SCONTRO ISTITUZIONALE

Chiamparino sbatte la porta a Renzi

Il governatore conferma le sue "irrevocabili" dimissioni dal vertice della Conferenza delle Regioni. Duro con il premier: "Nostre esigenze non sono proposte eversive". E in merito all'intervento governativo spiega: "È un salva-sistema"

“Non mi pare che presentare delle esigenze sia una proposta eversiva. O le cifre che noi portiamo vengono dimostrate fasulle, e dal momento che finora nessuno lo ha fatto, non c’è dubbio che una risposta alle Regioni debba essere data. Nessuna sfida né braccio di ferro, solo la volontà delle Regioni di dare risposte ai cittadini”. Così Sergio Chiamparino in risposta alla polemica innescata con il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il governatore del Piemonte ha inoltre confermato le proprie dimissioni dalla guida della Conferenza delle Regioni. “E’ chiaro – ha inoltre evidenziato Chiamparino parlando oggi nell’aula del consiglio regionale del Piemonte – che se una trattativa politica partirà, questa deciderà dove fermare l’asticella. Se, come mi auguro, ci sarà un incontro con il governo domani, o comunque prima di giovedì quando la Conferenza delle Regioni dovrà dare un parere sulla Legge di Stabilità, sarà utile capire se sulla sanità e sul pluriennale si può dare vita a due gruppi di lavoro per valutare le nostre richieste“. “Nel 2016 - ha rimarcato Chiamparino - sommando le misure derivanti dalle leggi di stabilità del passato e dalle leggi di settore si arriva a 9 miliardi e mezzo di euro di tagli a carico delle Regioni. Per la revisione della spesa nel 2016 sono previsti 4,2 miliardi a carico delle Regioni dei quali due miliardi sulla sanità e il resto sulla extra sanità. La situazione sul pluriennale è poi particolarmente preoccupante con altri cinque miliardi nel 2017 e sette nel 2018. Ormai i margini di manovra delle Regioni si vanno esaurendo”.

 

“Se il plotone non procede, da alpino so che chi sta davanti deve chiedersi se non sia lui ad avere il passo sbagliato”. Di fronte al top gun Matteo Renzi pronto ad un raid sulle Regioni in cui ha annunciato a mo’ di sfida che si divertirà, Sergio Chiamparino non rinuncia alla metafora in grigioverde e annuncia di voler proseguire la sua battaglia “con mani libere e lontano da ogni sospetto di conflitto di interesse vista la situazione finanziaria del Piemonte”. Insomma, via al più presto possibile dalla guida della Conferenza delle Regioni. “Giovedì chiederò che le elezioni del nuovo presidente vengano messe all’ordine del giorno della prossima riunione” dice in consiglio regionale. Poche parole, il rumore di una porta che sbatte. Fine dell’annunciato congelamento che pareva destinato a durare almeno fino al varo definitivo della legge di Stabilità. Più che un alpino, nel passo assunto nelle ultime ore, il Chiampa pare un bersagliere. Di corsa e sempre più lontano da Palazzo Chigi. Dove, ancora non si sa se davvero entrerà domani come annunciato da Renzi. “La convocazione delle Regioni da parte del governo non è ancora arrivata – dice -. Mi auguro che giunga al più presto, nelle prossime ore o domani e comunque prima di giovedì, quando la Conferenza delle Regioni dovrà dare un parere sulla legge di Stabilita”.

 

Altra sfida, altro avvertimento, non meno chiaro di quello arrivato ieri sera dal premier in uno scontro istituzionale, ma ormai anche politico e tutto interno al Pd. Un partito democratico tra l’incudine della Regione e il martello del governo. Quale parte anatomica finisca nella non invidiabile posizione è superfluo chiederlo a chi come i parlamentari – eccetto qualche raro caso come il bersaniano Federico Fornaro - evita per quanto possibile di intervenire in questa guerra fratricida dagli esiti incerti, certamente infausti. Stasera a Roma Renzi della legge di Stabilità e del rapporto con le Regioni parlerà ai gruppi dem di Camera e Senato. Domani sempre nella capitale, stesso argomento, altra riunione in vista: quella dei parlamentari piemontesi del Pd. “Impegnati con lo stesso viceministro Morando – li descrive nel suo intervento in aula il capogruppo Davide Gariglio – a trovare una soluzione a sostegno delle Regioni”. Equilibrista sulla fune che dondola pericolosamente tra il Chiampa e Matteo, il segretario regionale ripete come un mantra che “la coperta è corta per le Regioni, ma anche per il governo”, ma pure avverte: “il futuro annuncia una riforma radicale delle Regioni. O saremo in grado di governarla oppure lo faranno altri manu militari”. Il riferimento ancora al governo e alla necessità di trovare una mediazione, una via d’uscita a questo scontro che vede, almeno per ora, il governatore piemontese alla guida di un fronte che preoccupa non poco il Nazareno è chiaro.

 

La posta in gioco, facile arma di ricatto e di forte presa sui cittadini qual è la sanità, è alta e ad alto rischio nel maneggiarla. L’eventualità di non poter garantire prestazioni fondamentali, come i farmaci salvavita e altri servizi paventata da Chiamparino dopo la riduzione a poco più di un miliardo rispetto ai tre annunciati come aumento del fondo sanitario nazionale è roba forte, che arriva subito diretta alla pancia dei cittadini. I quali non è affatto detto che non ricevano in eguale misura quella che potrebbe essere la replica del premier alle Regioni: avete tagliato gli sprechi? Una domanda a cui nessuno o quasi degli enti potrà rispondere in maniera convincente. Men che meno il Piemonte, dove ancora oggi sono risuonati i richiami da parte del M5s e non solo, a quei premi elargiti a piene mani a dirigenti (non solo della sanità) che già possono contare su stipendi corposi. Davvero la sanità piemontese ha fatto tutto il possibile per ridurre spese inutili, prebende, utilizzo delle risorse umane (a proposito, quanto personale sanitario finito negli uffici è tornato in corsia come promesso dall’assessore Antonio Saitta?) e dato quel giro di vite in grado di poter arrivare davanti al premier e rispondere punto su punto alle prevedibili obiezioni su una spending review all’acqua di rose?

 

Chiamparino dice di aspettare ancora la risposta alla richiesta di un incontro con il governo per “avere spiegazioni sulle dichiarazioni del ministro della Salute Beatrice Lorenzin sul fallimento della sanità regionale e la necessità di riportare le competenze allo Stato”. Lascia la guida della conferenza delle Regioni, ma non molla l’osso, anzi, prosegue nel suo braccio di ferro con l'esecutivo fino all'approvazione della finanziaria, quando lascerà definitivamente.

 

Intanto a Palazzo Lascaris le opposizioni non si lasciano sfuggire l'occasione di spargere un po' di sale sulla ferita in casa dem. Per il capogruppo di Forza Italia Gilberto Pichetto “il Governo ha come unico modo di governare i tagli sul territorio e il presidente Chiamparino doveva fare di più per difendere gli interessi del Piemonte”, mentre il Movimento 5 stelle arriva a paventare “un gioco che sembra fatto apposta per far fallire le Regioni”. Dai banchi della maggioranza, il vendoliano Marco Grimaldi ha parlato di “federalismo per abbandono. Il contributo degli Enti locali in questi anni è stato il doppio rispetto a quello dello Stato centrale e l’Italia è al quindicesimo posto per spesa sanitaria tra i Paesi dell’Unione europea, mentre abbiamo una media di anziani molto alta". 

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7 Commenti

  1. avatar-4
    23:48 Martedì 03 Novembre 2015 gastone RIPULIRE

    Tagliare, ripulire radicalmente i costi della Regione Piemonte: stipendi stellari, arricchimenti immeritati di dirigenti, impiegati, funzionari, verifiche sulla effettiva "produttività" in una struttura abnorme e costosissima, voragini, fiumi di milioni per mantenere il carrozzone penalizzando i piemontesi, la sanità prima di tutto. La non volontà di fare un'azione davvero efficace sulla valanga di denaro che il carrozzone si mette in tasca è la prima causa di questo sfascio: comincino dall'interno, taglio agli stipendi, controlli di spesa, ecc.ecc.

  2. avatar-4
    21:04 Martedì 03 Novembre 2015 brizo Ita,ai del menga

    Ma che noia!!!Chiamparino vai a casa ma da tutto e goditi alla faccia nostra la tua lauta pensione.Non ne possiamo più, una pessima gestione della Regione Piemonte fa certamente rimpiangere l'ex Presidente Cota che a differenza tua non sta con le potenti lobby.Sai perché non vai più d'accordo con Renzi?Perché Renzi ha capito che non sei adatto a fare il Presidente della Regione.Ti ricordi quando ti gongolavi in TV pensando addirittura di essere un possibile candidato a Presidente della Repubblica?Che Italia del menga

  3. avatar-4
    16:43 Martedì 03 Novembre 2015 equazionedicampo Troppi sprechi e privilegi

    Circa 8 milioni di euro regalati nel solo 2015 a dirigenti regionali (non pochi dirigono 5 o anche solo 1-2 persone e sono impegnati 5-6 ore al giorno...) a titolo di premio (3,2 milioni) per fare il loro già pagatissimo dovere o per ... prepensionarsi anche solo di qualche GIORNO rispetto al previsto (4,6 milioni). Poi tra gli impiegati regionali c'è la marea delle posizioni organizzative, gente col diplomino che guadagna molto più di una caposala laureata di pronto soccorso che fa 40 ore settimanali. Poi quel capolavoro di costosissimo grattacielo non finito, siamo davvero messi bene.

  4. avatar-4
    14:40 Martedì 03 Novembre 2015 ebasta Un genio

    Si vede che non sa più far politica (se ne è mai stato capace visto che si è limitato a raccogliere il lavoro di Castellani e a lasciare un mare di problemi a Fassino).Lazio, Emilia, Veneto si sono già smarcati. Un vero genio a far(si) e a far(ci) del male come gli ricordano ogni giorno le imprese ...

  5. avatar-4
    14:37 Martedì 03 Novembre 2015 daniele galli beghe piddine

    il parere sulla legge di stabilità lo ha già dato la Corte dei Conti " manovra in deficit ", il parere sui due di Torino lo aveva già dato Renzi,ora andiamo velocemente a elezioni anche per la regione che avremo anche il parere del popolo sovrano.

  6. avatar-4
    14:26 Martedì 03 Novembre 2015 barisoni Fuori

    Fuori tutti i 60 vecchi PCI che hanno cercato di tingersi di rosa. Ben vengano 40 enni giovani ed aggressivi. Non vogliamo Corbyn ma Blair !!

  7. avatar-4
    14:15 Martedì 03 Novembre 2015 LuigiPiccolo Come due fidanzati.

    Un altra volta ... Mi sembrano Raimondo e la Mondaini. :)

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