degli Interni per sollecitare l’attenzione di Angelino Alfano sulla questione provinciale e cercare di risolvere l’impasse istituzionale che si è venuto a creare. 

 

LEGGI L'INTERROGAZIONE DEL DEPUTATO ROMANO

 

Polemiche che seguono quelle di maggio, quando Brignolo finì nel mirino per la decisione di destinare una parte di Palazzo Alfieri ad abitazione dell’arazziere Ugo Scassa in cambio della donazione al Comune da parte dell’artista astigiano di 17 arazzi ed un tappeto che avrebbero dovuto costituire un Museo proprio nei locali di Palazzo Alfieri. Oggi, durante una conferenza stampa assieme a Brignolo, è stato lo stesso Scassa ad annunciare che di tutto il progetto non se ne farà nulla: "Non cerco casa, non volevo sfruttare un bene pubblico" ha detto. 

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