VERSO IL VOTO

Aut aut dei Moderati: “O noi o Ncd”

Gli incontri di Fassino e Gariglio con gli alfaniani mandano in subbuglio il centrosinistra. Mugugni dentro e fuori il Pd. E il leader dello zatterone centrista Portas avverte: "Le alleanze si concertano con tutti i partner", ventilando la rottura

“O noi o loro”. Puntuale come lo sfogo di una moglie gelosa arriva l’ultimatum di Giacomo Portas. Moderati sì, cornuti no. E così il primo alleato di Piero Fassino si ribella al flirt estivo del Lungo, avvistato a Palazzo Civico in compagnia di Giampiero Leo, emissario di Ncd, verosimilmente per verificare eventuali apparentamenti in vista delle prossime amministrative. Solo una fuitina? Chissà. Intanto dentro e fuori la casamatta democratica c’è chi ha storto il naso. E dopo l’altolà del giovane turco Mario Sechi, ora arriva anche l’avviso ai naviganti di Portas: “Voglio ricordare che gli esponenti di quel partito sono l’opposizione a Palazzo Civico e che hanno votato contro il bilancio. Quindi prima di aprire una linea di credito nei loro confronti conviene che siano loro a dare dei segnali di convergenza sui temi del centrosinistra”.

 

Certo, Portas è uomo pragmatico, devoto all’antica arte dell’accomodamento, ma i suoi messaggi sembrano lanciati apposta per stoppare sul nascere ogni iniziativa autonoma del primo cittadino che in cuor suo sa di non poter fare a meno di nessuno se vuole chiudere la partita al primo turno. “Le alleanze Fassino non le fa da solo, a maggior ragione se ritiene necessario allargare il perimetro dell’attuale maggioranza” sbotta con Lo Spiffero il deputato moderato. Anche perché sotto l’ombrellone nascono liaison a volte fatue altre durature e a Portas non mancano gli ammiratori a partire dai centristi dell’ex Scelta Civica, che da tempo lo corteggiano per farlo diventare parte integrante di quella temeraria impresa di costituire una rete civica nazionale equidistante dai due poli, ma capace di strizzare l’occhio al centrosinistra e farsi stampella alla bisogna: va da sé che avrebbe carta bianca su tutta la provincia di Torino e probabilmente anche oltre, ma per ora lui non si concede: precedenza all’alleato storico, il Pd, con cui amministra il capoluogo e tutti gli altri principali comuni del Piemonte da dieci anni.

 

Alle amministrative di quattro anni fa i Moderati raccolsero più di 36mila preferenze, il 9 per cento dei voti, risultando il secondo partito del centrosinistra. Con una campagna acquisti permanente oggi in Sala Rossa possono contare su ben sei consiglieri, tra cui il presidente dell'assemblea cittadina, Giovanni Porcino, giunto dall'Idv, mentre amministrano la città con un assessore di peso, come la titolare delle partecipate Giuliana Tedesco. “Noi come sempre siamo leali e offriamo massima disponibilità a discutere con chiunque ma non a tavoli separati – dice -. Le regole d’ingaggio devono essere uguali per tutti”. Il messaggio è chiarissimo: attento Piero che per rincorrere il due percento rischi di perdere il dieci percento. Alla fine è sempre una questione di dimensioni (elettorali, s’intende).

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1 Commenti

  1. avatar-4
    00:01 Venerdì 07 Agosto 2015 ingov Si il 10%

    Si sicuramente i moderati si attesteranno al 10%. Contateci..

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