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Mangiano a sbafo e parcheggiano gratis

Ticket-restaurant e posto auto a Palazzo Cisterna per la piccola casta della Provincia di Torino. Privilegi ai politici, mentre i dipendenti tirano cinghia e le vetture di servizio finiscono in strada

Oltre agli stipendi d'oro, erogati agli ancora troppi dirigenti, ci sono due benefit che mandano letteralmente in bestia i dipendenti, i “paria” della Provincia di Torino: il ticket-restaurant, regalato 7 giorni su 7 ai 45 consiglieri e ai 12 assessori più ovviamente il conte Mascetti, alias Antonio Saitta, e il parcheggio gratuito nei cortili di palazzo Cisterna, concesso con magnanimità agli stessi 58 anche a discapito di quanti (ovvero i dipendenti) impiegano le Panda di servizio per ragioni d’ufficio e si vedono costretti a cercarsi un impossibile posto fuori dell’edificio, giacché le aree interne sono tutte sistematicamente occupate dagli eletti.

Per quanto riguarda il buono pasto agli amministratori - sebbene la cifra di 7 euro, ferma da anni, provoca tra i politici parecchio scontento - si tratta di un privilegio del tutto ingiustificato in quanto non esiste alcuna norma che lo preveda (come invece accade per il personale) e risulta quasi una presa in giro il fatto che il dipendente abbia i 7 euro solo nei giorni lavorativi, e se è presente per più di mezza giornata, mentre consiglieri e giunta percepiscono il ticket 7 giorni su 7, festività comandate comprese.

 

Facendo un semplice calcolo questo gentile cadeau costa alle casse della Provincia poco più di 145 mila euro all'anno, cifra risibile nel mare magnum degli sprechi o delle “furbate” che affliggono l’ente. A partire dai cambi di residenza per aumentare i rimborsi chilometrici, pratica di scuola regionale messa in atto con successo, ad esempio, dal dipietrista “Belli Capelli”, al secolo Roberto Cermignani, torinese doc, ma residente a Cherasco (Cn).

Ma quei 145 mila euro, ad esempio, messi in un altro capitolo, potrebbero bastare per tacitare il povero assessore Umberto D’Ottavio, la cui preoccupazione principale, a giudicare dalle dichiarazioni, pare essere quella di non avere più neppure i soldi per acquistare la carta igienica per gli alunni delle scuole. Dall’operazione “crespata fine” trarrebbero beneficio sia la linea fisica dei 58 amministratori, alcuni decisamente sovrappeso, sia la vitale pulizia del lato “b” degli studenti.

 

Per quanto riguarda i parcheggi interni, da sempre fonte di guerre e invidie a palazzo Cisterna, risulta difficile giustificare che venga impedito l’ingresso alle auto di servizio in favore di quelle degli amministratori e che i dipendenti siano costretti a vagare nelle vie attigue alla ricerca di un posteggio che spesso non c'è. Peraltro pare che una dirigente, nota per l’eleganza e addetta alla presidenza del Consiglio, recentemente esiliata senza compiti chiari in un ufficio al secondo piano, abbia goduto della possibilità di parcheggiare la propria vettura nei cortili. L’Italia, si sa, è un paese di eccezioni. E la signora, evidentemente, è “eccezionale”.

Sul parcheggio uno strappo alle regole l’aveva fatto, in passato, pure l’ex zarina Mercedes Bresso, quando aveva benignamente concesso a un suo ex assessore, l’architetto Livio Besso Cordero, divenuto presidente di Turismo Torino, di sistemare ogni giorno la sua auto nel palazzo, non lontano dal nuovo ufficio. Un “bonus” probabilmente dato come ricompensa alla preziosa consulenza prestata nell’acquisto di un lussuoso tavolo in cristallo per la presidenza, tuttora in uso, costosissimo ma, come si direbbe oggi, “diversamente bello”. Cioè decisamente brutto e al centro di velenose polemiche.

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