DIRITTI & ROVESCI

“Business migranti per amici e compagni”

Esposto in Procura di Marrone (FdI) contro l'assegnazione dei fondi del progetto Sprar, promosso dal Governo. Tra i beneficiari l'associazione Terra del Fuoco della sinistra. Vignale (FI) contesta le politiche della Regione: "Buttati oltre 80 milioni"

Fornitura di gas assente, caldaie usurate e prive di certificazione, mancata erogazione di energia elettrica, generi alimentari conservati impropriamente, vetri rotti alle finestre. Questi sono solo alcuni dei rilievi che l’ufficio stranieri e nomadi del Comune di Torino muoveva periodicamente all’associazione Terra del Fuoco, che dal 2011 è tra i fornitori di Palazzo Civico nell’ambito del Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), finanziato dal Governo. Da qui parte l’esposto presentato stamani in Procura, al pubblico ministero Andrea Padalino, magistrato di grande equilibrio, dal leader piemontese di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone sulla gestione di tale progetto da parte del Comune e soprattutto sulle modalità di assegnazione dei finanziamenti.

La questione è prettamente politica, giacché a fondare Terra del Fuoco nel 2001 fu l’attuale capogruppo di Sel in Sala Rossa Michele Curto, il quale tuttavia dopo la sua elezione si è dimesso da ogni incarico apicale. Nel dossier predisposto da Marrone viene evidenziata la prassi attraverso cui l’amministrazione cittadina individuava i soggetti beneficiari in seguito a una “ricognizione condotta tra gli enti del privato sociale che collaborano con la Città, avendo dato la loro adesione formale al Tavolo Rifugio”. Nessuna gara a evidenza pubblica, nessun bando, solo una delibera di giunta al termine di una ricognizione. Va detto che a beneficiare di tale procedimento non c’è solo Terra del Fuoco, ma anche le associazioni Aladino, Promozione donna, G.C.A.R. Il Nodo, la Diaconia Valdese, il Sermig e la Croce Rossa Italiana. Tutti vincitori di un bando effettuato nel 2011 e poi beneficiari di una implementazione del progetto avvenuta nel 2013. Più risorse, più migranti. Lo stesso segretario generale  Mauro Penasso, nell’estate 2015 segnalava all’amministrazione che l’“affidamento deve essere esperito tramite ricorso ad un confronto concorrenziale nel rispetto dei principi generali di trasparenza, par condicio e predeterminazione dei a criteri selettivi”, ricordava inoltre, in qualità di responsabile della prevenzione della corruzione, che l’Anac – Agenzia anticorruzione guidata da Raffaele Cantone – raccomandava al Comune di “attivare comunque procedure nel rispetto dei principi della concorsualità e della par condicio” e infine suggeriva “una compiuta regolamentazione e un’ampia pubblicizzazione dei criteri per l’ammissione al cosiddetto Tavolo Rifugio”. Il nuovo bando viene pubblicato questa estate sulla Gazzetta Europea e vede prevalere due Ati, una composta da Sermig e una serie di associazioni cattoliche e valdesi, l’altra da un gruppo di enti legati alla galassia di don Luigi Ciotti. Terra del Fuoco non partecipa ma un soggetto a essa collegato – Babel – continua a gestire 260 immigrati richiedenti asilo per conto della Prefettura di Torino al prezzo di 35 euro al giorno per immigrato.  

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Con una nota il presidente di Terra del Fuoco Oliviero Alotto rispedisce al mittente ogni accusa e annuncia querela: “Ancora una volta Marrone specula sull'accoglienza dei migranti. Mentre in Europa e in Italia dilaga il razzismo, parte del terzo settore torinese ha deciso di costruire modelli di accoglienza improntati sull'integrazione e su percorsi virtuosi di cittadinanza. Il dossier del consigliere Marrone è l'ennesimo tentativo di costruire una polemica tutta politica e di palazzo basata su falsità e mistificazioni, a cui seguirà una nostra querela. Gli stralci riportati sono un pezzo del carteggio tra il Comune e la nostra associazione e  si riferiscono ad un boiler malfunzionante e a una lavatrice rotta. Ribadiamo invece che nonostante gli enormi ritardi nei pagamenti degli enti pubblici, non si è mai verificato un ritardo nella consegna dei pocket money o del contributo al vitto superiore alle 48 ore, tutto verificabile dalle carte che il consigliere Marrone ha probabilmente dimenticato di citare. Ci teniamo inoltre a specificare che Terra del Fuoco non lavora più con il comune di Torino per il progetto Spar e non accoglie più nessun rifugiato perché i tempi di pagamento erano e sono insostenibili per una realtà che non gode di grandi patrimoni”.

Una iniziativa che si aggiunge alle polemiche del centrodestra in Regione sulla gestione dei fondi per i migranti. L’azzurro Gian Luca Vignale parla di 80 milioni sottratti ai piemontesi per un programma che peraltro non premierebbe “chi ha le carte in regola” giacché “dai dati in nostro possesso forniti dall'Assessorato alle politiche migratorie solo il 12% dei richiedenti asilo ne abbia titolo. Quindi il problema è l’approccio su quell’88% di persone che in tutti gli altri Paesi vengono rimpatriati immediatamente e che qui in Piemonte e in Italia invece continuano a ad essere mantenuti dalla collettività”. Non solo:  “A preoccupare sono poi quei richiedenti asilo che vengono persi per strada – continua Vignale - . Quest’anno, solo nella nostra regione, sarebbero ben 5mila i profughi che non godevano del diritto d’asilo e di cui si è persa la traccia. Se hanno raggiunto altri Paesi – così come le forze dell’ordine credono – deve essere chiaro che a breve verranno rispediti in Italia. Una emergenza nell’emergenza insomma con nuovi costi che verranno inevitabilmente scaricati sulla collettività”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    15:11 Sabato 19 Settembre 2015 daniele galli Su questo Bravo Vignale

    ma F.I. su tutto il resto , non doveva con l'annunciato "governo ombra" !!!! mettere in seria difficoltà la Giunta Chiamparino? Non è che salvo rarissime eccezioni pubbliche come questa, l'azione richiamata, che presuppongo venga sicuramente fatta,non si svolga probabilmente troppo troppo in ombra ?

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