L’ira di Cota sul giovane pidiellino

Il presidente è imbufalito con Locci, leader degli juniores berlusconiani, reo di aver attaccato sul Fatto Bossi e la Lega. Il Carroccio ne chiede l’esclusione dalla prossima competizione al Comune di Alessandria. Ma è il pupillo della Meloni

«La secessione è una stronzata, se ci credono ancora, alle prossime elezioni vadano pure da soli». Lo afferma Emanuele Locci, 31 anni, leader regionale dei giovani pidiellini, in un’intervista rilasciata all’edizione online del Fatto quotidiano. Esternazioni che hanno mandato su tutte le furie Roberto Cota il quale, oltre a essere presidente della Regione, è la massima autorità del Carroccio in terra allobroga. Al punto da chiederne il depennamento dalle liste della coalizione alle imminenti votazioni amministrative al Comune di Alessandria.

 

Come riporta il quotidiano diretto da Peter Gomez, Locci con altri otto presidenti regionali della Giovane Italia, organizzazione degli juniores berlusconiani, ha vergato un comunicato di fuoco contro l’anti-italianismo di ritorno di Bossi, quello del “tricolore da somari”, per intenderci. Valle d’Aosta, Piemonte, Trentino-Alto-Adige, Veneto, Liguria, Friuli-Venezia-Giulia, Lombardia ed Emilia Romagna, praticamente tutte le federazioni del Nord dell’organizzazione giovanile del partito del premier si sono ribellate alle ultime sparate del Senatur. «In Italia ci sono milioni di somari che vanno fieri della bandiera tricolore –scrivono – Bossi la finisca con le sue pagliacciate. Di occasioni per tacere ne ha perse davvero tante e la misura comincia ormai ad essere piena».

 

Il caso è scoppiato e la grana è ora nelle mani del coordinatore Enzo Ghigo e, soprattutto, di Agostino Ghiglia che del giovane Locci è, da ex aennino, il principale referente politico locale. Non sarà agevole soddisfare la vendetta cotiana giacché Locci conta sulla protezione del ministro Giorgia Meloni che lo considera un po’ il suo pupillo.

print_icon