RIPRESA

Export, il Piemonte ingrana la quinta

I mezzi di trasporto trainano le vendite oltreconfine della regione. Nei primi sei mesi del 2015 l'incremento è del 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2014: la miglior performance a livello nazionale. Tra le province boom di Torino (+11,9). Lo studio di Unioncamere

Vola l’export in Piemonte. Nei primi sei mesi del 2015 il suo valore ha raggiunto i 23,3 miliardi di euro, realizzando un incremento considerevole (+9,6%) rispetto allo stesso periodo del 2014. Una performance decisamente più brillante rispetto a quella riscontrata a livello complessivo nazionale (+5% sempre rispetto ai primi sei mesi dell’anno passato). È certamente questo il settore che traina l’economia regionale, in una fase di lenta ripresa. E se da un lato il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi considera “arrischiato parlare di ripresa” come affermato a margine dell’assemblea dell’Unione Industriale di Torino, dall’altro, come sottolineato dal numero uno di viale dell’Astronomia è innegabile che “c’è un clima nuovo”. I segnali positivi ci sono come testimoniato anche dalla crescita della produzione industriale che a livello nazionale ha fatto segnare un +1,1%, dopo la performance dell’occupazione registrata nei giorni scorsi.

 

La dinamica tendenziale dell’export nazionale nei primi sei mesi dell’anno è scaturita dagli incrementi registrati da tutte le ripartizioni territoriali, ad eccezione dell’Italia insulare, che ha manifestato una flessione del 2,9%. Le regioni dell’Italia meridionale hanno registrato l’incremento più elevato (+7,0%), seguite dai territori del nord-est (+6,0%), del nord-ovest (+4,7%) e dell’Italia centrale, che ha evidenziato la crescita meno intensa (+4,3%). Grazie all’ottima performance realizzata, il Piemonte si conferma, anche nei primi sei mesi del 2015, la quarta regione esportatrice, con una quota dell’11,3% delle esportazioni complessive nazionali (incidenza in aumento rispetto a quella rilevata nello stesso periodo del 2014, quando era pari al 10,8%). Tra le principali regioni esportatrici, il Piemonte si colloca al primo posto per intensità della crescita (+9,6%), seguito dal Veneto (+7,3%), dall’Emilia Romagna (+4,4%) e dalla Lombardia (+2,6%).

 

“Il Piemonte non ha paura di farsi conoscere nel mondo. Nonostante la Cina sia nel caos finanziario, il Brasile in recessione a causa del crollo dei prezzi delle materie prime, e la Russia in crisi per la diminuzione del pil e le tensioni geopolitiche, la nostra regione continua a portare, con orgoglio e passione, i propri prodotti d’eccellenza oltreconfine. Dal tessile all’alimentare fino all’automotive, le nostre produzioni sono sinonimo di qualità, innovazione e saper fare – dice Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere Piemonte -. Ora tutti insieme - istituzioni europee, nazionali e locali e banche - dobbiamo continuare a sostenere la ripresa, con politiche efficaci di riduzione del carico fiscale, di semplificazione burocratica e giudiziaria per le aziende piemontesi, soprattutto per quelle medio-piccole che iniziano un nuovo percorso di valorizzazione delle proprie merci all’estero”. 

 

Un contributo fondamentale alla crescita delle esportazioni piemontesi nel I semestre 2015 arriva dal comparto dei mezzi di trasporto, che generano il 28,2% del totale e realizzano un incremento delle vendite all’estero pari al 21,8%. All’interno del comparto la performance più brillante appartiene agli autoveicoli, le cui esportazioni crescono del 41,3%. Particolarmente interessato alle produzioni della filiera autoveicolare piemontese appare il mercato statunitense.

 

I risultati conseguiti nel I semestre 2015 sono positivi anche per quasi tutti gli altri settori di specializzazione, ad eccezione del comparto dei metalli, che registra una flessione del 2,9%. Crescono le esportazioni della meccanica (+2,7%) e dell’alimentare (+5,0%); si incrementano quelle di articoli in gomma e materie plastiche (+2,6%); è ottima anche la performance realizzata dal tessile e abbigliamento (+10,7%). Per quanto riguarda i mercati di sbocco delle merci piemontesi, il bacino dell’Ue 28 ha attratto il 54,5% dell’export regionale, contro il 45,5% dei mercati extra-comunitari.Nel I semestre 2015 i mercati comunitari hanno perso peso in termini di quota, pur registrando l’export diretto verso quest’area una crescita del 2,1%. La Francia si conferma il primo partner commerciale della nostra regione, con una quota sulle esportazioni regionali pari al 12,9% e una crescita del 2,9%. Al secondo posto troviamo la Germania con un dato in sostanziale stabilità rispetto all’analogo periodo del 2014.

 

L’ottima performance realizzata sui mercati extra-Ue 28 (+20,2%) è riconducibile in gran parte alla crescita delle vendite piemontesi verso gli Stati Uniti (+76,5%) e verso la Svizzera (19,2%); appaiono in flessione, a causa delle difficoltà proprie dei singoli Paesi, le esportazioni verso la Cina (-8,0%) e la Russia (-23,8%), mentre si mantengono stabili quelle verso il Brasile (+2,0%). Si incrementano, inoltre, in misura significativa le vendite verso il Giappone (+5,9%) e il Messico (+18,9%). A livello provinciale ottimo il risultato di Torino (+11,9%), Cuneo (+10,2%) e Alessandria (+10,5%). Risultano sostanzialmente in linea con il trend regionale le province di Vercelli (+9,1%) e Biella (+8,3%). Inferiori alla media le crescite del Verbano Cusio Ossola (+5,9%) e di Novara (+3,2%). Solo l’astigiano non abbraccia il trend espansivo, registrando una flessione del 5%.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    15:30 Venerdì 11 Settembre 2015 pafede ma l'edilizia...???

    L'articolo non cita nessun dato sullo stato dell'edilizia piemontese.Il settore è importante poichè trascina l'elettrico, l'idraulico,la falegnameria, il miglioramento energetico ecc.e in senso lato tutto ciò che interessa i lavori che la Regione Piemonte dovrebbe promuovere per la messa in sicurezza dei fiumi e delle valli

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