Torino capitale verde, ma è al top dell’inquinamento

Il capoluogo piemontese è in lizza per il riconoscimento ambientale, ma secondo l’Oms sotto la Mole l’aria è più inquinata di Milano. E in Europa è seconda solo alla bulgara Plovdiv

La Commissione Ue ogni anno seleziona la città europea più all’avanguardia nel rispetto dell’ambiente e in grado di mostrarsi come modello di sostenibilità per gli altri centri urbani.

Sfida sicuramente accattivante, che spinge le amministrazioni locali in un gioco virtuoso, desiderose di vincere l’ambito riconoscimento e ottenere un ottimo riscontro di immagine. Nel 2010 a vincere è stata Stoccolma, mentre nel 2011 Amburgo. Ora il titolo di “capitale verde europea” per il 2014 si gioca tra 19 città, tra cui, Torino.

 

Rischia dunque di essere il capoluogo piemontese l’esempio di ecosistema urbano da seguire per le altre realtà cittadine. La prospettiva potrebbe fare entusiasmare i politici casalinghi, se non fosse per la stringente necessità che hanno i torinesi di difendersi dalla pesante aria che tira da quelle parti. Con buona pace del radicale Silvio Viale che si ostina a pensare che a Torino si respiri un'aria salubre e, per questo, duella con l'assessore comunale Enzo Lavolta, assai più conscio dei problemi.

 

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, che ha recentemente stilato una graduatoria di città e nazioni prendendo come criterio l’inquinamento, l’Italia non è tra i Paesi più virtuosi, e proprio a Torino risulta una qualità dell’aria addirittura peggiore di Milano, centro tra i più inquinati del Belpaese. Di più, dal database europeo sulla qualità dell’aria (il cui aggiornamento, va detto, è fermo al 2009), si ricava che Torino è la seconda città più inquinata in Europa: sta peggio solo Plovdiv in Bulgaria.

 

Per l’elaborazione della citata “lista nera”, l'Oms ha fissato a 20 microgrammi per metro cubo la soglia critica di polveri da non superare. La panoramica globale mostra come in molte città la concentrazione possa raggiungere e superare anche i 300 microgrammi, arrivando a risultati del tutto sorprendenti. Prendiamo in considerazione l’Italia: la città del Belpaese più inquinata è Torino che, a quota 47 microgrammi, batte nell'ordine Napoli e Milano (44 microgrammi) e Roma (35 microgrammi). Nel solo 2011, Torino ha già superato per 71 volte il limite europeo di concentrazione del Pm10 nell’aria. I giorni di sforamento teoricamente consentiti sono 35. E siamo solo ad ottobre e l’inverno deve ancora cominciare. Altro dato: la raccolta differenziata dei rifiuti sotto la Mole è al 42%. Una percentuale sideralmente lontana dalle vette teutoniche.

 

Difficile, quindi, pensare che la città della Fiat possa davvero aggiudicarsi il titolo di “capitale verde europea”, forse, prima ancora di questo, risulta difficile comprendere come abbia fatto ad entrare nella selezionatissima lista di 19 nomi che dovranno sfidarsi su 12 indicatori, dal contributo locale alla lotta contro i cambiamenti climatici, passando per i trasporti, le aree verdi, la qualità dell'aria, il consumo di acqua e ancora, la gestione dei rifiuti.  

Starà comunque alla giuria di esperti verificare la sostenibilità ambientale delle singole candidate, tra cui si contano Parigi e Bruxelles, Vienna e Saragozza, riducendo a tre o quattro il numero delle città finaliste per il titolo del 2014. L'annuncio della vincitrice avverrà a giugno del 2012 a Vitoria-Gasteiz, capitale verde europea per il 2012, che passerà la corona a Nantes, premiata per il 2013.

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