TRAVAGLI DEMOCRATICI

Segreteria Pd, la resistenza Rossa

La sindaca di Alessandria difende con i denti il posto al vertice regionale del partito. Anche Ballarè non intende fare un passo indietro e reclama attenzione per Novara. Gariglio vorrebbe un organismo più operativo, ma alla fine cederà

Il nodo dei sindaci. O Davide Gariglio riesce a scioglierlo nei migliore dei modi oppure rischia di infilarci la testa dentro e scoprire poi che è scorsoio. L’ennesima grana in quella che ormai è la telenovela della segreteria regionale del Pd (annunciata da un giorno all’altro e rimandata di settimana in settimana) ha due facce: quella di Andrea Ballarè, primo cittadino di Novara e quella della sua collega alessandrina Rita Rossa. Il primo, renziano della primissima ora, ma da tempo in calo precipitoso nel borsino del giglio magico e in quello novarese a meno di un anno dalle urne, la seconda fassiniana di ferro, un posto in direzione nazionale e un canale aperto alla bisogna con Luca Lotti, ma anche rapporti più che cordiali e di lunga data con il parlamentare di casa (con giardino minacciato da Verdini) Federico Fornaro, sinistra dem. Sui loro nomi sta ragionando Gariglio: dentro o fuori dall’organismo che sta avendo una gestazione pari a quella di un elefante?

 

I due dentro c’erano da tempo, dai primi schemi che il segretario aveva preso a fare quando ancora doveva partire per le vacanze estive e già aveva recepito le prime indicazioni dalle varie componenti. Qualche dubbio, chi gli è vicino, racconta che lo ha sempre avuto: non sulle persone, ma per i loro impegni che – sospettava – avrebbero potuto essere d’ostacolo a quella segreteria “operativa” e “agile” che il segretario rieletto dopo le dimissioni ha sempre detto di volere, per segnare anche in questo la richiesta e promessa discontinuità col passato. Dire di no, si sa, non è mai facile. Ancor più difficile se si hanno geni democristiani. Nessuna brama da parte di Ballarè e Rossa, figuriamoci, ma scherziamo? Solo “spirito di servizio”. Già, il solito spirito di servizio che poi è, quasi sempre, la versione laica dello spirito santo che scende sull’autoinvestitura. Corroborata da pesanti endorsement. Quello di Giancarlo Quagliotti, l’eminenza grigiastra di Piero Fassino e forse dello stesso Filura per la Rossa. Gli ambienti renziani più vicini al sindaco di Novara sempre più alle prese con una gestione traballante di Palazzo Cabrino e con fronde interne al Pd, per Ballarè.

 

Tutti e due dentro, insieme ad altri nomi  che nella storia infinita della segreteria sono spuntati lasciando intendere un imminente parto del topolino. Dai che ci siamo. No, ennesimo falso allarme. Il campanello d’allarme vero è suonato, invece, sul Tanaro nelle scorse ore, quando all’orecchio di Rita Rossa è arrivata la voce di una possibile retromarcia di Gariglio: niente sindaci in segreteria. L’ipotesi , in realtà, era già circolata un po’ di tempo fa e sempre per via degli impegni che avrebbero potuto impedire ai due primi cittadini di assolvere a quel rollino di marcia impostato dal segretario. Ma adesso, quando ormai i giochi, a detta del diretto interessato, stanno per finire e l’elenco era praticamente pronto, adesso si decide che si deve rimanere fuori? Chi le è vicino racconta una Rossa tra l’incredulo e l’irritato. “Avevo detto che ero a disposizione, non ho mai forzato per entrare. Ma adesso che il mio nome gira da settimane come certo, stare fuori avrebbe il senso di una delegittimazione” si sarebbe sfogata, ricevendo nel contempo rassicurazioni e inviti a non cedere da parte di quel milieu ravvicinato di Fassino che in segreteria la vuole ad ogni costo. Anche a costo di scoprire le carte di Gariglio, alle prese con un rompicapo di difficile soluzione. Perché la storia degli impegni ha l’aria di un paravento. Non è che si scopre adesso che i due sono sindaci di altrettante città importanti e hanno un altro bel po’ di incarichi. Più recente potrebbe essere stato qualche segnale arrivato, magari, dalle parti di Novara e teso a tagliare le ali – nell’ennesima guerra fratricida in casa dem – al sindaco che punta dritto alla ricandidatura pur con un partito a dir poco travagliato anche sul secondo mandato per Palazzo Cabrino.

 

Fuori Ballarè e dentro la Rossa? No, impossibile. Riprovare un’altra soluzione al rebus. I tempi stringono, l’attesa per vedere come andavano le cose in direzione nazionale con la sinistra interna è finita, il tentativo di aspettare quali mosse avrebbe fatto la segreteria provinciale, a tutt’oggi immobile, fallito: per Gariglio è arrivato il momento di decidere. E se la decisione, per partorire finalmente la creatura, è quella di lasciar fuori i due sindaci, rifacendosi alla miglior scuola democristiana, potrebbe decidere di non decidere. Tutti dentro, e via. 

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    13:32 Martedì 29 Settembre 2015 brizo Noi cittadini?

    Votate PD così garantite il sedere sulla poltrona di pochi ma il vostro invece rimarrà al freddo!!!Sempre faide e litigi e noi cittadin?

Inserisci un commento