Grugliasco, Turigliatto arbitro

Tra i democratici presentano la candidatura Montiglio, Montà e Costa. Amarù resta coperto e l'Udc Fiandaca annuncia una corsa in solitaria (ma nessuno ci crede)

Per ora si sono fatti avanti in tre: Roberto Montà, Valter Costa e Luigi Montiglio. A Grugliasco, la corsa per la successione al sindaco Marcello Mazzù è ufficialmente iniziata e nel Pd ci sono già tre papabili candidati. Due di loro: Montà  e Montiglio siedono già nell’attuale giunta - il primo come assessore al Bilancio, il secondo è vice sindaco – mentre Costa è un ex Margherita, in qualche modo legato ad associazioni e schegge di partito. Non ha ancora scoperto le sue carte il capogruppo Pd in Consiglio Salvatore Amarù, che avrebbe da poco chiuso l’accordo con il consigliere regionale Mauro Laus per ottenere l’appoggio dei suoi quattro consiglieri.

 

La dead line per presentare la propria candidatura era fissata per il 15 ottobre, ma in tempi di totale incertezza su tempi e modi per lo svolgimento delle primarie, una deroga non si nega a nessuno. La segretaria Paola Bragantini sarebbe dovuta arrivare a Grugliasco domani per chiarire ogni dubbio, ma l’incontro è stato rinviato al 26 ottobre e così il segretario cittadino Pier Paolo Soncin continua a brancolare nel buio. Giovedì 20 si riunirà la segreteria e già si prevede che voleranno gli stracci: “C’è chi ha fatto decine di tessere per ottenere le sottoscrizioni necessarie alla candidatura per le primarie e chi vuole impedire questa operazione, facendo firmare solo gli iscritti del 2010. Come pensi che potrà finire?” si chiede un militante. Contemporaneamente,  fuori da queste dinamiche, l’ex primo cittadino Mariano Turigliatto, pronto a tornare in campo, radunerà alle 20,45 un centinaio di sostenitori nell’aula del Consiglio Comunale per “iniziare un percorso alternativo”. Con lui parlano in tanti e il cul de sac nel quale rischia di arenarsi il Partito democratico lo sta ringalluzzendo, soprattutto dopo che un giovane consigliere democratico di Sinistra in Rete gli avrebbe proposto una strada comune per individuare un candidato del Pd anche a lui gradito, in modo da riunire il centrosinistra.

 

Intanto, il presidente del Consiglio comunale Salvatore Fiandaca, ex socialista convertito da un anno al verbo democristiano, si smarca: «L’Udc correrà da sola, con un proprio candidato sindaco». Uno dei tanti modi per far emergere la propria voce in mezzo a tanto baccano, cercando di alzare il prezzo per un appoggio alle primarie di coalizione.

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