VECCHIO SCARPONE

Sul Monviso la cordata Chiamparino

Montagna e politica nella spedizione del governatore, affiancato da un pugno di prodi consiglieri regionali, sulla cima che da simbolo elettorale vuole trasformare in un rassemblement di liste civiche. E da vecio alpino si è portato pure il bocia

Zaino in spalla. Ta-pum Ta-pum, l’alpino Chiamparino Sergio, ultimo scaglione 1974, quindici mesi a Belluno, Brigata Cadore, il passo cadenzato non l’ha mai perso. Ta-pum Ta-pum, anche nella sua lunga marcia in politica. Qualche mulo che s’impunta lo ha trovato pure lì. Zaino in spalla e pur bisogna andare. E se si tratta di andare davvero lassù, in montagna, al Chiampa ogni volta brillano gli occhi che manco alle vittorie elettorali o con il settebello in mano a scopone. Dai dai, ha risposto di getto quando un altro montanaro come il consigliere regionale dem Paolo Allemano gliel’ha buttata lì: se facessimo il giro del Monviso? Gli scarponi pronti, Chiampa è tornato il caporalmaggiore di quarant’anni fa e il giù dalle brande è partito con telefonate e sms. Qualche ora e il plotone di Palazzo Lascaris, scaglione democratico con qualche aggregato, era allineato e coperto. Partenza oggi pomeriggio.

 

C’è il bocia ma grande esperto e appassionato di montagna con lo stesso Monviso tra le cime appena conquistate, Daniele Valle, presidente della commissione Sport e Tempo Libero cui la scarpinata potrà (forse) servire a distrarlo dalle angustie dell’indagine sulle firme farlocche. Intruppato pure Elvio Rostagno, architetto ambientalista e, prima di arrivare in consiglio regionale, sindaco di Usseaux, il borgo dove, in riva al lago di Laux Chiamparino ha radunato, appena  due settimane fa, la sua maggioranza per un seminario prevacanziero. Poteva mancare, vista le meta, il deus ex machina della chimparinissima lista del Monviso? Certo che no. Sacco in spalla pure al farmacista Mario Giaccone che, nei giorni di tregenda quando il Chiampa minacciava le dimissioni e il Tar ancora doveva dire la sua, aveva già messo in moto la macchina per un’eventuale campagna elettorale anticipata con il Pd nelle retrovie e Sergio solo al comando della truppa. Le cose sono andate poi diversamente, ma la fedeltà e vicinanza di Giaccone al governatore è solida come un chiodo nella roccia. Perché qui non si scherza.

 

Ta-pum ta-pum, altro che ampolle a Pian del Re, con macchine e torpedoni appena là dietro. Passato il crepaccio del Tar, il Chiampa batte di nuovo passo e cadenza, ché la strada è lunga e pure in salita. Salvini con i suoi “Chiamparino a casa” al massimo va dove i suoi predecessori riempivano bottiglie e pance di acqua e slogan. Boja fauss, quanti fafiuché. Altro che dio Po. I passi non si contano. E poi l’uomo dei conti, Aldo Reschigna, non c’è, in fondo è uno di lago. Appena tornerà dalle vacanze toccherà a lui sostituire il Chiampa, dandosi il cambio a presidiare Piazza Castello. E Davide Gariglio, poveretto ancora alle prese con i postumi della caduta e con quelli della segreteria. Va a finire che inciamperebbe appena imboccato il sentiero. No, no. Esageruma nen, parola del Chiampa. Che a quest’ora è già in viaggio con la truppa. Stasera tappa a Ostana, splendido borgo con vista sul gruppo del Monviso. Tutti in osteria. Domani si parte per l’anello del Monviso. Sveglia all’alba e zaino in spalla. La lunga marcia del Chiampa prosegue. Ta-pum, ta-pum.   

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2 Commenti

  1. avatar-4
    09:44 Venerdì 07 Agosto 2015 capkirk Speriamo

    che inciampi in una bella busa a faccia in giù.

  2. avatar-4
    00:33 Venerdì 07 Agosto 2015 gastone MA RESTA IN MONATGNA CHIAMPA!!!

    Ricerca di consenso da cumpa vecchia maniera, e vai Chiampa, se pensi di intortare ancora i piemontesi con queste buffonate vai tranquillo, non ci crede ormai quasi più nessuno, marcia e trinca, e resta sulle montagne che forse è meglio per tutti!!!

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