LEGALITA'

Askatasuna non si sgombera

La Questura vieta "per motivi di sicurezza e ordine pubblico" la manifestazione indetta da alcuni esponenti del centrodestra per "restituire alla città" il centro sociale. Olivetti: "Evidentemente a Torino si può occupare impunemente ma non protestare"

Askatasuna non si sgombera. Anzi, è vietato persino svolgere una manifestazione di fronte all’immobile, occupato abusivamente da militanti del cosiddetto antagonismo sociale, così come avevano chiesto di poter fare il prossimo 5 novembre il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone e l’avvocato Luca Olivetti, animatore di “Un sogno per Torino”. A dettare il divieto “motivi di ordine e sicurezza pubblica”, legati soprattutto al fatto che le modalità indicate dai promotori “comportano espressamente un accesso ai locali” di corso Regina Margherita 47, dove anche per la Questura ha “sede” il centro sociale. “Evidentemente a Torino si può occupare impunemente ma non protestare”, commenta a caldo Olivetti che ha propagandato l’iniziativa su numerosi cartelloni affissi in città, nei quali si dà polemicamente appuntamento al sindaco Piero Fassino per “la consegna delle chiavi”.

 

Ecco la notifica della Questura

 

 

“Caro sindaco il 5 novembre alle ore 20, libereremo l’immobile occupato abusivamente dagli Askatasuna. Ti aspettiamo per la consegna delle chiavi”. E tanto per essere più chiaro, Olivetti ha fatto disegnare sul cartellone una chiave enorme, accanto ovviamente al simbolo del cuore attraversato dalla Mole che ormai contraddistingue il suo movimento “Un sogno per Torino”, nato per dare la sveglia al sonnacchioso centrodestra subalpino. Sogno che se mai diventasse un incubo per Filura e il Pd non sarebbe affatto male. La stessa data scelta per lo sfratto non è era casuale, ma rimanda alla britannica Congiura delle polveri: è infatti proprio il 5 novembre 1605 quando re Giacomo I scopre di averla scampata per un soffio, avendo scoperto e mandato all’aria la notte precedente una delle congiure più famose della storia, ordita dai cattolici: uccidere il re e la sua famiglia piazzando sotto alla Camera dei Lord un grande quantitativo di polvere da sparo ottenendo quindi in un colpo solo la fine della reggenza protestante e, con il supporto dell’ala cattolica del governo, l’insediamento di un nuovo re cattolico.

 

Ai cartelloni si aggiunge una “diffida legale” che è stata  inviata al primo cittadino, “per costringerlo ad attuare la nostra mozione approvata ormai due anni fa che lo impegna a mettere in vendita con gara pubblica l'immobile abusivamente occupato dagli autonomi di Askatasuna in corso Regina Margherita 47 e a destinare i proventi all'esangue welfare cittadino” annuncia il leader piemontese torinese di Fratelli d’Italia Marrone.