Comuni, l’importante è partecipare
07:30 Lunedì 21 Settembre 2015 1Mentre il Governo invita gli enti locali a dismettere le loro quote, nell'Alessandrino una cinquantina di municipi tentano la "scalata" alla società per la raccolta rifiuti. Un complicato intreccio tra politica e impresa sull'asse Torino-Treviso
L’importante era partecipare. Poi è arrivato Matteo Renzi, che appena entrato a Palazzo Chigi già twittava “#municipalizzate: sfoltire e semplificare”. E’ passato Carlo Cottarelli, al suo posto si è insediato Goran Gutgeld e la parola d’ordine resta la stessa: ridurre il peso degli enti locali nelle società, disboscare la giungla delle municipalizzate dove, per anni, sono cresciuti (pasciuti) amministratori protagonisti di una transumanza dai partiti ai remunerati consigli di amministrazione o, mal che andasse, alle poltrone dirigenziali. Ma la via, ormai, è tracciata. Anche se non tutti sembrano volerla imboccare.
Anzi capita addirittura di incocciare storie che raccontano di una direzione ostinata e contraria, dove l’importante per gli enti locali non è più partecipare, bensì tornare a gestire con mano totalmente pubblica quello che per anni è stato condiviso col privato. È quel che sta capitando in provincia di Alessandria dove una cinquantina di Comuni vorrebbero riappropriarsi della società per la raccolta dei rifiuti, Econet srl, che serve il bacino dell’Acquese e dell’Ovadese. Ma perché tanto interesse per un’operazione che peraltro costringerà i sindaci a metter mano al portafoglio?
Attualmente la Econet srl è ripartita in quote: il 60 per cento ai Comuni, il 40 al privato, ovvero Gestione Ambiente. Quest’ultima è una spa controllata al 55 per cento da Asmt Servizi Industriali (a sua volta partecipata da 14 comuni del Tortonese e da Asm Voghera, altro contenitore di Comuni) mentre il restante 45 per cento di Gestione Ambiente è da ricondurre ad Acos Ambiente srl, società del gruppo Acos spa (gas, energia, acqua e rifiuti) di cui è amministratore delegato il potentissimo Mauro D’Ascenzi, un impegno giovanile nel Pci di Novi Ligure, poi una carriera sempre a sinistra nel mondo delle multiutility e una collezione infinita di incarichi. Attualmente è vicepresidente, insieme a Catia Tomassetti (Acea) e Giovanni Vallotti (a2A) di Federutilty e il suo nome è comparso nei board di decine di società. È proprio lui la persona cui, alla fine, spetterà decidere se vendere le quote di Econet che i sindaci vogliono totalmente in mano pubblica o no, naturalmente trattando per le condizioni più favorevoli per la sua società.
Rumors tendono a descrivere un D’Ascenzi restio e intenzionato a resistere, mentre altre voci più addentro al Pd assicurano che alla fine il manager rosso non farà la barricate. Come al solito sarà una questione di soldi. Di numeri certi nessuno ne parla, neppure in camera caritatis. Qualche milione? Si vedrà al momento della conclusione della trattativa. Attorno alla decina di milioni ruoterebbe comunque l’ammontare degli investimenti per un nuovo sistema di raccolta porta a porta che si vuole attuare e per la quale dal Piemonte ci si è rivolti in Veneto, a quella società Contarina (tutta pubblica dopo l’uscita di Impregilo) che da mesi ha contatti con il Consorzio servizi rifiuti di Novi Ligure (per il quale Econet svolge parte della raccolta) e che, curiosamente, ha visto il suo management audito in V Commisione di Palazzo Lascaris giovedì scorso. Un filo rosso tra Torino e Treviso, passando per una parte della provincia mandrogna. Già, perché nel capoluogo, il sindaco Rita Rossa e lo stesso presidente della multiutility Amag Stefano de Capitani, per il ciclo dei rifiuti da tempo vanno cercando un partner privato. Una direzione in linea con l’indirizzo del governo e totalmente opposta a quella imboccata per Econet, la partecipata che vuole diventare tutta pubblica. Comprando le quote dalla società controllata da Acos di D’Ascenzi, dal cui elenco di soci spunta fuori pure Iren, attraverso Iren Emilia. Perché che si venda o che si compri, che sia tratti di società completamente pubbliche o miste, l’importante è partecipare.



