VERSO IL VOTO

Quagliariello: “Ncd non andrà con il Pd”

Il coordinatore nazionale boccia ogni ipotesi di accordo con il centrosinistra alle amministrative. "Il nostro spazio è tra Renzi e Salvini", il modello da seguire è quello delle scorse regionali. Ma alla reunion liberale di Costa il governo viene promosso

Non morire renziani. Ma neppure prendersi una fassinite, malattia che serpeggia tra gli alfanoidi, come l’influenza autunnale, con approssimarsi delle comunali torinesi di primavera. Se per evitare il trapasso secondo Matteo, Gaetano Quagliariello pochi giorni fa ad Atreju ha ribadito la sua scelta di campo nel centrodestra e in Senato ieri ha affermato la necessità di “una ulteriore riflessione sui contrappesi e sulla legge elettorale”, parlando con lo Spiffero prescrive la ricetta per evitare il contagio alle amministrative: “Credo che la via giusta sia quella percorsa alle regionali in Puglia, così come nelle Marche e in Veneto dove abbiamo dimostrato che un’area popolare e moderata esiste. C’è uno spazio tra Renzi e Salvini”. Il messaggio, sia pure indiretto – “non conosco a fondo le dinamiche torinesi”, premette – è chiaro: nessun accordo, nessun passo avanti verso il centrosinistra.

 

Musica per il fronte recalcitrante all’ipotesi di un avvicinamento più o meno deciso, magari all’eventuale probabile ballottaggio (ma anche prima), rappresentato, tra gli altri da Silvio Magliano ed Enzo Liardo. Un sibilo stridente – giacché sta per lacerarsi il partito stesso – nelle orecchie di chi già si vede (e si è visto in incontri assai poco segreti) con l’apparato del Pd sotto la Mole. Le parole del coordinatore nazionale non sono certo la benedizione attesa dal ciellino Giampiero Leo o il viatico per l’ex socialista Daniele Cantore, due tra i nomi di spicco sul fronte sinistro più avanzato. E non scomporranno di un millimetro Vito Bonsignore, da tempo su posizioni attendiste e impegnato con scarsi risultati fino ad oggi a convincere la truppa a mettere in piedi una lista, poi si vedrà. I suoi rapporti con Piero Fassino sono da sempre solidi e ottimi, ma don Vito da Bronte è e resta andreottiano, anche e soprattutto nelle strategie.

 

Quelle di Ncd, in verità, non sono troppo chiare, anzi. Per un Angelino Alfano che ancora pochi giorni fa all’Unità dice, sibillino, “valuteremo zona per zona. È chiaro che Torino non è Napoli e Milano non è Bologna”, oggi c’è un Quagliariello che pone come condizione “una linea decisa a livello nazionale per le prossime amministrative. Non si può andare a macchia di leopardo”. Che tra il ministro degli Interni e il coordinatore nazionale il divorzio sia solo formalmente preceduto da una vita da separati in casa è acclarato. Così come chiara è la scelta di imboccare la via renziana con decisione da parte del ministro della salute Beatrice Lorenzin, ieri ospite nel feudo monregalese del viceministro alla Giustizia Enrico Costa per dibattere sui liberali in politica e stimare, come ha fatto il viceguardasigilli, il tasso di liberalismo del governo Renzi arrivando a sancire che l’esecutivo di Matteo Renzi “ha chiaramente un’identità liberale: basta osservarne i provvedimenti, le iniziative, gli orientamenti. È evidente che si tratta di interventi ispirati a tesi e valori appartenenti alla tradizione liberale”.

 

Un passaporto per valicare la frontiera dove sono in attesa, insieme alla Lorenzin, personaggi come Fabrizio Cicchitto e altri parlamentari che non disdegnano una polizza per un prossimo giro? Lo stesso Costa che ha affidato a Cantore e Gigi Marengo, ex presidente del Toro lodista, entrambi della comitiva liberale a Vicoforte, il compito di preparare una lista senza star lì troppo a pensare se ci sarà o meno il simbolo del partito (e magari il partito stesso) non ha mai assunto posizioni tranchant come quelle della Lorenzin, o sul versante opposto dello stesso Quagliariello. Che non fa mistero di sperare sia la sua direttrice quella “a convincere chi nel partito ancora non si rende conto che rischiamo di finire nei libri di storia come un esempio di trasformismo: nati con un nome che richiama l’appartenenza al centrodestra e poi finiscono nel centrosinistra” dice. E, su questo, non fa distinzioni neppure per le prossime amministrative.

 

Alle obiezioni di stare nel governo Renzi, il coordinatore di Ncd ha più volte risposto ricordando come “il nome stesso del partito nato dalla scissione del Pdl evocava un preciso progetto politico: sostenere un governo di larghe intese per non tornare al voto e dare un esecutivo al Paese per fare le riforme, stabilizzare l’economia italiana e costruire al contempo una nuova architettura politica e tornare poi alle urne con uno schema chiaro nel centrodestra”. Perché, come ha detto e come ripete oggi “è arrivata l’ora di scegliere, e io non voglio morire renziano”. Con l’approccio di chi non vuole impicciarsi troppo, ma dire la sua sì, riguardo le amministrative di primavera, il senatore Quagliariello detta la (sua) linea: “decidere una posizione univoca a livello nazionale e seguire il modello delle ultime regionali. C’è uno spazio tra Renzi e Salvini”. Tanto ampio da contenere una serie di replicanti del partito di Angelino. Sempre più diviso, a Roma come a Torino. Forse aveva ragione quell’esponente alfaniano a dire, di fronte all’ennesimo segnale di imminente scissione dell’atomo alfanoide, “più che un analista politico, qui ci vuole proprio l’analista per capire ciò che sta accadendo”. 

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6 Commenti

  1. avatar-4
    15:09 Lunedì 05 Ottobre 2015 usque tandem Vagabondi...

    “Ncd non andrà con il Pd” Ma sanno dove andare?

  2. avatar-4
    10:53 Lunedì 05 Ottobre 2015 Il giusto NE VALE LA PENA?

    penso che si stia dando pi

  3. avatar-4
    20:06 Domenica 04 Ottobre 2015 partigia Quagliriello è peggio di Alfano

    Quagliriello è il peggio politicamente di ndc,trasformista pronto a cambiare idea per il potere.Tradì Pera di cui era collaboratore per farsi strada nella corte di Berlusconi, poi tradì anche ques'ultimo. E' politicamente inattendibile.

  4. avatar-4
    15:23 Domenica 04 Ottobre 2015 daniele galli probabile annuncio della scissione dell' atomo ?

    si spera che da questo possibile evento risulti una qualsiasi forma di energia misurabile su una scala non democristiana . Sorge una domanda: alla luce delle recenti discussioni in casa NCD per le Amm. di Torino Roberto Rosso l'ultimo che ha preso voti veri quasi come il PD che fa ????

  5. avatar-4
    14:45 Domenica 04 Ottobre 2015 moschettiere Un pizzico di correttezza

    Non sarebbe più onesto prendere atto del fallimento e indire una liquidazione? Che pena questi attaccamenti a frammenti di potere e di tornaconti. Proprio questa mentalità ha disgustato l'elettorato.

  6. avatar-4
    10:14 Domenica 04 Ottobre 2015 brizo Costa lo sa?

    Quagliarello ma Costa lo sa?È fin'ora che lavora anche per alleanze che ripropongano il modello Renzi Alfano.Ma NCD esiste ancora o resta solo il nome e pochissimi politici....:

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