DA BRUXELLES

Un miliardo per l’agricoltura piemontese

Sono i fondi europei stanziati dalla Commissione europea attraverso il Psr, programma di sviluppo rurale. La nostra Regione, in zona Cesarini, ottiene risorse importanti per dare impulso alle aziende del settore. Ecco i dettagli

Un miliardo di euro, anzi qualcosa in più delle cifra tonda, in arrivo dall’Europa per l’agricoltura piemontese: 1,09 miliardi di euro, di cui 471 milioni di euro di fondi Ue e 622 milioni di euro di cofinanziamento nazionale. Domani la Commissione di Bruxelles darà il via libera al Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020 presentato oltre un anno fa dalla Regione all’organismo europeo, presieduto da Phil Hogan e della quale fa parte l’europarlamentare piemontese Alberto Cirio. All’inizio di ottobre i due avevano avuto un colloquio volto proprio a verificare l’iter del procedimento oggi arrivato a conclusione. Un percorso complesso. Che ha visto all’inizio la presentazione di oltre 600 osservazioni e che lo stesso passaggio dalla presidenza Barroso a quella Juncker ha visto dilatarsi ulteriormente in tempi, suscitando notevoli apprensioni a Torino dove il dossier è seguito dall’assessore Giorgio Ferrero. Finalmente negli ultimi giorni anche ogni perplessità che pure era stata avanzata in commissione è stata superata e già alla fine di novembre è previsto l'insediamento del Comitato di sorveglianza con l’avvio dei i primi bandi.

 

Quello del Piemonte è l’ultimo Programma di sviluppo rurale approvato in ordine di tempo, vero fanalino di coda, dopo l’ok a luglio di quello per la Lombardia e, nei giorni scorsi, di quello ligure. Si tratta dello strumento finanziario più significativo e rilevante per il potenziamento della competitività del settore agricolo e forestale e la salvaguardia degli ecosistemi. Si prevede che saranno migliaia gli agricoltori che otterranno un sostegno per la ristrutturazione o l’ammodernamento delle proprie aziende e centinaia i giovani che riceveranno un aiuto per avviare una attività nel settore agricolo. Non solo: il programma prevede anche risorse per ripristinare strade vicinali, ma anche comunali che necessitino di interventi.

 

Un’iniezione di finanziamenti che, solo per fare alcuni esempi, potranno essere utilizzati soprattutto dai giovani agricoltori per ampliare o dare un nuovo impulso all’azienda, così come per acquistare macchinari. Nel dettaglio il fondo – che se non erogato avrebbe finito con il restare in Europa andando a qualche altro Paese anziché all’Italia e nel caso specifico al Piemonte – prevede una suddivisione in alcune voci principali: Redditività e competitività: 163 milioni, Organizzazione della filiera: 181,8 milioni, Ambiente ed ecosistemi: 298,7 milioni, Cambiamento climatico: 260,2 milioni, Sviluppo delle zone rurali: 148,5 milioni, Assistenza tecnica: 40,7 milioni di euro.

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